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Addio cara Direttrice – Il mio tributo a Franca Sozzani, indimenticabile icona della moda


Addio alla Direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, scomparsa lo scorso 22 dicembre e a soli 66 anni.

 

Franca Sozzani era davvero un’icona per chi, come me, è cresciuta a pane e moda.

Una grande donna, una professionista che ha saputo rivoluzionare il modo in cui una grande rivista come Vogue si è saputa reinventare diventando un grande punto di riferimento anche sul web.

Una giornalista che ha reso meno profonda la distanza tra le pagine patinate di una rivista e noi giovani, inventando un modo interessante e speciale di chiedere la nostra opinione attraverso i suoi editoriali.

I suoi “What Do You Think About” rimarranno nella storia.

La sua morte mi ha colto di sorpresa, una notizia crollatami addosso in un momento in cui, talmente felice per tante soddisfazioni personali, mi è sembrato con un lampo che ti squarcia il velo di gioia che ti avvolge.

La verità è che certe persone le sentiamo come immortali.

Certe icone che hanno accompagnato la nostra vita, e Franca Sozzani per me è stata una di queste, pensi sempre che dureranno in eterno, non pensi mai che un giorno dovranno cedere anche loro il testimone.

Ma la vita è questa e lo sappiamo tutti troppo bene.

Della Sozzani ho sempre ammirato la capacità come donna di aver preso in mano le redini di un impero, qual è Vogue, senza per forza ergersi a statua inavvicinabile e antipatica, un po’ come invece è accaduto con Anna Wintour (che pure, nonostante tutto, gode di tutta la mia profonda stima).

Il fatto è che ho sempre amato le donne come Franca Sozzani: forti, capaci, intraprendenti, dedite al proprio lavoro e capaci di condividere allo stesso tempo la propria passione.

E capaci di inventare modi per aiutare gli altri, come fatto in tante occasioni con concorsi, contest e iniziative rivolte proprio ai giovani designer emergenti.

Sicuramente ci saranno migliaia di persone che la conoscevano molto meglio di me, ma proprio per la mia enorme stima nei suoi confronti, le dedico oggi questo post.

Della sua carriera sappiamo tutto: prima l’incarico per la rivista Vogue Bambini, poi nel 1980 quello come direttore responsabile di Lei e tre anni dopo a capo della versione maschile, Per Lui.

Era il 1988 quando però Franca Sozzani ricopre quella che diventerà la sua carica più alta: è quell’anno che diventa direttrice di Vogue Italia, la rivista di maggior riferimento per la moda italiana.

A questa si affiancheranno altri prestigiosi incarichi, ma quello che più mi ha sempre colpito di lei è stata la capacità di tenere davvero in mano un impero e saperlo gestire con la massima professionalità.

Non mi importa di chi mi ha ricordato nel momento meno opportuno di quella volta in cui Franca Sozzani si scagliò contro le fashion blogger, criticandone l’operato. In fondo non aveva tutti i torti ed è troppo facile dire sempre che va tutto bene.

Non era antipatica Franca Sozzani, non era scomoda ed era tremendamente in gamba, questo è quanto.

Proprio a settembre il figlio Francesco Carrozzini, fotografo di moda,  le aveva dedicato il film tributo “Franca: Chaos and Creation” presentato con successo a Venezia, che aveva contribuito a svelare la Franca “madre” e non solo la “Franca – direttrice di Vogue”.


Una delle cose che più amavo di lei era senz’altro la sua concezione della moda e dello stile. Una concezione personale, unica, focalizzata e resa ancora più valida dalla grande esperienza in questo campo.
Dello stile spesso diceva:

Oggi non ce n’e’ uno. Secondo me le persone dovrebbero comprare piu’ specchi che abiti per vedersi prima di uscire: per inseguire la moda c’e’ gente disposta a tutto ma io penso che bisogna corrispondere con gli abiti alla propria personalita’, questo e’ lo stile. Se devo diventare la testimonial di firme, una specie di prototipo di qualcun altro, allora che mi paghino.

La schiettezza che la contraddistingueva rendeva ancora più credibile la sua posizione lavorativa, per questo noi amanti della moda la seguivamo con affetto e interesse.
Lei aveva il potere di decidere cosa era “in” e cosa “out” e decidere spesso e volentieri sulla sorte di stilisti e designer, anche se tendeva a negarlo.
In un’intervista di qualche tempo fa all’ANSA aveva infatti dichiarato:
E’ una leggenda, se hai talento vai avanti e la stampa non conta. Io dico non si semina sul cemento e se sei in gamba la strada la trovi indipendentemente da tutti.
Forse era vero, forse no e comunque che lei fosse potente era chiaro a tutti. Ma il suo potere l’ha sempre usato anche per appoggiare campagne e lanciare messaggi utili dalle pagine web e non di quella che era un po’ la sua creatura.
Vogue avrebbe potuto rimanere una rivista di moda patinata, invece è diventato un simbolo, un veicolo di messaggi importanti, a volte fondamentali come le lotte che la stessa Sozzani ha portato avanti per anni, contro tutto e tutti.
Sono una donna che lavora e lavora parecchio e si e’ battuta per cose che ha voluto, anche rischiando: per tre volte mi stavano licenziando, ma se fai un lavoro in cui credi e hai la fortuna che ti riconoscono le cose che hai fatto, sì forse a quel punto hai potere, che vuol dire che hai vinto tu nell’esporre le tue idee.
aveva dichiarato ancora.
Franca Sozzani e Giorgio Armani
Ed è questo che amavo di lei, che in fondo era una donna vera, che aveva saputo modellare il suo destino e renderlo speciale.

Ho tanti sogni, non ho mai smesso di sognare e creare progetti. Voglio fare altre cose non solo essere seduta in una prima fila a vedere vestiti.

Ecco questo è l’insegnamento più bello che credo ci abbia lasciato.
Non so cosa sarà dopo di lei o chi prenderà il suo posto. E sebbene sappiamo tutti che nessuno è insostituibile, è anche vero che chi verrà dopo non sarà lei e che la vera unicità di ciascuno di noi non è mai sostituibile.
A me resta comunque la gioia di averle potuto stringere la mano almeno una volta.
Claudia Giordano e Franca Sozzani
Addio Direttrice.

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