Mi schiero pubblicamente: è uno dei miei preferiti in assoluto. Pochi come lui hanno saputo coniugare in maniera impeccabile un gusto straordinario per la moda, una creatività elegante e senza tempo e un altrettanto  grandioso spirito imprenditoriale. Sarà per questo che Armani in tutti questi anni (l’esordio del suo marchio personale e della sua prima sfilata risalgono al 1975) è diventato uno dei maggiori esponenti della moda italiana nel mondo, tanto che persino il Guggenheim Museum di New York, nel 2000, gli ha tributato una retrospettiva.

Il suo stile è inconfondibile, profondamente ispirato dal cinema in bianco e nero, dalle atmosfere dell’America degli anni Venti e Trenta (da cui riprende i suoi colori cult: il greige – una nuova tonalità in bilico tra il grigio e il sabbia terroso – e il famoso blu Armani) e dalla cultura araba e orientale.

“Eleganza non significa essere notati, ma essere ricordati”, ama spesso dire re Giorgio, com’è stato ribattezzato. Ma gli abiti di Armani, nella loro straordinaria bellezza, si fanno notare eccome!

Proprio ieri – 24 ottobre 2013 – re Giorgio è sbarcato a New York per presentare le sue collezioni d’Alta Moda Armani Privè e il sindaco Bloomberg, in suo onore, ha indetto “l’Armani Day”. E le creazioni dello stilista sono state accolte con grande entusiasmo da tutti i presenti alla sfilata: la miglior Manhattan completa di attori, registi e personaggi di spicco del fashion system istituzionale americano. Un nome su tutti: Anna Wintour, direttrice di Vogue America, accompagnata da Oscar de la Renta.

Il grande merito di Armani è quello di esser riuscito a portare alla ribalta, con grandissimo successo, l’Haute Couture italiana in una città come New York, storicamente votata al pret-à-porter e, ancor prima, l’aver sfidato con esiti positivi persino l’Haute Couture parigina. Il successo della linea Armani Privè ha così dimostrato che il desiderio di lusso e di alto artigianato Made in Italy sta tornando prepotentemente in voga, nonostante la crisi. Ma veniamo alla sfilata vera e propria: Armani ha mandato in passerella le sue collezioni Armani Privè, ciascuna caratterizzata da un evocativo nome francese (“Lumière de la nuit”, “Metamorphose” e “Homage au Japon” e via dicendo) in un crescendo di morbidezza sensuale e sofisticata, dominata dal color carne, meglio chiamato “nude”, senza dimenticare il nero, il blu Armani e numerosi richiami alla cultura e ai colori orientali.

Ecco a voi alcune immagini della sfilata.

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2 thoughts on “Nasce l’Armani Day: re Giorgio sbarca a New York e decreta il successo dell’Haute Couture italiana.

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