Avete presente quando, a scuola, la professoressa di turno ci pizzicava impreparati su un argomento? Magari con quella classica domanda alla quale non avremmo mai saputo rispondere, anche perchè non sapevamo neanche di che stesse parlando…Di solito ce la cavavamo balbettando cose a caso in attesa di un miracolo, tipo l’esplosione delle tubature del bagno o una chiamata divina dalla presidenza. Altre volte la prendevamo alla larghissima nella speranza che si stufasse e cambiasse argomento. Bene. Sappiate che eravamo dei pivelli. Ora il massimo del trendy è fingersi assolutamente ferrati su qualunque cosa, addirittura argomentando come se stessimo parlando della cosa che conosciamo meglio al mondo, fingendo noncuranza e anche un certo entusiasmo a riguardo, con tanto di occhio sgranato.
Pensate cosa accadrebbe se una cosa del genere si diffondesse nel campo della moda, con gente totalmente impreparata che inizia a parlare a caso di cose che non conosce e che addirittura non hanno neanche nulla a che fare con la moda stessa!
Fantascienza? Ebbene no. Pura, sconvolgente e delirante realtà a cui assistiamo oramai ogni santo giorno.
Questo video che vi mostro è stato realizzato dall’agenzia di comunicazione Fasten Seat Belt e rilanciato dal sito di Radio DJ, diventando in brevissimo tempo un fenomeno virale su YouTube. Nel video vengono intervistati/e fashion bloggers a passeggio per Milano durante l’ultima Fashion Week, in attesa di imbucarsi a qualche sfilata o semplicemente sperando di essere notati/e (e fotografati/e) per finire in qualche classifica di street style.
E fin qui…
La cosa allucinante è che, a domande del tutto senza senso poste da una fantomatica intervistatrice, i protagonisti della pantomima rispondevano con grandi “Oh yes! I know! Of course! He’s great!!!” e simili, alludendo a presunte incredibili capacità stilistiche di designers inesistenti, a fantasmagorici hair style di personaggi al di fuori da ogni logica modaiola e via dicendo. Basti pensare che alla domanda “Vi piacciono i cappelli di Qaboos bin Said?”, una fashion blogger ha risposto sincera e convinta “Oddio, io vengo da Vicenza e penso che mi metterebbero dentro a una clinica psichiatrica se girassi con quelli, però magari a Milano ci stanno”. Ignara ovviamente di aver fatto una figura a dir poco barbina visto che in realtà Qaboos bin Said non è un fashionista dell’ultima ora, bensì il sultano dell’Oman!

VIDEO MFW: DOMANDE ASSURDE MA LE FASHION BLOGGER FINGONO DI SAPERE TUTTO

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Ora, non mi venite a dire che sono io ad essere esagerata, a voler fare polemica, perché è chiaro che cose del genere non sono più un’eccezione, ma stanno ormai diventando la normalità. Come lo dimostra l’articolo scritto da Hannah Ewens, intraprendente ragazza inglese che, all’ultima London Fashion Week, ha voluto capire cosa si celasse dietro questo incredibile successo suscitato dalle fashion bloggers e – cito testuali parole – “Si è vestita come un’idiota per vedere quanti l’avrebbero fotografata alla LFW”. Tra outfit improbabili e pose finto-plastiche, la ragazza ha collezionato parecchi scatti, dimostrando che, per essere fashion bloggers e attirare l’attenzione, bastava mettersi addosso qualsiasi cosa che facesse “sensazione” (potete leggere tutto l’articolo QUI)

