Attenzione: questo articolo contiene verità scomode. Astenersi uomini privi di sense of humor! 😉

Le ultime sfilate di moda maschile, tra cui Pitti Immagine e la Paris Fashion Week, mi hanno portata nuovamente a riflettere sulla questione uomo vs moda. Perché aivoglia che gli stilisti propongono capi e outfit da capogiro…Gli uomini sono una categoria difficile da trattare, o meglio, a mio modesto parere (ma sì, giochiamoci un pò su) in fatto di moda gli uomini si dividono grosso modo in due categorie principali, ben distinte tra loro e facilmente riconoscibili. Ci sono i Fashion Addicted e i Moda? No grazie, io mi vesto normale!.

L’uomo Saint Laurent all’ultima Paris Fashion Week

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Avevo già affrontato la questione parecchio tempo fa, ma ripropongo per chi se lo fosse perso!

Analizziamo dunque più da vicino le due categorie.

Il Fashion Addicted, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, non è colui che sa distinguere una paio di mutande CK da un paio di D&G. Nossignore. Quello casomai è un Fashion Addicted tarocco che ha sentito qualche ragazza parlare di moda e ha scopiazzato alla grande, spacciandosi per esperto.

mutande

Il Fashion Addicted doc è colui che sa vestirsi in base all’occasione, rimanendo sempre perfettamente in tema, che si tratti di abbigliamento casual, elegante o sportivo. Sa cogliere la differenza tra un maglioncino di cachemire e uno di lana mohair, sa che i calzini corti (specie se bianchi) sono un crimine contro l’umanità e sa abbinare i colori senza il rischio di sembrare un patchwork vivente. Il vero Fashion Addicted è colui che vi fa i complimenti per la vostra nuova Neverfull LV, sa consigliarvi se scegliere un abito grigio antracite o blu cobalto per il matrimonio di vostra cugina e sa indossare ciabattine chic, sciarpine fashion, borsalini trendy e camicie couture con la nonchalance di Lapo Elkann. Insomma, in fatto di moda ne sa quasi quanto noi donne, se non di più.

Uomini fashion: Elkann, Beckham e Depp

lapo elkann style

beckham

deep-visore

Controidicazioni? Bè, nel caso in cui il Fashion Addicted fosse nella fattispecie il vostro fidanzato, vi consiglio di far sparire dal vostro armadio il pigiama con gli orsacchiotti, le babbucce di lana e quegli orribili leggings color melanzana, se non volete tornare single.

Queste rimettetele nell’armadio in attesa di tempi migliori.

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Ma passiamo alla seconda categoria, ovvero l’uomo del Moda? No, grazie. Io mi vesto normale!: ecco, a questa categoria appartiene sicuramente la frangia più cospicua dei cosìddetti irriducibili del “mi vesto come capita”. Questa categoria è caratterizzata dalla totale negazione/noncuranza/indifferenza nei confronti della moda che gli appare come una “losca faccenda da donne”. Per intenderci, comprende tutti quegli uomini orgogliosi sostenitori della teoria della foglia di fico: Ovvero “A che servono gli abiti? Se mi metteste una foglia di fico e mi mandaste su un’isola tropicale sarei felice lo stesso!”.

Uomini che la moda non hanno ancora ben capito cosa sia….(Jared Leto è uno dei più recidivi! Ma anche Pirlo però!!!!)

