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Non solo Fashion Blogger: perchè ho aperto una web agency (e quanto è faticoso cambiare)


Ho pensato molto a come intitolare questo post.

Avevo pensato a qualcosa come “Non chiamatemi Fashion Blogger” oppure “Come smontare un’etichetta un po’ scomoda e fare l’upgrade professionale”, ma anche a qualcosa tipo “Perchè evolvere nella vita: come non rimanere incastrate in un lavoro che non ti rispecchia appieno”…

Ma qualsiasi titolo, in realtà, non sarebbe stato totalmente rappresentativo.

Semplicemente perchè non è facile spiegare il motivo per cui, dopo 4 anni di blogging matto e disperato, io abbia deciso di “scollarmi” in un certo senso l’etichetta della “Fashion Blogger” dal groppone.

Intendiamoci: non ho nessuna intenzione di chiudere il blog e trasferirmi in Brasile aprendo un chioschetto di caipirinha (non adesso almeno :D), ma solo di ridefinire con maggiore chiarezza il mio ruolo professionale.

Che appunto non è solo quello della fashion blogger (con il massimo rispetto per l’intera categoria di cui faccio parzialmente parte).

In realtà quando ho aperto il mio blog avevo già le idee chiare su quello che non volevo fare: niente foto di outfit, nessun tipo di collaborazione della serie “Tu mi dai una gonna, io ti faccio un post di 3 righe in cui dico quanto è figa, la instagrammo e buonanotte ai suonatori”.

Mi sarei sentita a disagio anche solo al pensiero di dover puntare sulla mia immagine (peraltro non sono una modella, non ho soldi a palate per fare shopping h24 e sinceramente mettermi in posa mi provoca sempre un sorriso simil-ebete, tipo quello che veniva a Chandler di Friends – questa la capiranno solo i fans del telefilm, I know).

La verità è che in questi 4 anni il mio lavoro si è evoluto tantissimo: sono passata dall’essere una fashion blogger anomala in quanto “scribacchina”, all’essere una creatrice di contenuti per altri siti web, fino ad arrivare a imparare le strategie di web marketing buttandomi nel meraviglioso mondo dei social media.

E ora eccomi qui, a parlarvi del perchè non sono solo una fashion blogger e perchè ho deciso di aprire addirittura una fashion communication agencyFashion Forward – insieme alla mia socia Giovanna Vitacca.

Ma andiamo con ordine.

Non solo Fashion Blogger: ecco come un’etichetta può influenzare il tuo lavoro (in negativo)

Non so se all’ascolto c’è qualcuno che abbia percorso la mia stessa strada o abbia comunque provato a passare da una parte all’altra della barricata (leggi=mercato della moda).

A me è successo.

Ho iniziato, attraverso il mio blog, a parlare di sfilate e designer emergenti e ora mi ritrovo felicemente dall’altra parte, a dedicarmi al marketing di moda e al supporto degli stilisti stessi.

Ma se avete provato a fare il salto di qualità, in qualunque settore lavoriate, vi sarete sicuramente resi conto di quanto sia difficile cercare di cambiare l’opinione, a volte distorta, che gli altri hanno di noi.

Fino ad un anno fa mi succedeva continuamente di sentirmi dire “Ah, tu fai la fashion blogger? Ma quindi ti pagano per farti le foto con i vestiti che ti regalano?”.

No accidenti, no!

E’ come chiedere ad un esperto di digital marketing “Ah ma tu lavori con il pc, quindi sai aggiustare i computer?”. Che potrebbe anche essere eh, chissà mai uno abbia competenze trasversali, non mi pare che la Legge italiana lo vieti…Ma capite che si tratta di due cose diverse.

Mi è anche capitato di venire “scartata” per lavori per i quali ero preparata, solo perchè venivo percepita solo ed esclusivamente come la solita fashion blogger di turno. E non importava quanto fossi brava a scrivere, quanto avessi studiato web marketing o quante altre cose sapessi fare.

Hai un blog di moda = sei una fashion blogger, punto. Amen. Questa è l’amara verità.

Ora voi mi direte “Ok, ma evidentemente se non si sono presi la briga neanche di approfondire, non ti sei persa niente no?”

Nì ragazzi. Perchè lo sapete: oggi il mondo del lavoro va veloce e sul web tutto corre ancora di più. E non è detto che un’azienda o anche solo un libero professionista, sommerso da richieste di lavoro e altri imput, abbia la voglia e il tempo di venire a spulciarsi le tue esperienze lavorative.

Chest’è!

E’ lì ho capito che era necessario rivedere il mio posizionamento sul mercato di riferimento, ovvero quello della moda.

Sì bello, ma come fare?

Lasciatevi dire che anche questo (una cosa nuova) è un lavoro lungo, complesso e soprattutto lento.