Hannah alla LFW

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Due fatti del genere, lo capirete anche voi, non sono un caso. E non sono neanche gli unici. E’ chiaro che sono il segno di un mutamento culturale abbastanza evidente, uno specchio dei tempi in cui ormai si è ciò che si vuole apparire, spesso senza nessun contenuto dietro la facciata. E la cosa peggiore sapete qual è? Che la colpa non è solo da una parte. Se ci sono persone che si fingono esperte di moda, che si inventano una cultura dello stile che non hanno affatto, che si spacciano per guru – anzi no scusate INFLUENCER – senza sapere neanche un briciolo di quello di cui vanno blaterando, la colpa non è solo la loro. Perché loro esistono in quanto fenomeno di costume che viene sostenuto da tutti coloro che li seguono. Eh sì. Se non avessero un seguito, se alla prima boiata che dicono o la prima roba tremenda che indossano, qualcuno si prendesse la briga di dirgli “ma perfavore, cambia mestiere” invece di “wow, bellissimo il tuo outfit!”, ora non avremmo questo dilagare di gente che si sente “arrivata” nell’olimpo della moda.
Ci sono bloggers che hanno degli stili assolutamente impeccabili e originali e che conoscono molto bene la moda e ne parlano con cognizione di causa. Ma sono poche tra quelle che si occupano di outfit. Le altre, quelle che indossano capi griffati, si atteggiano ad esperte assolute manco fossero Anna dello Russo, che se la tirano a sfascio e vanno in giro dicendo di essere fashion bloggers quando non sanno manco la differenza tra un designer e l’altro, scusate ma rovinano la categoria.
Consoliamoci pensando che prima o poi vengono sempre sgamate, come dimostra il video che vi ho mostrato. Ma è una consolazione grama se pensate che ormai sta diventando un fenomeno fuori controllo. Di sicuro prima o poi si arriverà alla saturazione completa e ad un’inversione di tendenza, come spesso accade in questi casi.
Ma intanto, mentre a scuola quello impreparato, alla fine della giostra, in pagella si ritrovava un bel 4, loro, le influencer dell’ultima ora, nonostante tutto, di 4 ne hanno eccome, ma seguiti da parecchi zeri….quelli dei loro migliaia di followers.

Meditiamo gente.

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22 thoughts on “Quello che le Fashion Bloggers non sanno…

  1. Che ansia Claudia aiutoooo! Vedere quel video mi ha destabilizzata parecchio…ormai sai bene come la penso su certe cose. Io sono l’ultima ruota del carro per carità, ma sto impiegando i miei mesi sabbatici per studiare (giuro, studiare!) libri, riviste, siti web specializzati perché mi da fastidio trovarmi a parlare di cose che non so. Mi sono fatta il mazzo per laurearmi, per prendere la borsa di studio e accedere ad un master nel settore…poi arrivano questi vestiti da pagliacci che probabilmente pensano che Karl Lagerfeld sia il figlio illegittimo di Coco Chanel e lavorano. Lavorano!!! Le aziende si affidano a loro e i lettori si fidano di loro. Non ho più parole, solo disgusto.
    Un abbraccio tesoro
    Giovanna

  2. Giovanna mia, e fai maledettamente bene a fare quello che fai! L’approssimazione, in qualunque professione, non paga e alla lunga viene fuori. E la moda non fa eccezione. Ovviamente ognuno è libero di fare come vuole, anche di non studiarla affatto e dedicarsi solo alla parte più superficiale, intesa come “ciò che appare” senza scendere oltre. Sono scelte. Ma da qui a inventarsi tutto un mondo dietro a supporto di quello che si fa, non ha senso ed è deleterio per chi lo fa e per chi li segue, che finisce per credere che la moda sia solo l’abito in sfilata e la borsa griffata. Un abbraccio a te, con cui mi trovo sempre sulla stessa lunghezza d’onda <3

  3. io sono rimasta sconcertata. Ma dire “non so chi sia” no, eh? Ma poi ora non per far polemica, ma si sono tutti convinti che vestirsi in modo bizzarro è fashion? Ho visto cose orripilanti addosso ad alcune blogger.

    1. Sì Camelia, sicuramente avrebbero fatto meglio ad ammettere che non sapevano di chi si stesse parlando. Ma ammettere di non sapere non é facile 😉 Per le cose orripilanti ce ne sono parecchie in giro e io ripeto sempre la stessa cosa: che una cosa vada di moda non vuol dire che vada messa per forza! 😉 baci e grazie di essere passata!

  4. ciao, grazie x le risate 😀 So che è una magra consolazione, ma anche nel lavoro ci sono le tuttologhe dell’ultima ora, le ignoranti anche presuntuose, mi dispiace anche dirlo ma spesso sono proprio le ultime arrivate più giovani che non hanno nessuna voglia di fare gavetta e pensano di sapere tutto loro,senza parlare delle solite raccomandate…
    Ridiamo per non piangere 🙂
    kiss

    1. Amica mia lo so, ce n’é di ogni, come si suol dire! Ovviamente io calco la mano su quello che mi sconcerta di più del mio ambiente, ma ce ne sarebbero da dire in ogni campo…e sono sempre felice di sentire i vostri pareri 🙂 :*

  5. Inizio dicendo che mi piace un sacco la nuova grafica del blog e continuo dicendo che anche io ho visto il video e l’articolo della ragazza londinese ieri sera e mi è venuta la pelle d’oca,viviamo in un sistema fatto di apparenze dove la sostanza è ben poca ecco perchè non mi considero fashion blogger (oltre al fatto che non ho ancora esperienza e qualificazioni nel campo della moda) io sul mio blog condivido il mio stile personale e i miei pensieri e mi va bene così, quelle che iniziano da 10 giorni(che poi per carità magari hanno stile) e vanno in giro urlando ai quattro venti che sono fashion blogger mi fanno ridere! Insomma pace and love alla fine ognuno è libero di far quel che vuole,noi non possiamo che adattarci 😀

