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New Talents: intervista a Jessica Leoncini, designer di Rød Factory


Jessica Leoncini: la designer-artigiana di RØD FACTORY si racconta, tra ecletticità e progetti futuri

 

Per chi lavora sul web, specie nel campo della moda, non è raro imbattersi in giovani talenti che stanno realizzando il proprio sogno.

C’è chi ha tirato fuori dal cassetto aspirazioni e progetti, chi ha viaggiato in giro per il mondo e ha raccolto con gli occhi e con il cuore un patrimonio artistico da trasformare in opere d’arte, chi ha tra le mani la capacità di sapere trasformare la bellezza di pietre, stoffa e colori in capi d’abbigliamento e bijoux.

E’ questo il caso di Jessica Leoncini, giovane ragazza di Narni, fondatrice del suo brand Rød Factory.


Jessica è davvero un portento e le sue creazioni stanno già spopolando sui social, indossate da fashion blogger, influencer ma anche gente comune che si ritrova nella filosofia del suo brand e che ama il suo stile.

Anche io ne sono rimasta molto colpita, tanto da voler approfondire la sua conoscenza e saperne di più del suo lavoro.

Così l’ho intervistata e questo è il frutto della nostra chiacchierata.

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B: Ciao Jessica e grazie per aver accettato di fare questa intervista.

Jessica: Ciao Claudia, grazie a te di darmi questa bellissima opportunità.

B: “Tutto ciò che si può immaginare è reale” è la frase di Pablo Picasso che campeggia sulla home del tuo sito rodfactory.it: che legame c’è tra le tue creazioni e l’arte e quanto la fantasia è presente nel tuo processo creativo?

Jessica: La frase di Pablo Picasso presente sul mio sito posso considerarla come uno dei miei mantra.

Nulla ci è impossibile se si ha la volontà di fare!

La fantasia è l’anima del processo creativo senza la quale il lavoro ne sarebbe privo, non a caso nella sezione del mio sito “CHI SONO” compare la frase di Moschino “La fantasia entra in gioco quando finisce il progetto e comincia l’amore”.

B: Crei collane, orecchini, maglie: tra capi d’abbigliamento e bijoux, cosa preferisci e perché?

Jessica: La mia parola d’ordine è ECLETTICITA’. Cerco di manifestarla nelle mie ricette culinarie, dando vita a nuovi oggetti dei quali mi piace modificarne l’originario utilizzo e realizzarne altri completamente da zero (ad esempio ho realizzato un portaposate per la mia cucina unendo quattro barattoli di latta su una tavoletta, sorretti da un pezzo di una vecchia cintura di cuoio) fino ad arrivare alla realizzazione dei miei bijoux. Non c’è qualcosa che preferisco in particolare, diciamo che dipende tutto dal momento, dall’ispirazione e dalle vicissitudini quotidiane che incontro ogni giorno durante il mio percorso di vita vedendo un film, incontrando persone o semplicemente, per esempio, soffermandomi a pensare guardando quello che mi circonda.

B: Raccontaci com’è nata l’idea di diventare un’artista

Jessica: In realtà non c’è stato un momento preciso, da piccola abitando fuori città sono cresciuta senza molti coetanei e questo mi ha permesso di giocare sempre molto con la fantasia, usando scatole e piccoli oggetti trovati in casa per costruirmi “giochi nuovi”.

Tutto è partito da una collana vista in un mercatino, era bella ma non appagava i miei gusti,

così per puntiglio ho iniziato ad acquistare il materiale per fare bijoux che mi identificassero e per gioco circa cinque anni fa ho affittato un negozietto esponendo le mie “creazioni” per un periodo di due settimane durante la festa storico-rievocativa del mio paese Narni e mi piacque moltissimo, tanto da spingermi ad iscrivermi all’Accademia Costume e Moda di Roma.

B: Hai seguito studi o corsi particolari o sei un’autodidatta?

Jessica: Come dicevo mi sono iscritta ad un’Accademia di Roma, di cui ho frequentato il primo anno sostenendo tutti gli esami pratici. Entrando a contatto con questo mondo ho capito che quello che a me piace fare è arte, priva di standardizzazioni e limitazioni di alcun genere. L’Accademia mi è stata di aiuto ad ampliare le conoscenze dei materiali e di elementi necessari, i quali mi hanno consentito di potenziare le mie abilità tecnica ed espressiva.

B: Il tuo brand si chiama Rød Factory: c’è un significato particolare dietro a questo nome?

Jessica: Dopo un’intensa ricerca della traduzione in varie lingue del mio colore preferito (il rosso), quella che mi ha colpito di più è stata in lingua danese ovvero rød. Inoltre da grande appassionata di Pop Art, ricca di colori, e del suo esponente di spicco Andy Warhol fondatore della Factory (un centro ricreativo dove gli artisti dell’epoca potevano riunirsi e creare) ho deciso di accostare questi due termini che particolarmente rappresentano i miei gusti e le mie idee.

