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Storie di Moda: Intervista ad Elisa Fabbri, professione Fashion Designer


Talento, tanto studio e un disegno eccellente: ecco come Elisa Fabbri ha realizzato il suo sogno di diventare una Fashion Designer.

 

Prosegue la nuova stagione di interviste, qui sul blog, dedicate proprio alle storie più belle, ai racconti e alle esperienze di chi ha voluto inseguire il proprio sogno di diventare stilista o designer e si sta ritagliando, o si è già ritagliata, un proprio posto nel mondo.

Dopo aver scoperto la storia di VeryCris, oggi tocca ad Elisa Fabbri.

Nata a Como, splendida cittadina lacustre patria per eccellenza della seta, fin da piccola Elisa Fabbri ha amato il mondo del disegno, la pittura e tutto ciò che fosse creativo e le desse modo di esprimere le sue emozioni.

Già da bambina riempiva quaderni di sogni, desideri e scarabocchi…

Alla fine, con il coraggio che deriva da una forte passione, ha deciso di inseguire la sua passione e, con impegno e studio, è riuscita a diventare quello che desiderava: una fashion designer.

Elisa ormai lavora nel mondo della moda da quasi vent’anni e ha maturato numerose esperienze nel campo dell’abbigliamento uomo, donna e bambino.

Il suo punto di forza è senza dubbio la grande capacità creativa che abbraccia tutte le fasi della realizzazione di una collezione: dalla ricerca delle tendenze alle moodboard, dalla scelta dei tessuti e degli abbinamenti di colore ai disegni illustrativi, fino ad arrivare agli “how to combine” e alle schede tecniche, senza dimenticare naturalmente tutte le fasi di realizzazione prototipia con relativo sdifettamento.

La sua è la storia di chi lo ha sognato, ci ha lavorato su e ce l’ha fatta.

Ecco la sua intervista.


 

Ciao Elisa! Parlami del tuo brand, se ne hai uno o se hai intenzione di crearlo.

Ciao Claudia! Ho sempre lavorato come Fashion Designer presso case di moda italiane, ma avere un mio personalissimo brand continua a rimanere il mio sogno nel cassetto, che chissà mai un giorno realizzerò!

Di certo la mia linea punterebbe a valorizzare l’unicità di ogni donna, esaltando i punti di forza che tutte noi inconsapevolmente abbiamo.

La bellezza non è la perfezione, ma un insieme di piccoli dettagli che ci differenziano le une dalle altre.

Per questo credo fermamente che l’omologazione non sia la giusta strada da percorrere, ma, attraverso un abito, accessori e abbinamenti  scelti attraverso il proprio personalissimo gusto, una donna può davvero definirsi “unica”. Vorrei che fosse questo il punto di forza del mio brand.

Qual è il tuo target di riferimento?

Punterei sulla fascia di età 30/50 perché le donne dai 30 anni maturano e diventano più consapevoli del proprio corpo e della propria bellezza, acquistano maggiore sicurezza e sanno cosa vogliono indipendentemente da ciò che le circonda.

Cosa desideri comunicare attraverso le tue creazioni?

Un capo di abbigliamento è lo strumento perfetto per esprimere molto di noi, vorrei poter dare la possibilità di  far indossare ad una donna un capo che la faccia sentire sicura di sé, unica, bella.

Una donna sicura di sé è una donna felice che cammina a testa alta nel mondo.

Hai fatto degli studi particolari per diventare stilista/designer o sei un autodidatta?

Ho studiato all’Istituto Marangoni di Milano, un luogo multietnico dove ho avuto la possibilità di conoscere altre culture ed essere seguita da ottimi insegnanti.

Quando hai deciso di diventare una stilista/designer? Era il tuo sogno da bambina o ci sei finita per caso? Raccontami il tuo percorso.

Fin da piccola sostenevo che sarei diventata una stilista! Ho iniziato a riempire di “scarabocchi” interi quaderni dall’età di quattro anni e non mi sono più fermata. Sono sempre stata sicura del percorso che volevo intraprendere, non ho mai avuto alcun dubbio. Guardavo le modelle sfilare e sognavo che un giorno avrebbero indossato delle mie creazioni! Così è stato del tutto naturale scegliere di intraprendere gli studi al Liceo Artistico e poi proseguire all’Istituto Marangoni per diplomarmi come fashion designer.

Cosa pensi della moda italiana? Credi che ci sia ancora spazio per designer e artigiani o pensi che la concorrenza delle multinazionali o dei grandi brand finirà per soffocare la creatività del Made in Italy?

Il Made in Italy è e deve continuare ad essere il nostro punto di forza.

E’ ciò che ci contraddistingue dal resto del mondo. L’Italia è per eccellenza il paese del buon cibo, dell’arte e della moda.

