Vita da freelance: il punto di vista di chi lavora sul web e vive delle proprie passioni

 

Il web non è poi così diverso dal mondo offline.

Capita spesso di conoscere delle persone, incrociarsi sui social, scambiare due chiacchiere o anche approfondire discorsi legati ai diversi aspetti della vita come, ad esempio, quelli riferiti al mondo del lavoro.

Ho conosciuto Rossana Cavallari su Facebook e ci siamo stimate fin da subito, poi in uno dei tanti momenti di sfogo riguardanti l’ennesima proposta di collaborazione online in forma gratuita o quasi, ci siamo dette che sì, dovevamo scrivere qualcosa al riguardo.

Quanto meno dire la nostra opinione confrontandoci insieme, attraverso uno speciale post, raccontando quella che è la nostra professione.

Entrambe, infatti, lavoriamo con le parole: io come content, Rossana come copywriter e storyteller.

Raccontiamo una situazione che non è solo personale, bensì riguarda tutti coloro che hanno scelto una vita da freelance come copy, content, marketer, social media manager o altro.

Ovviamente non scriviamo il post solo per esprimere la nostra idea, ma anche per dare, in un certo senso, una mano a tutti coloro che, ogni giorno, si trovano a fronteggiare la stessa situazione:

un mondo del lavoro in ambito web sempre più competitivo, difficile e troppo spesso pieno di offerte inutili, collaborazioni malpagate e datori di lavoro che preferiscono fare da sé (male) anziché pagare un professionista.

Così giusto per farvi sapere che non siete soli là fuori 😉

Eccovi allora la nostra chiacchierata a due voci sul tema “Vita da freelance: come avere successo sul web senza scendere a compromessi”.

Buona lettura!


  • Vita da Freelance sul web– Ecco cosa facciamo nello specifico (il nostro cammino professionale)

Rossana: Nasco giornalista nelle redazioni dei quotidiani locali e qui faccio la gavetta. Quella che oggi non si usa più fare. Vago per le provincie con quaderno e penna per gli appunti poi, una volta rientrata, scrivo brevine. Sì all’inizio altro che articoli sostenuti. Le brevine sono state il mio esercizio di sintesi, stile e zero errori. Non andava bene. Eliminata e si rifaceva. Poi ho sviluppato competenze di ufficio stampa nel settore degli eventi culturali e ho, infine, adeguato le mie capacità di scrittura al mondo digitale che è entrato di diritto nella comunicazione a tutti i livelli.

Claudia: Il mio percorso professionale parte nel 2013 con l’apertura del mio blog. Prima fashion blogger “scrittrice”, in breve mi innamoro del mondo del web marketing e dei social. Decido così di approfondire lo studio del settore e dopo alcuni master e tantissima gavetta, intraprendo quella che è attualmente la mia attività principale: content editor, social media manager e digital pr. Adoro la moda, ma amo comunicare anche in altri settori come l’arredamento e il turismo e in tanti modi diversi, da un post ad un tweet, fino ad uno slideshow su facebook.

  • Cosa significa essere un freelance: pregi e difetti

Rossana: Essere freelance significa avere la possibilità di gestire il tempo e le collaborazioni nel modo migliore e più adatto alle proprie esigenze unite a quelle di chi chiede la tua consulenza. Certo orari fissi e schemi prestabiliti non sono la regola. Servono flessibilità e senso del dovere. Di contro ogni giorno, e quando dico ogni giorno non scherzo, devi darti da fare per essere scelto. Nulla è garantito e c’è sempre chi è pronto a stare un passo più avanti.

Claudia: Essere freelance ha diversi pregi. Ti permette di lavorare seguendo quelli che sono i tuoi ritmi e le tue necessità, lasciandoti allo stesso tempo libera di direzionare le tue ambizioni e i tuoi sogni anche in altri progetti. Il freelance si reinventa ogni giorno e ogni giorno deve lavorare su se stesso per migliorarsi e restare al passo con il mondo del lavoro: è come una sfida continua con se stessi e questo è il massimo per chi ha voglia di crescere professionalmente.  Ovviamente richiede impegno, disciplina, flessibilità (non ci sono orari, nè giorni di festa) e anche tanta intraprendenza.

  • Vita da freelance nel 2017: più collaborazioni e più entrate, ma anche più stress. Come gestire il tutto

Rossana: Non sempre più collaborazioni equivale ad avere più entrate. Quanto meno non è scontato e qui sta la capacità del professionista di darsi un valore e saper dire dei no che non saranno persi ma guadagnati con rapporti più meritevoli. Sì lo stress è sempre in agguato. Per quanto mi riguarda l’organizzazione e la pianificazione, mentale e lavorativa, sono un vantaggio. Poi ogni tanto stacco e mi ritaglio un tempo per me così da non essere una sola cosa con il lavoro.

