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Vita da social: come sopravvivere e mantenere una certa dignità all’epoca di Facebook, Twitter e Instagram


Vita da social: ci vuole testa, cuore e ironia.

Non è la prima volta che scrivo di social network: saranno ormai un paio di anni che qui sul blog potete leggere, di tanto in tanto, qualche post che parla di blogging, di social, di comunicazione e tanto altro.

Ne abbiamo sempre parlato in maniera professionale, come è giusto che sia, soprattutto considerato il fatto che si tratta di argomenti che fanno parte del mio lavoro quotidiano.

Chi mi segue però, sa bene che amo spesso scherzarci su, spegnere un po’ gli animi a volte troppo seriosi e buttarla sull’ironico. Non è raro  trovare sul mio profilo personale racconti semi-seri delle mie vicessitudini sui vari canali.

E’ un modo per riderci su, sdrammatizzare situazioni a volte al limite dell’inverosimile e ridimensionare il tutto.

Se non altro per sopravvivere a quella che ormai è diventata una vera e propria giungla.

E non parlo della guerra dei followers e di queste cose qui, che lasciano il tempo che trovano perchè, alla fine, la qualità è l’unica cosa che paga sempre.

Ma proprio delle situazioni che capitano usando Facebook & co, delle piccole guerre che combattiamo ogni giorno e di quelle cose che a volte ci fanno imbestialire, ma che in fondo, a ripensarci sotto una luce diversa, sono in grado anche di strapparci un sorriso.

Allora, visto che è sabato e che un po’ di leggerezza ce la meritiamo tutta, oggi vi propongo un post diverso da solito.

Eccovi la mia guida ironica alla sopravvivenza sui social 🙂

Vita da social: su Facebook trionfano gattini, gruppi e post sponsorizzati

Da quando il buon Zuck ha modificato l’algoritmo in favore delle interazioni di valore tra parenti e amici, il news feed di Facebook è diventato lo specchio della nostra vita.

I nostri contatti, i nostri gruppi e le nostre preferenze sono tutte lì, davanti ai nostri occhi.

Le persone con cui interagiamo di più, le pagine che seguiamo (sì anche quelle piene di gattini puccettosi e persone che fanno cose stupide per far ridere), i gruppi ai quali siamo iscritti.

Oramai ognuno ha il suo girone dantesco: c’è chi ogni tanto ha sbirciato il profilo della ex per vedere che fine avesse fatto e ora si ritrova tutte le sue foto in home, senza soluzione di continuità; c’è chi si è sbirciato un paio di ricette sulla pagina di Masterchef e ora è subissato di notifiche di Cannavacciulo a tutte le ore del giorno e della notte e mannaggia proprio mò che avevi deciso di metterti a dieta; c’è chi si è iscritto ad un gruppo tematico dove è intervenuto mezza volta chiedendo “Ma che gruppo è?” e ora è un continuo di post in cui persone che non conosce parlano di cose che non conosce.

Perchè poi, tra l’altro, su quel gruppo vacci a sapere chi l’ha aggiunto a sua insaputa!

Ecco le aggiunte ai gruppi senza richiesta sono una delle 7 piaghe d’egitto: ma perchè aggiungere persone a caso? Così, tanto per fare numero?

Perchè mi aggiungi al gruppo Vendo e Baratto calzini usati in Valsugana se io abito a Noto?

Questi sono i grandi misteri della vita, quelli che neanche Giacobbo a Vojager ha mai avuto il coraggio di affrontare.

Facebook però non è solo un news feed impazzito: è anche un luogo dove trovare lavoro. Seriamente.

Io stessa ho collaborato con diverse persone conosciute su facebook e in maniera assolutamente seria e professionale.

Ma.

Non è il mondo dei balocchi, attenzione.

Soprattutto, Facebook è un’arma a doppio taglio: c’è Tizio che mette un annuncio in cui cerca una figura X, centinaia di utenti gli rispondono, lui promette che risponderà a tutti ma poi sparisce…

C’è Caio che cerca una figura Y, chiede preventivo, ma poi sparisce. C’è pure Sempronio che ti risponde subito, entusiasta, il lavoro è tuo, sicuro. Appena rientro dallo Zimbabwe è tuo. Ecco sono un attimo in Papuasia, appena torno iniziamo. Guarda scusa ma mi hanno chiamato dall’Uzbekistan…

E tu intanto hai fatto domanda all’INPS per la pensione anticipata.

