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Valentino we love you!


Ci sono persone che nascono con qualcosa di speciale nel loro dna, forse un frammento di genialità che germoglia e cresce trovando vie di espressione talmente particolari da trasformare la loro stessa fonte in un genio assoluto. Nella moda questo è accaduto e continua ad accadere. Non sempre, certo, ma non è raro trovare nel mondo del fashion talenti così evidenti e originali da non poter essere ignorati. Talenti che, nel corso degli anni si sono poi consolidati, diffusi, impressi nella storia stessa della moda con la loro matrice creativa e con le loro opere di stoffa e colore, lasciando la loro impronta ben visibile e duratura nel tempo. E uno degli esponenti più conosciuti ed ammirati di questa schiera di talenti è proprio lui, Valentino Garavani che giusto l’altro ieri, 11 maggio 2014, ha raggiunto la rispettabile età di 82 anni.

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Sicuramente tutti conoscono Valentino e sanno bene quello che questo grandissimo stilista ha saputo creare e rappresentare per l’intero mondo della moda e anche per il Made in Italy, almeno fin quando ha avuto in mano in prima persona le chiavi del suo impero. Ma non tutti conoscono l’affascinante storia che lo ha portato a diventare quello che è oggi. Non tutti sanno che già da giovanissimo Valentino non amava particolarmente lo studio tradizionale e che, anziché dedicarsi alla scuola, preferiva riempire intere pagine di quaderno con i suoi meravigliosi figurini e che da lì decise di studiare proprio Figurino in una scuola professionale di Milano. E non tutti sanno che Valentino, fin da giovane, aveva l’animo dell’artista, irrequieto e in continuo fermento, troppo per non spiccare il volo in totale autonomia, cosa che lo spinse a studiare francese alla Berlitz School e ad iniziare a viaggiare all’estero, trascorrendo un lungo periodo a Parigi e studiando stilismo allÉcole de La Chambre Syndacale. Da lì in poi la strada intrapresa dal giovane couturier è costellata di creatività, concorsi e collaborazioni importanti (come quelle con Jean Dessès e Guy Laroche) finchè nel 1957 arriva a fondare insieme ad alcuni soci la sua casa di moda. Ben presto gli alti costi di gestione, unitamente al gusto per il lusso dello stilista, portano i soci a ritirarsi dall’attività e conducono la casa di moda sull’orlo della bancarotta. La situazione viene però fortunatamente risollevata dall’entrata in scena – decisiva – di Giancarlo Giammetti il quale, da lì in poi, si occuperà dell’aspetto finanziario della maison, lasciando a Valentino l’intera gestione del reparto creativo.

Valentino insieme a Giancarlo Giammetti in una foto del 2012

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Inizia così la vera scalata al successo dello stilista, caratterizzata da momenti decisivi e prime volte: l’apertura del primo atelier in via Condotti a Roma (1959), la prima sfilata a Palazzo Pitti (1962), il primo premio importante, il Neiman Marcus (equivalente nel mondo della moda all’Oscar cinematografico) vinto nel 1967. Poi sarà la volta della nascita del celebre logo V (1968) che nei decenni successivi caratterizzerà gli abiti che sfileranno sulle passerelle più prestigiose e vestiranno le donne più belle del mondo e le celebrità più importanti. Il 4 settembre 2007 Valentino dice addio alla moda e la direzione creativa passa in mano ad Alessandra Facchinetti che rimarrà solo per due stagioni. Successivamente subentrano Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, attuali direttori creativi della Maison. Che Valentino abbia fatto bene o male a lasciare il mondo della moda non possiamo dirlo, ma personalmente posso dire in tutta onestà, e credo interpretando il pensiero di molti, che da quando lo stilista ha lasciato la Maison, lo stile Valentino non è più stato quello che ha fatto innamorare intere generazioni, che ci ha fatte sognare con i suoi meravigliosi abiti e che ha incendiato i nostri occhi con i suoi sprazzi di rosso.

Alcune immagini degli abiti di Valentino durante eventi, sfilate ed esposizioni

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Perché non importa quanto importante e famoso sia diventato un brand o quanti abiti la sua azienda abbia venduto nel mondo: sono i geni creativi come Valentino a fare davvero la differenza.

Ps. Andate a dare un’occhiata al Museo Virtuale di Valentino…c’è da rimanere estasiati

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