La concorrenza delle multinazionali e dei grandi brand è molto forte, soprattutto per un problema di costi: è risaputo che un prodotto artigianale non di massa ha un prezzo maggiore, e questo influisce sull’acquirente finale. Ma l’artigianalità ha un valore aggiunto imprescindibile, perché è unico e prezioso, e noi italiani non possiamo assolutamente permetterci di perderlo.

Un abito da uomo su misura, confezionato da una sartoria napoletana non varrà mai quanto un prodotto di massa.

Quale canale utilizzi per vendere le tue creazioni: hai un atelier, un e-commerce oppure ti affidi al passaparola?

Per ora ho un blog personale dove pubblico tutti i miei lavori e da pochissimo offro anche la mia consulenza come “personal shopper”.

Mi è sempre piaciuto definirmi una “stilista artista” perché oltre al mio lavoro di fashion designer ho pubblicato un libro, dipingo e pratico lo “yoga knit”, una passione che seguo con assiduità da poco tempo: creo maglioni ai ferri.

E naturalmente utilizzo i social, che sono un ottimo strumento per condividere ciò che faccio.

Hai mai partecipato a sfilate ed eventi di moda? Se sì quali e se no, lo faresti?

Non ho mai partecipato attivamente alle sfilate, ma ho avuto la fortuna di assistervi come spettatrice.

Ho invece seguito come stylist ed organizzato shooting fotografici per cataloghi di abbigliamento, scoprendo quanto lavoro si celi dietro la realizzazione di un prodotto di comunicazione.

Hai uno stilista di riferimento al quale ti ispiri?

Il mio stilista di riferimento è e resterà sempre Gianni Versace.

Era un genio, un creativo come pochi ne sono rimasti oggi.

Spaziava dal teatro alla moda, impregnava le sue creazioni del profumo della sua terra natia, amava le donne e disegnava per loro. La sua morte è stata una grandissima perdita per lo stile italiano.

Hai un team che ti aiuta o fai tutto da sola? Raccontami come nascono le tue creazioni.

Nel mio percorso professionale ho lavorato sia autonomamente che in team. Ho realizzato in autonomia collezioni per il mercato giapponese, cinese e indiano, partendo dalla ricerca dei trend, i temi di collezione, il design illustrativo e tecnico, fino alla scelta tessuti e accessori.

Cosa pensi dell’ambito digitale nel campo della moda: pensi che sia utile impiegare siti web e social network per farsi conoscere?

Oggi i social network sono uno strumento fondamentale per raggiungere in poco tempo un vasto pubblico. Facebook, Instagram, Blog, se utilizzati correttamente, aiutano a farsi conoscere nel mondo in poco tempo.

Io, oltre al mio blog personale, ho anche un portfolio on-line dove pubblico il mio percorso professionale.

Per vendere le tue creazioni e farti conoscere, quale strategia hai utilizzato? Prederesti in considerazione l’idea di affidarti ad una web agency specializzata proprio nella moda che ti aiuti ad emergere?

Al momento il blog ed i social network sono gli unici strumenti che utilizzo, ma per un mio futuro Brand mi affiderei certamente ad una web Agency in grado di aiutarmi ad emergere e a trovare uno spazio personale nel vasto mercato della moda.

Che rapporti hai con le fashion blogger?

E’ un rapporto di odio-amore.

La parola “fashion blogger” oggi è un po’ inflazionata. Per lavoro mi capita spesso di consultare fashion blog: io prediligo quelli che trattano lo street style (come il famosissimo “The Sartorialist”, ma ce ne sono tanti altri), che attraverso l’obiettivo raccontano storie di persone dal personalissimo modo di vestire.

Adoro i fashion blog giapponesi, perché amo la loro cultura e il loro “pazzo” modo di vestire!

Sono una vera fonte di ispirazione.

Progetti per il futuro?

Di sicuro avere la possibilità di dirigere e collaborare con un  team creativo e stimolante, incubatore di idee innovative, dove poter esprimere al meglio tutta la mia inventiva. Conto anche di incrementare il mio blog personale.

Grazie mille Elisa, in bocca al lupo per tutto e lasciaci i tuoi contatti così che possiamo continuare a seguirti.

Grazie mille a te! Potete trovarmi sul mio sito oppure scrivermi a elisatitty.ef@gmail.com

Non perdete la prossima settima l’appuntamento con una nuova, bellissima storia di moda.

 


Vuoi proporti per un’intervista o segnalare uno/a stilista o designer?

Scrivimi a claudiagiordano.blog@gmail.com

 

 

Sei uno/a stilista/designer e desideri una consulenza professionale gratuita?

Scrivimi a fashionforward.webagency@gmail.com

 


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