Il meraviglioso mondo dei Preventivi è un mondo parallelo in cui una volta entrati difficilmente se ne esce.

“Il tuo lavoro costa troppo!” – “Si, vedrai quanto ti costerà farti incasinare dal cuggggino e poi risolvere i danni che farà”.

Ma tanto prima o poi, tutti tornano…Anche questa è una delle leggi della vita da social.

O chiamatelo Karma….

COME SOPRAVVIVERE? Ci vuole calma (e sangue freddo). E una buona selezione del proprio news feed (e ogni tanto pure una bella vacanza!).

 


Vita da social: su Linkedin come su Badoo

Qualche tempo fa avevo scherzosamente tirato giù una lista degli utenti di Linkedin più improbabili.

C’era quello che ti chiedeva di sponsorizzare il suo nuovo aggeggio svuota discariche (quando si dice avere il focus); quello che ti chiedeva “Ciao bella, ke fai?” come se foste sulla metro A di Roma, direzione Quadraro.

C’era anche quello che, dopo averti fatto i complimenti per la tua attività, ti chiedeva cosa fai nella vita (la dissociazione è un problema serio).

Ma naturalmente su Linkedin non sono tutti così, attenzione.

Ora lasciamo stare quelli che lavorano presso se stessi, quelli che sono disoccupati sempre presso se stessi (giustamente, bisogna mantenere la coerenza) o quelli che sono docenti/scrittori di bestseller/cantautori/marketer/gira la ruota e però hanno la foto profilo di Batman.

Ci sono anche persone serie, contatti di valore e persino proposte lavorative interessanti.

Il problema è che bisogna saper scremare tanto tanto, avere tanta pazienza, tanta tanta, e non aggiungere persone non in target perchè poi ti spammano sulla mail (presa senza il permesso) tutto il programma del loro corso sulla salamella da sugo (come direbbe il buon Rudy Bandiera).

Fatto questo, siete a posto.

COME SOPRAVVIVERE? Non date corda a chi dimostra di non essere professionale e cercare altro. Cancellate subito il contatto, vi farà solo perdere tempo.

 


Vita da social: ti seguo, poi non ti seguo, poi ti ri-seguo. Non è Karate Kid: è Instagram (e Twitter)

Allora, premesso che non amo alla follia le app per controllare i seguaci/non seguaci, a un certo punto sono come il salvavita Beghelli: ti sta sulle balle, ma è necessario, quindi cedi.

Vorrei approfittare per lanciare un accorato appello a tutti coloro che pensano di essere dei gran furbi, che ti seguono e poi non ti seguono più – su Instagram come su Twitter – e dir loro che:

ce ne accorgiamo.

Ce ne accorgiamo e vi cancelliamo a nostra volta. E non ce ne frega niente se poi ci aggiungete di nuovo: dopo scatta la colonna sonora di Gigi Proietti “Attaccate ar cà”, noto stornello romano che bisogna applicare al bisogno.

E ci accorgiamo anche se usate gli Instagram Bot: perchè non può essere che mi commenti sempre con “Amazing” anche quando metto la foto della discarica comunale o scrivo che “Piove governo ladro”.

COME SOPRAVVIVERE? Pazienzate, puntate su contatti di valore e usate una buona app che vi segnala i “fantasmi”!

 


VITA DA SOCIAL: perchè alla fine Facebook & co. sono parte del nostro mondo

Oggi abbiamo volutamente scherzato un po’ sull’argomento, ma come sapete io sono una grande sostenitrice dei social.

Solo che, come in tutte le cose, ci vuole equilibrio, buon senso e anche un po’ di capacità selettiva.

In fondo i social sono lo specchio dei nostri tempi e di quello che siamo: se creiamo valore, ci tornerà valore.

Se creiamo relazioni vere, sincere e di un certo livello, poi non dovremo preoccuparci di guardarci le spalle (e neanche di modificare le preferenze del news feed).

Se usiamo i nostri canali per farci conoscere, dobbiamo stare attenti a cosa comunichiamo di noi. E scremare, scremare tutto ciò in cui non ci riconosciamo.

Perchè i social, a parte tutto, sono importanti e ci fanno sentire parte del tutto. Ma non sono il tutto.

Quindi un occhio allo smartphone e uno alle stelle, sempre 😉


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