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Sei un freelance? Ecco quando e perchè dire #no al lavoro gratis


Sei un freelance? Non lavorare gratis (o per la gloria) se ti senti sfruttato

 

Sul web non c’è possibilità di scampo: prima o poi capita a tutti di ricevere la celebre proposta.

Non importa che lavori come blogger, influencer, social media manager, copywriter, content editor, pr, ufficio stampa e vattelapesca vari…Se sei un freelance prima o poi ti capiterà.

Anzi, sicuramente ti è già capitato, così come è capitato innumerevoli volte a me.

Ti chiederanno di lavorare per loro. GRATIS.

Sì, hai letto bene.

E quando capita non ci sono Santi: bisogna dire no. Sempre (con qualche eccezione).

Ma andiamo con ordine.

Avevamo già affrontato il tema della famosa collaborazione gratuita che, prima o poi, viene proposta un po’ a tutti.

Può capitare una volta, due…poi diventa come il raffreddore: più vai in giro (metaforicamente, sul web) più sei a rischio.

Più ti esponi, più è facile che qualcuno venga a bussare alla tua porta pieno di belle parole e buoni propositi per convincerti che sei la persona che stanno cercando. Peccato che non sono disposti a pagarti.

E a quel punto un essere umano sano di mente non può non chiedersi:

Ma se nel mondo normale il lavoro per essere tale deve essere retribuito, perchè a me che lavoro sul web vogliono farmi sgobbare gratis?

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Allora inizi a pensarle tutte: forse loro pagano le bollette a fine mese con i soldi del Monopoli.

O forse hanno trovato un modo magico per guadagnare senza lavorare, per cui forse gli resta tutta la giornata libera e nel limbo della loro mente fanciullesca si libra all’improvviso l’idea geniale che anche gli altri possano avere tanto tempo libero da dedicare loro. Gratis ovviamente.

Scherzi a parte. Lo so che sai bene di cosa parlo. Se lavori sul web lo saprai meglio di chiunque altro.

Gli annunci di lavoro che girano sui soliti siti web poi, parlano da soli:

Cerco socialmediacoso con capacità X, Y, Z che sappia fare anche il content editor, il copy, il web designer e il grafico, che conosca tutte le strategie A, B, C e pure D, che abbia esperienza di 8373635 anni e che sia flessibile, premuroso, puntuale, in gamba, sappia fare il triplo carpiato e le lasagne col ragù.

Se pensi di essere la persona per noi, invia la tua candidatura a aspettaesperachetipago@gmail.com

Quanti annunci di questo tipo ci capitano ogni giorno sotto il naso? Uhhh, che te lo dico a fare, una miriade!

Ma fintanto che sono annunci, buttati su un sito di job search poco male…Li ignori, ci ridi su (ti incazzi come una faina, ovvio) poi passi avanti.

Il problema si pone quando sali allo step successivo.

Ti ricordi la famosa frase “La vita è fatta a scale?” Apposto. Lavorare sul web è come una lunga scala da salire con i pesi attaccati alle caviglie.

Ogni gradino più in su costa fatica, ma porta soddisfazione. E problemi.

Tipo l’invidia delle persone che sono rimaste due gradini più sotto e si devono subire il panorama del tuo culo che sale verso la cima della scala. Oppure le persone che ti notano e vogliono sfruttarti (la parola giusta è *sfruttamento*) nel tentativo di utilizzare le tue risorse, il tuo tempo, le tue capacità e la tua intelligenza a favore loro.

E quindi che fanno: ti chiamano.

E ti spiegano il loro progetto. Hanno sempre un progetto fantastico o più facilmente una start up.

Il che, il 99% delle volte equivale a dire: siamo all’inizio, non abbiamo soldi da dare (a te, ovvio).

sei un freelance

Ma tu ci caschi sempre. Io perlomeno ci casco spesso.

Quando mi contattano do sempre un’opportunità: stupiscimi dai!

La delusione ogni volta è sempre maggiore.

Perchè se all’inizio, quando ho iniziato questo lavoro, c’ero abituata e me lo aspettavo pure, d’altronde ero all’inizio e dovevo fare la mia sana gavetta, adesso quando sento certe amenità resto tra il perplesso e l’attonito mentre penso “Ma questo/a la droga gliel’hanno tagliata male o è così di suo?”.

E ti propongono di tutto eh: di fargli da social media menager/specialist/content/web marketing/lo sai tu che devi fa, di aderire al loro fantastico progetto, di dargli tempo “per crescere insieme” (ecco questa cosa è il colpo basso da maestro perchè sembra che se dici no è come se stessi sputando in faccia alla loro idea e al loro lavoro), di credere nella filosofia della loro azienda, di investire il tuo tempo (a volte anche i tuoi soldi) per vedere i risultati il giorno N del mese N dell’anno N.

