Simone Puliafito ci svela i punti di forza del web marketing e gli scenari futuri, anche per il fashion blogging

 

Senza dubbio quello del fashion è un ambito dal potenziale incredibile, ma come tantissimi settori in Italia, viaggia ancora in prima marcia anziché in quinta…

Questa frase mi ha colpito molto: a pronunciarla è stato Simone Puliafito, General Manager di Taeda Communication e marketer di professione, in risposta alla mia richiesta di un’intervista che, diversamente da quello che è il suo settore specifico, vertesse anche un po’ sul mio settore d’appartenenza, ovvero la moda.

Simone ha colto perfettamente nel segno quello che è il mio pensiero riguardo al mondo del fashion blogging: potrebbe viaggiare in quinta, ma non lo fa.

Perché? Come mai il web marketing resta una scelta di nicchia nel mondo dei blogger di moda?

Questo, e molto altro, lo abbiamo chiesto direttamente a Simone, veronese doc, classe 1985, appassionato di sport, laureato in Management delle imprese di servizi e in Marketing&Comunicazione e fondatore (con Linda Meneghini) di Taeda Communication.

Marketer e comunicatore di professione, Simone Puliafito è il primo special guest in ambito marketing di Blondywitch.com

Da questa bella chiacchierata sono venuti fuori diversi spunti di riflessione, utili a chi si è affacciato al mondo del web marketing o del fashion blogging da poco, ma anche a chi ci naviga già da un po’ e vuole capirne di più.

Dunque mettetevi comodi e buona lettura!


  • Ciao Simone e grazie mille per aver accettato questa intervista. Ti chiedo subito di raccontarci in cosa consiste esattamente il tuo lavoro.

Simone: Ciao Claudia, grazie di cuore a te e un saluto a tutti i lettori del blog. Detto in parole povere, fornisco supporto alle aziende intenzionate  ad ottenere risultati concreti dalle piattaforme che internet ci mette a disposizione. Il tutto grazie a figure professionali specializzate ognuna in un ambito specifico, che lavorano in piena sinergia per rendere efficaci le strategie applicate.

  • Hai fondato Taeda Communication concentrando i tuoi servizi sul marketing e la comunicazione digitale: quando e com’è nata l’idea di fondare la tua agenzia?

Simone: Avviare un’impresa era un sogno nel cassetto che covavo già dai tempi dell’università, ma detto sinceramente non avrei mai pensato che sarebbe accaduto così presto. Dopo 5 anni trascorsi nel ruolo di Responsabile Comunicazione presso una squadra di calcio, l’Hellas Verona, decisi di affrontare un’esperienza diversa, per trovare nuovi stimoli. Iniziai un percorso con ICU Medical, multinazionale americana, prima di capire ormai 3 anni fa che i tempi erano maturi per provare a diventare grandi. E credo di aver preso questa decisione nel momento giusto in rapporto all’evoluzione del mercato e alla mia crescita lavorativa.

  • Quali sono i tuoi clienti tipo e quali sono i servizi che ti richiedono maggiormente?

Simone: Nei primi anni di attività abbiamo sviluppato progetti con circa 50 imprese appartenenti a differenti settori, dall’abbigliamento tecnico sportivo al food, da emittenti radiofoniche a fornitori di energia.

Se dovessi tracciare un identikit, ti direi “aziende consapevoli”.

Perché non facciamo discriminazioni sul loro fatturato o sul numero di dipendenti, quanto sulla coscienza di dover compiere un salto di qualità nella relazione con clienti attuali o potenziali. Si tratta di un filtro importante:

non devo essere io a convincerti a tutti i costi ad acquistare i miei servizi, ma tu a capire di voler ottenere di più grazie alla partnership con professionisti qualificati.

Ci occupiamo in egual misura di sviluppo siti web e content marketing, ovvero definizione e produzione di contenuti interessanti per il loro target di riferimento, ma spesso capita di dover partire dalla base, con la revisione di un’identità aziendale che passa da obsoleta e talvolta poco accattivante a innovativa e coinvolgente.

