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Virgola conquista tutti: intervista alla sua creatrice Virginia Di Giorgio


“Virgola è più di un disegno: è un progetto, e anche un po’ un sogno, quello di rendere leggera la quotidianità, regalare un sorriso a qualcuno, dare un senso nuovo agli oggetti del quotidiano immaginando per loro una nuova, effimera, vita…”

Un progetto che è anche un sogno: questo mi ha colpito più di tutto leggendo la biografia di Virginia Di Giorgio, illustratrice e autrice di Virgola, sulla sua pagina About me. E da qui vorrei iniziare oggi la nostra chiacchierata perché più di ogni altra cosa credo che siano i sogni a muovere il mondo, e prima ancora, le passioni. Certo, dalla teoria alla pratica serve poi una forza di volontà non indifferente, ma se questa bella ragazza siciliana di 29 anni è riuscita a trasformare il suo sogno in un progetto, diventato poi anche un lavoro, arrivando a vincere per ben due anni di seguito gli Igers Awards come migliore illustratrice e collaborando con molti brand importanti, di sicuro avrà tante cose da raccontarci e dalle quali ciascuno di noi potrà trarre un piccolo grande insegnamento. Ma lasciamo che sia lei stessa a parlarcene, visto che abbiamo l’onore di averla oggi qui sul blog.

Partiamo proprio da Virgola.

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BW: Virginia raccontaci chi è Virgola e com’è nata.

V: Virgola è nata per puro caso: mi divertivo a disegnare usando i biscotti, un passatempo che condividevo in modo super amatoriale su Instagram, finché un giorno ho avuto voglia di avvicinare un personaggio quanto più stilizzato possibile in modo che non fosse importante di per sé, ma rendesse comunque l’idea di una figura umana, per questo le mancano alcuni tratti somatici come il naso, la bocca e le orecchie. In poco tempo questa scelta è stata premiata e la mia pupetta è diventata protagonista assoluta.

BW: Nella tua bio dici di disegnare da sempre e sempre a mano: io sono come te, anch’io disegno da quand’ero piccola e ho sempre evitato di ricorrere alle nuove tecnologie perché trovo il contatto con la matita e il foglio da disegno la cosa più emozionante del processo creativo. Tu che ne pensi in proposito?

V: Condivido quello che dici, oltretutto un foglio virtuale genera un disegno freddo, mentre il tratto a mano si riconosce dalle imperfezioni e da una parte crea un contatto empatico, un po’ tutti giocavamo con i colori da bambini, mentre dall’altro il segno della penna rende più vibrante il disegno. Resta il fatto che non potrei separarmi da alcuni gesti come il temperare una matita (con l’odore che si sente), giocare con la gomma pane che diventa il mio miglior antistress, appallottolare il foglio del disegno venuto male.

BW: Che cosa ti ispira, da dove arrivano le idee per realizzare le tue piccole opere d’arte così lievi e allo stesso tempo profonde?

V: In modo particolare la musica e la letteratura. Le frasi che scelgo spesso danno il via al disegno, che non riuscirei a fare se non ascoltassi le mie selezioni. Altre volte una sensazione o un oggetto. Parto da qualsiasi cosa, ma cerco sempre di chiudere un cerchio: tutto deve toccare la sensibilità di chi guarda, per questo cerco sempre colori, citazioni e oggetti adatti.

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BW: I tuoi disegni sono spesso “tridimensionali” ovvero aggiungi particolari reali come stoffa, fiori e altri oggetti che usi in un modo che definire poetico è riduttivo. Come ti è venuta questa idea?

V: Come ti dicevo, dai biscotti. Condividendo fotografie sui social, solo il disegno era riduttivo, cercavo le ombre naturali e materiali diversi da quelli offerti dalle matite.

BW: Nel campo dell’illustrazione, ma anche dell’arte in genere, chi sono i tuoi punti di riferimento o gli artisti che segui di più?

V: Indubbiamente Marco Mazzoni e il calligrafo Luca Barcellona, per quanto mi riguarda sono i migliori in questo momento in Italia (e non solo, ovviamente!)

BW: Come sei arrivata a trasformare il tuo sogno in un lavoro?