    1. Missiiie cara, hai interpretato perfettamente il mio pensiero! Ognuno dev’essere libero di esprimersi e deve farlo come più gli piace e si sente di fare, come fai tu e come faccio anch’io alla fine. Però come dici tu, bisogna anche dare il giusto valore e peso alle cose 😉 un caro abbraccio ♥

  6. Ti ringrazio, cara Claudia: hai affrontato l’argomento in modo costruttivo, come d’altro canto ho potuto constatare in ogni tuo articolo che io abbia letto.
    Finora ero stata irritata da questo video e soprattutto da come è stato diffuso e ti spiego perché.
    Penso che le persone intervistate si siano comportate in modo davvero sciocco e superficiale perché avrebbero dovuto dire semplicemente “non lo so”: non si può sapere tutto, quindi non ci sarebbe stato nulla di male. Però, come sempre, è offensivo e sbagliato fare di tutta l’erba un fascio ed è offensivo dare degli ignoranti a un’intera categoria, così come viene fatto alla fine del video: la scritta “fashionism is the new ignorance” sinceramente mi ha offesa e mi ha offesa pensando alla ricerca e alla fatica dietro ogni mio articolo, sia esso per il blog o per le testate che mi danno fiducia e per le quali scrivo.
    Operazioni di questo tipo sono fatte ad arte e per dimostrare un teorema che si dà per scontato fin dall’inizio, così come ha fatto Vice quando è andato a chiedere di ISIS, virus Ebola e varie situazioni politiche e sociali fuori dalle sfilate. La verità – come ha replicato qualcuno in occasione della polemica che è seguita a quel video – è che se avessero fatto la stessa cosa in un supermercato, in fila alla posta o fuori da un locale non avrebbero avuto risultati molto diversi e la media delle risposte sarebbe stata del tutto simile. Ignoranza e/o superficialità possono essere ovunque – purtroppo – e non vanno a compartimenti stagni o a categorie.
    Ammetto di aver riso, in un paio di occasioni, per la faccia tosta di qualcuno o per l’effetto ridicolo e surreale domanda – risposta, ma fondamentalmente mi è dispiaciuta l’idea iniziale, quella di far passare il proprio prossimo da idiota per partito preso. E ancor di più mi dispiace che molti di coloro che hanno diffuso il video l’abbiano fatto portando avanti questa visione, puntando il dito contro l’intera categoria, senza alcuna distinzione, e sottolineando l’idea di un’ignoranza diffusa.
    Spero che crescano, invece, coloro che riescono a interpretare il video così come l’hai interpretato tu, facendo un doveroso e necessario distinguo, e spero che il video possa diventare dunque un’occasione non per mettere in ridicolo la categoria, ma per riflettere su coloro che ne fanno parte con superficialità e che dovrebbero essere messi in un angolo e non essere glorificati ed elevati a eroi, esempi, miti e icone.
    Questa gente fa male a chi ha un’altra concezione della Moda – come, per esempio, noi due – e quindi sono molto a disagio per il loro prosperare. Ma non voglio che ciò diventi un’occasione per condannare tutti.
    Quindi… ripeto, ti ringrazio. Leggerti e confrontarmi con te è un piacere.
    Buon sabato,
    Manu

    1. Grazie di cuore Manu per aver condiviso il tuo pensiero che mi trovo ad appoggiare in pieno. E’ sbagliato fare di tutta l’erba un fascio e, proprio come dici tu, anche io penso che sarebbe accaduta la stessa cosa in un altro contesto, perchè ammettere di non sapere è troppo difficile a volte. In ogni caso io il video l’ho visto perchè girava in rete, non ho avuto modo di vedere troppe opinioni esterne ma quelle che ho visto mi sono bastate e, come hai sottolineato tu, erano abbastanza generiche e gratuite. Grazie a te per il confronto, sempre un piacere :* Un abbraccio

  7. Allora prima di tutto stracomplimentoni per l’articolo, sei ‘na grande. Mi sto asciugando le lacrime perchè ste 4 galline mi hanno fatto sbellicare. Be’ che dire……bah non lo so nemmeno cosa scrivere perchè é veramente comica la cosa. Ah a proposito, vorrei solo ricordarti che gli abiti di Bruno Vespa e le scarpe firmate Garibaldi saranno alla fashion week che si terra’ in Congo dal 28 al 34 Gebbraio 3021 😉
    Bacio

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