vip vestiti male

adam sandler e alan cumming

orrori vip

Come stanare l’uomo del Moda?No, grazie? La questione sembrerebbe ovvia – basterebbe guardando come si veste – ma gli uomini di questa categoria in realtà, afflitta nei secoli da stuoli di compagne, mamme, zie e amiche che tentavano di restituirgli una minimo di decenza logica nel vestirsi, hanno imparato la sottile arte del confondere le acque. Tradotto: non sanno vestirsi, ma chiedono consigli qua e là, scopiazzano dagli amici, spiano gli altri uomini mentre fanno acquisti nei negozi…Insomma se la cavano alla meno peggio, facendo credere di acquistare capi con un senso logico, magari dichiarando di divertirsi pure. Quindi non è scontata la loro riconoscibilità. Come smascherarli? Chiedetegli di accompagnarvi a fare shopping all’outlet ai prossimi saldi: se li vedete sbiancare e guardare la prima porta nelle vicinanze (sicuro segno di volontà di fuga), avete scoperto il tutto. Come curare l’uomo affetto dalla sindrome del “apro l’armadio, lo richiudo e mi metto i vestiti che erano già buttati sulla sedia”? Lasciate perdere, è una battaglia persa. Potete anche portarlo a rifarsi il look e il guardaroba da Gucci, Cavalli o Armani…Ma appena tornerà a casa e si chiuderà la porta alle spalle, finalmente solo e stremato dallo shopping, indosserà senz’altro la maglia di Snoopy o quella della propria squadra del cuore 🙂

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15 thoughts on “Men vs Fashion: addicted or not?

  1. Beh, la maglietta di Snoopy la indosserei anch’io! 😉
    A parte tutto: bella questa distinzione “moda/non moda” negli uomini. Non ricordo se te l’ho già scritto, ma vorrei introdurmi nel mondo della moda: quella femminile, però, che apprezzo molto… Hai consigli/suggerimenti da darmi? Grazie Claudia, buon pomeriggio! 😉

    1. Ciao Luca! 🙂 Guarda dipende dal tipo di settore in cui vuoi introdurti, se come stilista, blogger moda, giornalista, artigiano, ecc. In ogni caso hai un blog e quindi potresti iniziare proprio da qui, parlando di moda femminile, studiando e tenendoti sempre informato e nel frattempo cercando di capire (anche magari osservendo gli altri) in che modo puoi trovare il tuo posto! 😉 E’ sicuramente un ottimo inizio. Bacioni

      1. Ciao Claudia,
        grazie! Ad essere sincero, non avevo pensato ad un uso delle informazioni in alcuni settori (vedi Fashion Blogger). Questa versione tutto sommato saerbbe la più adatta; l’unica cosa è che dovrei studiare, ma non so da che parte rifarmi. 🙁 Te la sentiresti di educarmi alla moda, magari dandomi letture, testi da leggere, o che so io? Bacioni anche a te 🙂

        1. Mmm caro Luca, mi chiedi una cosa un pò difficile, ma non impossibile 😉 Guarda per quanto riguarda la moda vera e propria, ovvero come è nata o si è sviluppata nel tempo, quali sono gli stilisti che hanno fatto storia ecc, puoi trovare utili i libri di testo che si usano spesso all’Università (ti basta andare su google e cercare “Storia della moda, testi” o “Come è nata la moda” e cose così) e leggerteli con calma. Sennò sempre su internet dovresti trovare anche molto materiale su queste cose, ma secondo me per le basi i libri sono la scelta migliore. Per il discorso “fashion blogger” invece potresti informarti su qualche corso, oppure sbirciare sempre in rete, ci sono tantissimi siti che si occupano della questione, anche in maniera approfondita (basta cercare “come diventare fashion blogger ” e guarda la caterva di roba che ti esce fuori!) 😉 Spero di esserti stata di aiuto! Ah, per il resto, per tenerti aggiornato ti consiglio i siti classici, tipo Vogue.it è una miniera di informazioni utili, ma anche Pambianco News o Fashion United se ti interessa la moda dal punto di vista finanziario 🙂

          1. Ciao Claudia, grazie per le informazioni! Mi interesserebbero dei testi sulla moda; al limite potrei rimediarli in ebook: avresti qualche titolo da consigliarmi? Proprio qui, tempo fa, qualcuno ha pubblicato una breve guida su come si diventa fashion blogger: intanto potrebbe essere un inizio! 😉 Non ricordo, ma credo di essere iscritto alla newsletter di Grazia, credo. Oppuremi consiggli qualche altra rivista? Grazie ancora per le info, preziosissime! 🙂