V: Sarebbe facile dire “con tenacia e costanza”, ma non è solo così: ho dovuto imparare, andando contro la mia indole, a dare un prezzo al mio tempo e al mio lavoro sin da subito. In verità ho ricevuto le prime email di collaborazioni già dopo un mese dalla nascita di Virgola, poi il mio ragazzo mi ha fatto capire che far pagare poco o niente i miei disegni significava far passare il messaggio che i miei disegni valgono poco o niente. Poi, con tanta umiltà, ho chiesto consigli sempre a chi ne sa più di me, e continuo a farlo.

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BW: Hai vinto gli Igers Awards quest’anno per la seconda volta consecutiva: cosa significa per te questo importante traguardo?

V: Significa che ho fatto un ottimo lavoro dal punto di vista umano, amo alla follia i miei followers e ho sempre cercato di dimostrarlo. Quando sono stata ai voti, loro hanno scelto me. Sono una ragazza fortunata, mi segue gente speciale.

BW: Tu hai un sito internet – diariodivirgola – e usi molto Instagram ovviamente. Che rapporto hai con i social network e con i tuoi followers?

V: Con i social network ho un rapporto quasi ostile perché inizio a sopportarli sempre meno, devo passarci molte ore per lavoro, però li amo allo stesso modo perché trovo che sia fantastico come un contenuto possa essere visto e condiviso ovunque in modo così fluido. È divertente conoscere gente così, io ho potuto scoprire persone ad oggi molto importanti per me.

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BW: Sei stata definita una Instagram Influencer: ti ci rivedi in questa definizione?

V: Credo che Virgola abbia una grande forza, sì. Le parole restano parole, e “influencer” non mi piace: non vorrei mai condizionare, quanto consigliare come farebbe un’amica. Questo è anche il motivo per cui seleziono le collaborazioni…non potrei consigliare qualcosa a chi amo, quindi i miei followers, solo per un po’ di soldi, non è da me.

BW: So che hai collaborato con Maliparmi e hai “vestito” Virgola per la Vogue Fashion Night Out 2015: ti piace la moda? Prevedi altre collaborazioni con brand di abbigliamento o accessori in futuro?

V: Guardo con ammirazione l’alta moda perché è una vera forma d’arte. Per quanto mi riguarda, ho recentemente scoperto che il mio stile viene definito “cozy”, ma io non ne sapevo nulla! Spero di collaborare nuovamente con aziende di moda perché mi stimolano molto.

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BW: Cosa consiglieresti ai ragazzi che vogliono intraprendere la professione di illustratori vista la realtà del nostro Paese che non aiuta gli artisti e non li incentiva? Che consigli gli daresti vista la tua esperienza?

V: È assolutamente vero che l’Italia non aiuti affatto. Consiglierei di non svalutarsi mai, non regalare mai nulla come a noi nessuno regala nulla. Consiglierei di mantenersi aperti al dialogo, senza arroganza, con voglia di crescere e non sentirsi mai arrivati. E senza mai stancarsi, ripetere questo mantra ogni volta che abbiamo raggiunto un nuovo obiettivo, perché sarà sempre un gradino più in basso di dove possiamo arrivare.

BW: Dove ti vedi tra 5 anni?

V: Sempre in questa casa, sempre col mio ragazzo e il mio cane, magari con un piccolo inquilino che piange quando ha fame. Vorrei continuare a disegnare, non posso fare proiezioni perché sono pessimista. Magari farò altro, ma spero di no. Sono affezionata a Virgola!

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Ringrazio Virginia per questa bella intervista e invito tutti i lettori a far visita al suo sito e a seguirla sui social: sicuramente vi innamorerete a prima vista di Virgola proprio com’è successo a me! 🙂


  • zairasessa

    Brava, bravissima! Adoro Virgola, sono una sua ammiratrice ed é gia da un po che sto pensando a lei per un logo che avevo in mente. La sua forza é la bellezza della semplicitá unita al dono della sintesi illustrativa. Complimenti sinceri 🙂

    ottobre 10, 2015 at 3:25 pm Rispondi
  • viola

    Che meraviglia le creazioni di Virginia ! Un abbraccio 🙂 Viola

    ottobre 11, 2015 at 8:50 pm Rispondi
  • Sara la moda va al mercato

    geniale!!! spesso nascono così le grandi idee!
    complimenti!

    ottobre 13, 2015 at 8:22 am Rispondi

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