Claudia: Non è semplice. I lavori spesso bisogna sudarseli e non è detto che sia tutto rose e fiori. Naturalmente se si ha la fortuna – come nel mio caso – di lavorare con e al servizio di persone serie e professionali è tutto più semplice. Ma diciamo che anche avere un buon amico commercialista che gestisca l’aspetto fiscale non è poca cosa (io con i numeri sono negata) 😀

  • Collaborazioni gratuite: cosa fare quando arrivano offerte ridicole o sottopagate | Quando e perché dire no

Rossana:  Nel caso di collaborazioni non retribuite oppure sottopagate ho imparato a dire no senza ritrosie. Con educazione spiego che l’idraulico che viene a casa non lavorerebbe se le dicessi che  sarà pagato 3 euro l’ora. Dico anche, con autorevolezza, che scrivere è un lavoro. Non faccio fatica fisica ma mentale. Studio, mi aggiorno e mi impegno per offrire il servizio migliore che mi viene richiesto. Qualunque professionista, a cui si richiede consulenza, viene pagato e non si mette in discussione. Io non sono da meno e il fatto che il mio strumento di lavoro siano le parole non è, di certo, una scusante alla quale fare riferimento.

Claudia: Io non ho mai fatto mistero di aver lavorato gratis e sottopagata agli inizi. Era la mia gavetta e mi toccava. Nel momento stesso però in cui mi sono specializzata e ho costruito un valore associato al mio lavoro, allora ho iniziato a pretendere che i miei servizi venissero pagati il giusto, perchè non si tratta di un hobby, ma di lavoro. E il lavoro è giusto che abbia un riconoscimento tangibile (e no, niente visibilità vi prego). Bisogna dire no quando si è dei professionisti, perchè altrimenti ci si rimette non solo finanziariamente, ma anche a livello di credibilità.

  • Scrivere sul web: un’arte, ma anche una professione che richiede studio e tempo. Quali sono i segreti per diventare dei professionisti del settore

Rossana: Studiare sempre e tanto. Tutto cambia a grande velocità. Il segreto per me è uno solo ed è quello di non sentirsi mai arrivati. Solo così possiamo pensare di coltivare sempre quella sana curiosità che contraddistingue questo settore tanto in evoluzione quanto in crescita.

Claudia: Quoto Rossana, studiare fa la differenza. Non si nasce “imparati” come si suol dire e l’improvvisazione in questo settore non paga mai. Studiare e formarsi di continuo, mantenendo una mente aperta e curiosa verso tutto ciò che gravita intorno alla propria professione e non solo, è sicuramente uno degli elementi basilari.

  • Vita da freelance: farsi pagare il giusto e dare valore al proprio tempo. Come fare e perché non scendere a compromessi

Rossana: Ogni lavoro svolto con impegno, professionalità e dedizione deve essere retribuito. Farsi pagare il giusto è segno di rispetto verso se stessi e verso i colleghi di pari livello. Scendere a compromessi significa soltanto rovinare il mercato ed esporre il settore a facili pregiudizi. Direi che non ne abbiamo bisogno.

Claudia: Nel momento in cui si decide di lavorare in modo professionale, non si può e non si deve scendere a compromessi. Ha ragione Rossana, si rovina il mercato e si alimenta quel circolo vizioso per cui poi, quando si riceve una proposta di collaborazione ridicola e si dice no, ci si sente rispondere “Eh, ma tanto trovo un’altra persona a meno”. E invece no, non si deve trovare, ogni lavoro ha il suo costo e se si trova a meno, bisognerebbe chiedersi il perchè.

  • Parole ed emozioni: copy e content ma anche storyteller. L’importanza del raccontare una storia (e anche se stessi)

Rossana: Oggi le persone hanno bisogno di immedesimarsi nelle storie, imprenditoriali o personali, che leggono. C’è voglia di conoscere, capire e in fondo anche di sapere che si può ancora essere in grado di farcela. In tutto questo i contenuti hanno un ruolo essenziale ma, di contro, sono molti quelli che leggiamo ogni giorno. Saper raccontare significa saper fare la differenza. Il segreto sta qui.

Claudia: C’è una cosa che accumuna il mondo del web e quello reale, qualcosa che nonostante tutto vada molto più veloce rispetto al passato, continua ad avere sempre un grandissimo valore: le emozioni. Raccontare una storia, che sia quella personale, la storia di un’azienda, di un prodotto o di un progetto, aiuta le persone a provare delle emozioni. L’empatia resta, a mio avviso, una delle carte vincenti, sempre.