Taeda Communication

  • Quali sono i trend, in ambito marketing e comunicazione, che secondo te decolleranno nei prossimi 2 anni e quali andranno invece lentamente a scomparire?

Simone: Credo sia difficile che un particolare trend possa scomparire totalmente da un anno all’altro.

Sembra strano, ma anche il marketing e la comunicazione sembrano vivere una sorta di moda: 2 anni fa i social sembravano la chiave di volta, l’anno scorso fu il turno della SEO.

La verità è che stiamo parlando di attività fra loro strettamente connesse, che vanno a comporre un puzzle davvero ampio per portare benefici ad aziende e professionisti. Come trend in fase di crescita si parla tantissimo di video, a ragione, ma credo che il futuro sia l’implementazione di intelligenza artificiale e bot, per fornire assistenza completa agli utenti 24 ore al giorno 365 giorni all’anno. Senza dimenticare la realtà aumentata, per far provare esperienze nuove alle persone.

  • Sul tuo sito simonepuliafito.com scrivi spesso contenuti sulle migliori strategie di web marketing e social media e su come risolvere tanti piccoli e grandi problemi in ambito digital: quanto sono importanti ancora i contenuti – e quindi il blogging – in un momento in cui si sta dando sempre maggiore rilevanza a video e live?

Simone: La produzione di contenuti interessanti e utili è fondamentale, non ci sono strade alternative per affermarsi come autorevoli e affidabili. Teniamo presente che alla base di ogni strategia di blogging c’è un’analisi delle tematiche stimolanti per le persone che vogliamo raggiungere. Se voglio tagliare traguardi, non ci sono strade alternative. I video a mio avviso calzano a pennello, perché ti permettono di veicolare quanto scritto sul blog in modo differente, mettendoci la faccia e addirittura “frazionando” un concetto in più parti. E se proprio non ti ritieni così fotogenico, puoi sempre provare i podcast.

Il live si è rivelato sempre più empatico anche grazie alla diffusione di social come Snapchat, delle storie su Instagram o delle dirette su Facebook.

Ma anche l’attualità è uno spunto per dare contenuti utili e permettere immedesimazione mediante l’analisi di case history recenti e facilmente comprensibili al pubblico.

  • In un tuo bellissimo articolo dal titolo “I 7 segreti dei blogger professionisti” hai scritto “Guai a pensare di promuovere in maniera troppo forzata i tuoi prodotti o servizi. Il post per dire quanto sia figo ciò che offri non coinvolge nessuno, mettiti il cuore in pace. Blog equivale ad interesse ed utilità”. Come si fa a trovare il giusto compromesso tra contenuti utili e interessanti e guadagno personale?

Simone: Se il guadagno diventa un’ossessione, sappi che non lo otterrai mai. Gli introiti sono una conseguenza di una serie di azioni svolte in modo corretto, anche perché oggi tutti noi abbiamo sviluppato una sorta di barriera naturale rispetto alla pubblicità tradizionale che cerca d’inculcarti il concetto di prezzo migliore o leader di settore. La diffusione di post, video o audio su larga scala, allo scopo di risolvere dubbi o dare certezze, consente agli utenti di sceglierci rispetto a un’infinità di competitor.

I 7 segreti dei blogger professionisti – da simonepuliafito.com

È una maratona e non una gara di velocità…

  • So che non è il tuo ambito specifico, ma da esperto di marketing ti chiedo: come mai nell’ambito del fashion blogging sono ancora poche le blogger che usano gli strumenti del web marketing in modo ottimale e anzi molte non ne sono neanche a conoscenza?

Simone: Come ogni mercato, anche quello del fashion deve affrontare un percorso di maturazione.

Ci sono i precursori, i visionari, e quelli poi costretti ad inseguire.