Bisogna cambiare piano piano la percezione che gli altri hanno di noi, comunicando in maniera chiara e univoca quelle che sono le nostre competenze professionali.

Ci sono riuscita?

Tra poco ci arriviamo.

Non solo Fashion Blogger: quanto è difficile riposizionarsi nel proprio mercato di riferimento

Proprio un anno fa è incominciata quella che io personalmente chiamo “la mia evoluzione lavorativa”.

Grazie ad un contatto conosciuto su Linkedin, ho iniziato a collaborare con un e-commerce di moda che mi ha dato l’opportunità di conoscere ancora più da vicino le realtà commerciali e di marketing che si nascondono dietro ad un brand.

Ho ascoltato a lungo gli stilisti che erano stati coinvolti nel progetto, le loro esigenze, le loro perplessità: mi sono accorta di come molti di loro fossero completamente presi dal processo creativo, dimenticando del tutto o quasi l’aspetto (fondamentale) del marketing.

Ma come si possono vendere degli abiti di brand sconosciuti?

Facendoli conoscere, ovvio, ma come? Il processo anche lì è lungo, difficile, fatto di piccoli step (ho scritto una guida su questo argomento).

Questa esperienza mi ha dato modo di conoscere molto più da vicino il mondo di designer e brand e di capire come questi avessero spesso bisogno di qualcuno che fosse dentro il loro mondo e, al tempo stesso, fosse in grado di fornirgli gli strumenti giusti per decollare.

Ed è così che ho deciso di riposizionarmi in maniera concreta e decisa nel mio mercato di riferimento: non solo fashion blogger, non solo web editor o social media, ma anche una figura alla quale rivolgersi per capire meglio come comunicare il proprio brand e le proprie creazioni, sul web ma anche nella vita reale.

Perchè ricordiamoci che l’online non è completamente slegato dal mondo offline, bensì sono due facce della stessa medaglia che, proprio in virtù di questo, devono assolutamente corrispondere tra loro.

Da qui l’idea di aprire una web agency verticale sulla moda.

E fin qui…ma nella pratica come ci si riposiziona sul mercato?

Potrei dirvi che è un processo che prevede, in primis, un cambiamento di rotta nella propria comunicazione a 360°; poi un’operazione di personal branding non indifferente che passa attraverso l’ampliamento della propria rete di contatti, il restyling dei propri canali, il lavoro certosino dei propri contenuti e un importante lavoro di digital pr attraverso interviste e collaborazioni.

Facile? Direi di no, ma certamente non impossibile.

Fashion Forward è nata proprio all’interno di questi importanti cambiamenti.

Non solo Fashion Blogger: ecco perchè ho fondato Fashion Forward

Qualche giorno fa sono stata intervistata su Digital Combat Academy dal direttore Federico Sbandi che mi ha posto la seguente domanda:

Parliamo di Fashion Forward Agency, che a giudicare dalla descrizione, pare il naturale prosieguo di BlondyWitch. Quali sono i punti di forza di questa agenzia? (QUI la mia risposta)

Al di là della spiegazione di cosa sia Fashion Forward e della gioia di aver dato vita ad un progetto personale così bello e importante, e per di più insieme ad una collega che stimo moltissimo come Giovanna Vitacca, c’è da dire che la nostra web agency è nata proprio in funzione di un riposizionamento in un mercato di riferimento, che è quello della moda, che conosciamo ed amiamo profondamente.

“Non vuoi essere solo una fashion blogger, vuoi dimostrare che sai fare (e bene) anche altro? Ok, dimostralo!”

Questo è quello che mi sono sempre ripetuta nell’ultimo anno e devo dire che con fatica (e la strada è ancora molto lunga), ci sto riuscendo.

Sono riuscita perlomeno a modificare quell’etichetta che ormai sentivo troppo stretta sulla mia pelle, troppo limitante, arricchendola e rendendola molto più vicina a quella che sono realmente oggi e a quella che è la mia immagine professionale.

Quindi sono pentita di aver iniziato la mia carriera professionale proprio come fashion blogger?

Assolutamente no: non sarei qui se non fossi partita da lì! 🙂

Fashion Forward però è in un certo senso il frutto di questo percorso di cambiamento, una creatura nata da un’esigenza che era diventata ormai sempre più pressante.

E sapete, sono sempre stata una persona che non cerca di mettere a tacere i propri sogni, ma li ascolta e cerca di venirgli incontro per realizzarli.

A volte ci scendo a patti, altre volte ci litigo, ma alla fine abbiamo bisogno a vicenda, inutile negarlo.

Allora eccoci qui: non solo (più) fashion blogger, ma tanto altro.

Perchè evolvere nella vita è davvero l’unica strada per sentirci sempre più vicini a quello che da sempre sogniamo di diventare.

 

 


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