B: Nel mondo della moda e dei gioielli, quali sono i tuoi punti di riferimento, gli artisti che ammiri di più e perché?

Jessica: Tra il vasto parterre di grandi ed illustri stilisti quello che più mi identifica e mi coinvolge è Franco Moschino (difatti nella mia presentazione all’interno del sito ho riportato una sua famosa citazione) perché ritengo che nel suo stile ironico sono presenti messaggi e concetti di uguaglianza ed altri aspetti sociali che ben emergono nelle sue realizzazioni facendo, inoltre, trasparire la propria personalità tramite l’abito (come la collezione del 1988 dove ha realizzato abiti con inserti di peluche al posto della pelliccia).

B: Come commercializzi le tue creazioni, solo attraverso il web o hai associato una vendita anche offline, magari tramite negozi, mercatini, fiere, ecc?

Jessica: Sto considerando la situazione più seriamente da circa un anno. Attualmente sto esponendo le mie creazioni sul sito www.rodfactory.it e sui social a titolo pubblicitario realizzando su richiesta. La mia intenzione è quella poter allestire un piccolo negozio e parallelamente attivare un canale di vendita on line.

B: Personalmente adoro le tue creazioni: questa che mostro in foto è una canotta bellissima che hai realizzato appositamente per me (grazie mille!!!), così come la collana. Come realizzi le stampe e come scegli i materiali dei tuoi bijoux?

Jessica: Volendo dipingere le maglie in maniera da renderle strettamente personali utilizzo la stessa logica di un tatuatore, ovvero, stabilisco con il “cliente” il tema, seguita da una ricerca di immagini finalizzata alla scelta definitiva di quello che andrà disegnato sul capo. Sui bijoux riverso invece tutta la mia fantasia ed il mio gusto, spaziando da materiali più comuni come le classiche perline o le pietre fino ad utilizzare la carta bristol, il sughero, la molla delle mollette o comunque qualsiasi oggetto da cui poter trarre ispirazione.

In foto le creazioni che Jessica ha realizzato appositamente per me!

B: Le tue creazioni sono opere uniche o segui un filo conduttore come ad esempio per una collezione?

Jessica: Quello che sta alla base del mio pensiero è

l’assenza di logiche quindi ogni opera è a sé,

tendo al contrario a creare ogni volta qualcosa di diverso ma comunque rappresentativo di me stessa.

B: Cosa vuol dire essere una designer al giorno d’oggi? Trovi difficoltà a stare sul mercato, c’è molta concorrenza nel tuo settore?

Jessica: Più che designer mi piace definirmi artigiana. Perché ritengo che i designer debbano rispettare delle logiche ben precise.

Odio tutto ciò che è precisione e rientra negli schemi imposti dalla società e preferisco affidarmi all’istinto ed all’idea imminente che sopraggiunge con l’ispirazione.

Di conseguenza non reputo un ostacolo la presenza di concorrenza nel settore perché quello che realizzo è quello che sono e quindi prescinde dal lavoro degli altri. Percorro così la mia strada nella speranza che le persone apprezzino le mie creazioni.

B: Che rapporto hai con le blogger e i social? Trovi che la collaborazione con loro aiuti la tua attività?

Jessica: Oggi il social è un mezzo molto potente, efficace ed immediato per farsi conoscere da un target più vasto. Credo che la collaborazione con le blogger e l’utilizzo di questi canali sia un ottimo trampolino di lancio in quanto sono un tramite tra gli artisti emergenti e ipotetici clienti per portare a conoscenza i propri prodotti.

B: Pensi che in Italia si potrebbe far di più per i giovani artigiani? E se sì, tu cosa vorresti venisse fatto?

Jessica: Penso che l’artigianato andrebbe maggiormente incentivato con l’aiuto di nuove norme per favorire la nascita di quelli che erano gli artigiani italiani di un tempo apprezzati in tutto il mondo per le loro capacità salvaguardando il made in Italy. Considerando che nelle piccole attenzioni ci sono i migliori dettagli che favoriscono maggiore qualità. E poi come non prendere spunto da un paese come l’Italia ricco di bellezze artistiche e ispirazioni a cui attingere?!

B: Progetti futuri?

Jessica: Sono in procinto, come ho detto prima, di realizzare il mio sogno ed aprire un piccolo negozio a Milano dove esporre capi di pronto moda, le mie creazioni e promuovere l’artigianato italiano inserendo articoli di altre attività artigianali per pubblicizzare maggiormente questo settore ultimamente poco valorizzato ad apprezzato.

B: Grazie mille Jessica, ti auguro in bocca al lupo per il tuo futuro. Lasciaci pure i tuoi canali social in modo che i lettori di blondywitch.com possano seguirti.

Jessica: Grazie a te Claudia. Chi avrà curiosità di visitare i miei articoli potrà farlo tramite i canali sociali – Instagram e Facebook – e il sito ufficiale del mio brand. Per qualsiasi altra info potete scrivermi a info@rodfactory.it.

 


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