  • Web e competitività: come rapportarsi con i colleghi e i competitor

Rossana: Ci si dovrebbe rapportare con serenità ma non sempre accade. Non tutto è semplice come si vuole far credere. Io penso che, fondamentale, sia riuscire a collaborare e fare rete con i colleghi. In fondo da soli non si può fare tutto. È impossibile. Collaborare, con onestà e rispetto, è senza dubbio un valore aggiunto. I competitor sono, a tutti gli effetti, elementi di valutazione. Avranno pregi e difetti. Come tali andranno analizzati e capiti mettendo da parte invidie e facili opinioni non supportate dall’obbiettività.

Claudia: Quoto in pieno Rossana e aggiungo un pensiero che recentemente è stato espresso anche da Riccardo Scandellari in uno dei suoi post: condividere i successi dei competitor o congratularsi, regala un valore aggiunto alla persona perchè ne dimostra la capacità di giudizio imparziale. Scandellari spiega:

Vedo molti colleghi criticare e giudicare il lavoro degli altri, non menzionandoli direttamente. Queste invettive non hanno alcun effetto sugli interessati; al contrario, hanno l’effetto di indebolire gli autori di queste uscite. I responsabili di queste mancate (mancando il destinatario) diffamazioni mostrano il lato debole della loro professionalità, che chi leggerà percepirà chiaramente.

Capito no? 😉

  • Personal branding: perché è così importante e come può aiutare a trovare lavoro

Rossana: Il personal branding è importante per lo stesso motivo che spieghiamo ai nostri clienti. Quante sono le persone che, ogni giorno, dicono di saper scrivere contenuti ben fatti e adatti al digitale.  Bene, ogni volta mi dico, per quale motivo un cliente dovrebbe scegliere proprio me? Cosa posso offrire io di meglio? Cosa voglio comunicare a chi mi sta cercando? Ecco, diciamo che applico su di me ciò che studio. In fondo prove ed errori li verifico io per prima.

Claudia: Non voglio sembrare estrema, ma il personal branding al giorno d’oggi è tutto. Saper comunicare bene chi siamo e cosa offriamo, qual è il nostro lavoro, come possiamo aiutare gli altri e via dicendo, è fondamentale. E bisogna comunicarlo bene, in maniera coerente, realistica e creativa. Bisogna saper comunicare agli altri la nostra unicità.

  • Non solo scrittura: i nostri canali preferiti e perché

Rossana: Non solo scrittura ma, in realtà, per quanto mi riguarda questa è parte integrante della mia quotidianità. Applicata in modo diverso nel lavoro quanto nella vita privata. Sperimento sui social, sul mio blog, con le collaborazioni editoriali oppure con i percorsi di formazione che propongo.  Sono e mi sento, a tutti gli effetti, un’artigiana della parola.

Claudia: Personalmente io riesco ad esprimermi benissimo su facebook, a interagire in modo efficace su Twitter e su Linkedin. Amo l’estetica di Instagram, ma non mi entusiasma. In ogni caso trovo che comunicare attraverso parole e immagini sia un’arte e che, come dice Rossana, bisogna sperimentare molto. Pian piano ognuno trova la sua dimensione e il tuo tone of voice, è solo questione di tempo e di pratica.

  • Vita da freelance – Scenari futuri: come evolverà il mondo della scrittura sul web secondo me

Rossana: Credo che l’evoluzione della scrittura sarà, sempre più, legata alla velocità di fruizione della stessa. La sfida, in effetti, è interessante. Strumenti diversi, utenti meno attenti e quindi contenuti sempre più studiati e mirati ma sempre, per quanto mi riguarda, scritti con il cuore. Per la persona. Certa del fatto che questo sarà ancora l’elemento differenziante del futuro.

Claudia: Ormai da un po’ di tempo sento pareri contrastanti a riguardo. C’è chi continua a ripetere che ormai i contenuti sono “morti” e che video ed immagini sostituiranno del tutto la parola scritta perchè più immediati; mentre molti blogger insistono dicendo che la comunicazione scritta esiste da sempre e non morirà mai del tutto. Io penso che un buon compromesso tra le due cose sia la chiave vincente e penso che in futuro si sperimenteranno nuovi metodi per integrare parole ed immagini in modo sempre più efficace.


Io ringrazio voi lettori per aver letto il nostro post e Rossana Cavallari per aver contribuito, con il suo punto di vista, a renderlo più ricco ed interessante.

Se amate la scrittura o volete intraprendere questa professione, seguitela sui suoi canali social – facebook e twitter e ovviamente sul suo sito web.

 

 


Rispondi