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Sabrina Persechino @AltaRoma – Day3: Aracne

sabrina persechino

Sabrina Persechino torna ad AltaRoma con la collezione Aracne ispirata ai lavori di E.O.Moss

 

Dopo il grande successo della collezione Muqarnas presentata lo scorso luglio 2015 nella cornice di AltaRoma (potete vedere le foto della collezione qui) anche questa edizione invernale vede tornare una delle sue protagoniste, ovvero Sabrina Persechino, capace di dare alle proprie creazioni strutture e linee uniche, frutto della commistione delle sue due anime, quella di architetto e quella di stilista.

Il prossimo 31 gennaio dunque Sabrina Persechino tornerà ad AltaRoma con una nuova suggestiva collezione dal titolo “Aracne”. Il nome Aracne nasce osservando alcune delle architetture di Eric Owen Moss che appaiono, a primo impatto, come ragnatele tessute casualmente, con filamenti imprevisti a delineare spazi e profili. Ed è proprio la temerarietà delle ipotesi progettuali di Moss, il modo in cui esse accolgono il manifestarsi dell’imprevisto lasciando spazio, senza ostacolarli, a nuovi possibili ordini temporanei, a ispirare Sabrina Persechino.

Moss mette in pratica quella che egli stesso definisce provocatoriamente la teoria dell’architettura di Penelope: come la fedele moglie di Odisseo, la quale disfaceva, durante la notte, il telo che aveva tessuto durante il giorno, così l’architetto, quando progetta, fa e disfa allo stesso tempo. La Persechino disfa gli abiti come Moss disfa gli edifici. Prospetti apparentemente vuoti, sventrati sulle sensuali schiene e sui decolté profondi.

Sempre più pioggia viene intrecciata con la neve in questi grandi telai dell’inverno nascente (Zbigniew Herbert)

La volontà profonda di mettersi sempre alla prova e la continua ricerca di contaminazioni portano dunque Sabrina Persechino a sperimentare l’utilizzo di nuove trame e orditi composti a volte di tagli apparentemente casuali, spesso di tagli paralleli come pettini di un telaio.
Non può mancare un riferimento alla dea Aracne, giovane tessitrice trasformata in ragno da Atena (la dea greca che aveva insegnato agli esseri umani la tessitura e tutte le arti), e pertanto al peplo, abito tipico delle regioni elleniche.  Proprio come un ragno, filatore virtuoso e abile trapezista che oscilla su un filo di seta , così, le stoffe tessono gli abiti della collezione Primavera Estate 2016.
I colori sono argentei e lunari, come ragnatele bagnate dalla brina mattutina, oppure ferrosi e incisivi come gli intarsi di Moss sugli edifici.  Di Moss sono stati presi in esame e sviscerati la (W)rapper Tower, il Waffle e il Box.

La Torre (W)rapper è un groviglio di archi che avvolge l’edificio: apparentemente un superficiale decoro silvestre, che in realtà costituisce il sistema strutturale dell’edificio. La strategia concettuale del progetto percorre infatti una tecnica strutturale che applica principi di geometria polare rettangolare: un sistema continuo di nastri curvilinei, che avvolge il parallelepipedo, né travi, né colonne, permettendo così un interno completamente aperto che contribuisce a una vista senza ostacoli di ogni piano. Un esoscheletro disegnato da 14 bande metalliche di cui 11 forniscono rigidità laterale creando il sistema portante principale dell’edificio. Ogni banda emerge dalle pareti esterne prima di gettarsi nell’elevazione dell’edificio seguendo un arco con raggio e centro unico. Le bande corrono parallele alla facciata prima di girare, spezzandosi a 90° in corrispondenza degli angoli dell’edificio, per poi risolversi nei cinque iperbolici muri di sostegno in cemento armato. Così i tagli e le strisce in pelle e metallo corrono lungo la superficie bianca degli abiti, semplici nella loro struttura, definendone le trasparenze.

Wrapper_Seta_tessuta_a_telaio_applicazioni in pelle

Il Waffle, così denominato per la superficie esterna, è un esoscheletro a griglia che si intensifica in prossimità delle aree di curvatura. La griglia è formata da un nido di lastre di acciaio incrociate, con funzione di brise-soleil, supportate da tubi di diametro da 18 pollici che si piegano per accogliere la torsione della struttura. La facciata utilizza una fitta rete di sezioni rette in acciaio che curvano dolcemente intorno alla struttura del padiglione.
Dalla densa rete, costituita da lamine di acciaio parallele, emergono quelle verticali, che ispirano gli abiti nelle gradazioni del cobalto le cui fasce parallele avvolgono le curve della silhouette femminile.

Cobalto_crepe _seta_Waffle_1

Infine Box è un intervento di recupero di un capannone esistente sul Boulevard National a Culver City. E’ una versione ibrida della scatola convenzionale a forma ortogonale. Il principio geometrico tradizionale diventa un oggetto, modificato e disfatto in alcune parti, che converte la scatola in una forma irregolare, talvolta sventrata, ma ancora riconoscibile e riconducibile alla sagoma originaria. I due lucernari a tre lati, agli angoli nord-ovest e sud-est, che uniscono le due pareti del Box al tetto, sono essi stessi analoghe scatole teoriche di vetro, posizionate su angoli opposti dello spazio conferenze e che disfano gli spigoli per aprire la veduta sugli alberi circostanti e il cielo. Il materiale superficiale è un intonaco cementizio quasi nero sia all’interno che all’esterno. Allo stesso modo gli abiti in seta nera, tagliano i bustier aprendo le ampie e definite scollature.

Infine tra i tessuti utilizzati prevalgono le sete ordite a telaio oltre che duchesse, cady, e crepon, mentre la cartella colori è influenzata dalle architetture a cui la collezione si ispira: bianco, nero, toni del cobalto. E un romantico rosa argenteo per il peplo della dea Aracne.


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BlondyWitch by Claudia Giordano - Moda e Tips di Fashion Marketing | © Copyright 2017 |
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