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Milano Fashion Week: tutto bello sì, ma Giorgio Armani non si batte

armani milano fashion week

Armani alla Milano Fashion Week: la classe e la raffinatezza portano solo il suo nome

 

Chi è alla Milano Fashion Week in questi giorni ne sta vedendo di tutti i colori. Nel senso buono ovviamente.

Sono giorni intensi di sfilate, presentazioni, cocktail party e outfit da capogiro.

Ci sono fotografi in ogni dove, look da streetstyle ad ogni angolo e collezioni che sfilano ad ogni ora.

Insomma il paradiso per chi ama la moda.

Ma delle tante collezioni che stanno scendendo in passerella in questi giorni della fashion week milanese (che terminerà lunedì), ce ne sono di belle, di originali, di creative, di portabili, di colorate e di spettacolari (ne abbiamo parlato in questo articolo)

La classe però, quella vera, porta solo una firma.

Per carità, belle le idee giovani e fresche di Daizy Shely con i suoi abiti leggeri e impalpabili, ma anche con lo scintillio delle gonne plissettate e intessute con fili di lurex e quelle impreziosite da maxi paillettes geometriche. Belli gli accessori, belli ed originali i blu, i gialli e tutta la gamma dell’argento e del cipria-nude, i tartan vermigli, con quel tocco un po’ eccentrico che solo una designer giovane ed eclettica come lei sa dare.

Daizy Shely SS17

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Belli i tessuti leggeri e impalpabili, ma coloratissimi, visti sulla passerella di Emilio Pucci grazie all’anima creativa di Massimo Giorgetti che punta su nuance come giallo e arancio fluo, verde, nero, bianco, rosa e azzurro, ma anche sulle immancabili stampe fantasia.

Emilio Pucci SS17

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Bellissime le stampe di Etro che da sempre è garanzia di un mood originale, ispirato e dalle forti connotazioni etno-chic. Per la sua collezione primavera/estate 2017 il brand ha scelto un mix and match dallo spirito pop tra kimoni e mantelle berbere, abiti boho e altri chiaramente d’ispirazione etnica.

Etro SS17

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E che dire dei colori di Prada?

La collezione è molto semplice fatta di capi di una moderna eleganza che pesca dall’oggi

ha detto Miuccia prima della sfilata.

Ma più che semplice è una collezione che spiazza e che vive di contrasti, che mette il lupetto con il costume, i dettagli di marabù con il pigiama, le piume con la gonna bon ton. Insomma qualcosa di inaspettato e per questo molto coinvolgente, dove ciascuno può ritrovare il suo capo cult per la prossima estate.

Prada SS17

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E poi ovviamente c’è Vivetta con i suoi abitini dal mood floreale, ma anche Moschino, e soprattutto Versace.

Ed è proprio Donatella Versace ad aver portato in passerella un altro show, certamente non al livello di quello esagerato di Philipp Plein, ma comunque uno show dove la moda è stata protagonista e dove la sceneggiatura della sfilata è stata quel quid in più che ha fatto la differenza.

Versace SS17

versace

Potrei raccontarvela, ma potete guardare l’uscita finale, che parla da sola, con i vostri occhi.

Versace final catwalk at Milan Fashion Week ❤

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E poi c’è lui.

Sì, sono di parte senza dubbio. Sapete come la penso sulla moda no?

La moda non è lo show, non è la griffe, non è l’abito che stupisce, non è la personalità straripante del designer. La moda è tutto questo insieme ed è molto di più.

La moda è arte.

E l’arte è l’unica cosa capace di lasciare a bocca aperta senza dire nulla, senza urlare, senza nessun contorno. Basta una cornice semplicissima per far risaltare un bel quadro.

E la moda, come i bei quadri, se è davvero arte non ha bisogno che di una cornice semplice e ben fatta.

Certo, sarei un’ipocrita a dire che lo spettacolo o la spettacolarizzazione della moda non mi colpisca, a dire che se mi porti in passerella effetti speciali non mi fa nè caldo e nè freddo.

Ma così si gioca facile.

Portate in passerella invece una musica minimal e romantica e dei capi che sfilano. Pochi colori, mix di tessuti leggeri e cangianti, modelle impeccabili e accessori perfetti.

Ecco che avrete la sfilata perfetta: quella di Giorgio Armani è stata esattamente così.

Bello tutto alla Milano Fashion Week, per carità: belle le ispirazioni di Gucci, i colori di Prada, i corsetti di Alberta Ferretti, le varie sorelle Hadid, Naomi Campbell, Fergie che canta da Plein. Belli gli abiti irriverenti di Jeremy Scott, le stampe di Etro, tutto.

Ma ragazzi, la classe di Armani e dei suoi abiti non ha rivali.

A lui non serve strafare, non serve creare ambientazioni alla Karl Lagerfeld (che pure adoro), non serve mandare in passerella abiti che sembrano fare a cazzotti tra loro, colori improbabili, cose che fanno storcere il naso ai puristi della moda.

Avete mai storto il naso di fronte ad una collezione Armani?

Ecco.

I capi che ha mandato in passerella per la prossima estate sono la raffinatezza in persona. Abiti che chiunque di noi metterebbe in qualunque situazione, e sarebbe sempre perfetta.

E non ce n’è: l’uomo Armani è l’uomo Armani. Punto.

Vi lascio con le sue magnifiche creazioni, con i suoi abiti bustier dal sapore esotico cosparsi di cristalli, con i bermuda maschili da indossare con giacche allungate ma che di maschile non hanno nulla se non l’allure irresistibile che hanno tutti quei capi che sono perfetti sempre, con i suoi pantaloni fluidi e sognanti, le sue micro giacche in pelle intrecciata, i tailleur con ricami di strass e i gli abiti fluidi tempestati di mini paillettes.

La Milano Fashion Week non è ancora finita, si aspettano tanti altri stilisti e io non vedo l’ora di vedere le altre sfilate.

Ma la classe resta di casa sulla passerella di Re Giorgio.

Armani SS17 – Backstage

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E dato che la magia non si può raccontare…godetevi la sua sfilata 😉


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