          2. Per i testi intanto ti consiglio “Dalla nascita dell’Haute Couture ad Oggi” di Sofia Gnoli che è praticamente uno degli ultimi che ho letto. Poi magari ti passo qualche altro titolo! 😉 Per le riviste direi Vogue, Glamour, Grazia,VanityFair, Gioia, TuStyle, ce ne sono un mucchio!!!! 🙂
            In bocca al lupo! :*

          3. Grazie Claudia! Provo a cercarlo in ebook… O sennò lo ordino. Buona serata! 😉 E…. se hai altri suggerimenti, dì pure! 😉

          4. Ciao, ho trovato il libro. Non esiste in ebook… Vabbè; prima o poi dovrò acquistarlo! 😉 Intanto, giusto per iniziare, hai altri consigli da darmi? Piuttosto, sai mi rendo conto che non conosco la terminologia…

    1. Allora sei una ragazza fortunata 🙂 Cmq ovviamente ho voluto scherzare nel post…tra i due estremi, come sempre, ci sono mille sfumature. Un bacio e buon weekend :*

  2. Non ci crederai, ma io, fino all’ultimo giorno dell’ultimo anno di liceo, mi sono vestito SEMPRE E SOLO in tuta da ginnastica blu. Ovviamente non sempre la stessa: ne avevo 3 identiche e le alternavo. I miei compagni di classe mi dicevano che ero come un personaggio dei fumetti, che indossa sempre lo stesso costume.
    All’università ho cambiato. D’inverno portavo maglietta + polo bianca + un maglione sempre diverso, oltre ovviamente ai pantaloni spessi. In primavera – estate semplice T – shirt (talvolta con disegni, ma più spesso bianca) e pantaloni fini.
    Negli ultimi anni ho cominciato a portare in alcune occasioni il rosso (maglione bordeaux d’inverno e T – shirt rosso fuoco d’Estate) perché mi hanno detto che ci sto bene, ma il bianco resta il colore prevalente nei miei vestiti: mi dà un senso di pulizia, di purezza, non riuscirei mai a farne a meno.
    La tuta da ginnastica non l’ho abbandonata completamente. Non ho più messo le 3 storiche tute del liceo, ma ne ho comprata una grigia e ogni tanto la metto. Purtroppo però è troppo sottile per l’inverno e troppo pesante per l’estate, quindi posso indossarla soltanto verso Aprile e verso Ottobre, quando non fa nè troppo caldo nè troppo freddo. : )

    1. ahah vedi che anche tu hai trovato la tua dimensione fashion? Non è raro che ci si affezioni a dei capi di abbigliamento che poi si fa fatica ad abbandonare…e questo vale sia per gli uomini che per le donne, anche se forse voi uomini (tolgo il forse) siete più “abitudinari” in questo, mentre magari noi donne siamo più per il cambiamento in fatto di abiti. E forse è meglio così, sennò sai che casino?!…;) Grazie per aver condiviso la tua esperienza! :* Un abbraccio

      1. Hai colto nel segno, sono molto abitudinario. Per dirti di quanto sono radicale in questa mia posizione, ti dirò che per me già spostare un libro da uno scaffale a un altro é un cambiamento che mi indispone: sono anni che sta lì, io so che quando lo cerco lo troverò in quello scaffale, se lo cambio di posto é il caos.
        Ecco, io il cambiamento lo vedo così, come un caos, un ciclone che spezza gli equilibri da me faticosamente costruiti. Grazie a te per la risposta! : )

        1. Su quello ti do ragione, nel senso che io sono iper ordinata e anche a me se mi sposti un libro o un portapenne vado in paranoia 😀 Però devo ammettere che a volte nella vita è bello anche spezzarli questi equilibri…almeno ogni tanto, giusto per non perdere il gusto del cambiamento, seppur piccolo…Grazie a te 🙂

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