È una situazione comune a tanti altri contesti, perché in Italia andrebbe sviluppata innanzitutto una cultura digitale. Quelle poche blogger che ce l’hanno fatta (o meglio, ce la stanno facendo) vengono di frequente copiate da altre per puro spirito di emulazione: ma le strategie copia-incolla sono anche le prime a dar delusioni. Andrebbe dunque valutato il panorama web nella sua interezza, per abbinare alla sua conoscenza un’analisi dei miei punti forti e degli obiettivi che desidero raggiungere. I risultati li ottieni nel tempo, ma il segreto è allontanare la frenesia e cominciare misurando l’efficacia di ogni azione compiuta.

  • SEO, scrittura di contenuti, social media marketing, visual storytelling, stories su Instagram (e adesso anche su facebook): quali sono, a tuo parere, le strategie che possono fare davvero la differenza in un blog di moda?

Simone: Un elemento spesso trascurato, ovvero le PR. Se vogliamo parlare con linguaggio attuale, le Digital PR, che consentono il raggiungimento immediato del nostro target e comunicare con magazine, influencer e cliente finale. Digital PR che ormai abbracciano più aree fra quelle che hai menzionato, e sono dunque trasversali.

Indipendentemente dal mezzo, teniamo presente che nel web vince la comunicazione bidirezionale: un dialogo costante e sincero aumenta il valore percepito.

Sfruttando allo stesso tempo il potere delle immagini, elaborate e comprese dalla nostra mente con maggior velocità rispetto al testo. Piattaforme come Instagram, Pinterest e Facebook consentono di narrare la quotidianità ma anche fornire un taglio esclusivo ai contenuti che diffondo, destando interesse nel tempo.

Alcuni dei servizi di Taeda Communication

  • Si parla spesso di influencer, sia nell’ambito del marketing in genere che in quello della moda: cosa ne pensi di questo fenomeno? La figura dell’influencer è davvero utile oggi alle aziende o è un fenomeno destinato a sgonfiarsi?

Simone: Sembra un fenomeno ancora agli albori, ma che concettualmente viviamo anche nel nostro piccolo. Prima di scegliere un ristorante o un negozio ci rivolgiamo a persone che riteniamo affidabili in materia, nemmeno fossero dei testimonial. Questo intento, traslato al marketing e alla moda, non nasce oggi ma si è evoluto col digitale. Acquisirà sempre maggior importanza, a patto di ragionare in maniera compatibile con le dimensioni del brand in questione. Affinché possa garantire opportunità concrete bisogna cominciare dalla mappatura delle figure da coinvolgere, dalla definizione di azioni da svolgere e il monitoraggio delle performance. Ancora una svolta, senza pensare di sbarcare il lunario in un batter d’occhio.

  • Qual è il futuro del fashion blogging in Italia secondo te? Continueranno a nascere e morire blog come funghi, o ci sarà una trasformazione e un allineamento maggiore con il mondo del web marketing?

Simone: Dato il contesto in cui viviamo, ovvero quello italiano in cui la moda ha una rilevanza netta, auspico un futuro sempre più florido per il fashion blogging. Il tasso di mortalità di un blog va considerato come un elemento comune ad altri business, che non deve spaventare: può esser causato da mancanza di programmazione, obiettivi poco chiari, incongruenza tra risorse e aspettative. Ogni caso fa storia a sé.

Nel medio periodo vedo un allineamento tra gli strumenti digitali e il mondo del fashion,

per il potenziale a disposizione nel settore e il numero di professionisti coinvolti, che possono ottimizzare in corso d’opera le strategie più attuate e renderle più performanti e funzionali agli obiettivi.


Io ringrazio di cuore Simone Puliafito per aver portato con la sua gentilezza e professionalità un valore aggiunto a questa conversazione e vi invito a seguirlo sui suoi canali social facebook e twitter per rimanere sempre aggiornati su news di settore e spunti utili.


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