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Ha vestito celebrità del calibro di Maria Callas, Marlene Dietrich, Lucia Bosè ed è a lei che si rivolse Federico Fellini per realizzare i dodici abiti azzurri destinati a Sandra Milo per la prima di “Giulietta degli Spiriti” a New York. Perché nessuna come Jole Veneziani sapeva adattare un abito alla personalità di chi lo indossava.

Erano gli anni ’50-’60 e Jole Veneziani si distingueva per carattere e talento andando contro le consuetudini di moda all’epoca. Era una creatrice di moda capace come nessun’altra di infischiarsene di ciò che andava o no di moda, perché “altrimenti sai che noia! Saremmo tutti uguali, vestiti di nero e con le facce lunghe!” come lei stessa affermava. Fu la sua esuberanza, mescolata ad un pizzico di follia, a darle il coraggio di aprire un atelier a Milano, in via Montenapoleone, mentre imperversava la guerra. Per lei creare bellezza attraverso i suoi abiti era un messaggio di speranza e di vita.

E ancora fu lei, dopo la sua prima sfilata fiorentina, a essere definita dalla rivista Life “colei che ha lanciato il made in Italy nel mondo”.

Ora Milano ricorda la protagonista dell’Alta Moda italiana degli anni ’50-’60 con una mostra (patrocinata da Fondazione Bano e Fai) che si terrà a Villa Necchi Campidoglio fino al 24 Novembre.

Nell’esposizione si potranno ammirare abiti d’epoca, bozzetti originali, fotografie e filmati che raccontano il lavoro e la vita di questa straordinaria maestra di stile.

Info: www.fondoambiente.it


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