Dove N sta per “STAI FRESCO”.

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Mentre ti spiegano il tutto (e nella tua mente va formandosi l’idea che i soldi non li vedrai manco se cala Gesù Cristo), inizi a far notare che non hai iniziato ieri questo lavoro, che hai un po’ di esperienza, che ti ritieni una persona professionale e che sai, devo pur guadagnare per vivere, che hai dei costi da sostenere, che il tuo tempo ha un valore…Ma poi non cercavano un professionista per differenziarsi dalla concorrenza?!

Lì di solito c’è chi capisce – c’ha provato e gli ha detto male, pazienza, avanti il prossimo – e chi invece insiste.

“Ma come, non trovi due ore del tuo tempo, magari dopocena anzichè rilassarti dopo 8 ore di lavoro, da investire in questo fantastico progetto?”.

Sì, se fosse fantastico sì. Ma, scusa se te lo dico, non sei Armani, non sei Anna Wintour o Anna dello Russo, non sei Neil Patel e non sei manco Papa Francesco. Quindi abbi pazienza, no.

Sei un freelance, mica un volontario!

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Alcuni di voi penseranno che se sei un freelance (blogger, ma anche i marketer, social media coso e via dicendo) sei un falco senza pietà che si fa pagare anche per fare una foto alla tazza di thè o per scrivere un social post su facebook. Che ci facciamo pagare pure l’aria che respiriamo.

Invece no.

Lunedì pomeriggio ho speso 1 ora e mezza del mio tempo – tolto al mio lavoro – per aiutare un amico che mi ha chiesto un favore. Un’ora e mezza di consulenza (gratis) per insegnargli come gestire i social della sua attività.

Era tempo perso? No. Perchè bisogna dare sempre un valore alle cose e saper distinguere.

Per questo all’inizio di questo post ho voluto specificare che non sempre bisogna “NO” ad ogni proposta.

Va veramente valutato il progetto, la disponibilità di chi ti ha offerto quel lavoro, le possibilità di crescita che può darti, cosa puoi imparare da quell’esperienza e – dulcis in fundo – la sincerità di chi ti ha offerto un budget magari piccolo, ma comunque un budget.

Va valutata anche la tipologia di collaborazione: se si tratta di una collaborazione spot e ti piace la tematica o ti va di aderire per qualsiasi motivo, BEN VENGA.

Per fortuna esiste il libero arbitrio e se sei un freelance hai diritto di scegliere ciò che è meglio per te.

Ma un conto è una cosa una tantum, una cosa è lavorare gratis per un progetto che è strutturato in modo tale che ti toglierà tempo OGNI SANTO GIORNO per mesi se non anni. Con un timing ben preciso da rispettare e tutto il resto.

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La differenza la capisci da solo, vero?

Peggio che mai quando ti dicono “Vedremo come evolve il progetto e quando ci si guadagnerà, lo si farà tutti”.

Aspetta: e se il progetto non decolla, io avrò impiegato tempo ed energie per cosa?

Chi ti offre zero, vuol dire che non crede realmente nel tuo lavoro e nelle tue capacità.

Perchè sennò pagherebbe per il tuo servizio.

Credo che nel nostro Paese la strada sia ancora lunga: servirebbero regolamentazioni, tutele e maggiori riconoscimenti, perchè se sei un freelance la vita è tosta.

Perchè se vai da un avvocato non gli chiedi di seguire gratis la tua causa; se chiami l’idraulico non te lo sogneresti mai di chiedergli di aggiustarti il lavandino gratis o “se gli avanzano due ore del suo tempo”; se vai al supermercato non gli dici “Guarda compro, poi se a cena quello che cucino piace ai miei ospiti vengo e ti pago“.

E a fine mese non gli scrivi nella causale della bolletta “Ragazzi, abbiate pazienza, vi pago quando avrò avviato la mia attività e avrò i soldi”.

Quindi la formula magica è: valutare e scegliere in base a tanti fattori.

Uno di questi, il più importante, è proprio IL VALORE DEL TUO TEMPO.

Quanto vale il tuo tempo, te lo sei mai chiesto?

Bene, per scoprirlo ti consiglio questo fantastico video di Marco Montemagno dove si parla proprio di questo.

http://marcomontemagno.it/quanto-vale-il-tuo-tempo/

Nel video Montemagno chiede:

Quanto vali nel mercato del lavoro? Nessuno di noi è pagato per il tempo, ma per il valore che produce in quel tempo.

Quindi quando reputiamo che non valga la pena buttare due minuti così come due ore, due giorni o due mesi del nostro tempo senza che ci venga riconosciuto nessun tipo di beneficio, perchè sappiamo che valore ha quel tempo per noi…allora è obbligatorio dire #No.

Perchè sei un freelance, ok, ma il rispetto verso te stesso è sempre la prima cosa.

 


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