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Lady Gaga: da little monster a icona fashion?


Ve lo dico subito: non è il mio genere. Io sono una rockettara pura (anzi, più che altro amo il grunge di Nirvana e Alice in Chains) e la musica pop mi diverte, ma non mi prende. Ergo la seguo poco.

Ma se oggi sono qui a parlarvi di lei, che del pop è una delle artefici e protagoniste, ovviamente un motivo c’è. Anzi più di uno.
Ma più che alla musica appartiene al mondo del costume, se così vogliamo dire. E vi spiego il perché.
Diciamo subito una cosa: Lady Gaga è la solita esagerata! Ieri sera ha tenuto al Forum di Assago il concerto dell’unica tappa italiana del suo artRAve – The ARTPOP Ball Tour, partito in Florida lo scorso maggio. E come al solito Miss Germanotta ha fatto show: dalla pioggia continua di coriandoli che manco a Venezia durante la settimana del Carnevale, alla scenografia che riproduceva un mondo a metà tra una realtà sommersa e un isolotto della Grecia, pieno zeppo di botole e altre amenità dalle quali è uscito di tutto, compresi troni, lettighe e fiori alieni. Per non parlare dei costumi indossati, degni di una circense. Dal costume alato con palla di Jeff Koons nel petto con cui ha aperto la tappa, alla versione Venere di Botticelli per celebrare il potere femminile, dal costume iperglitterato con spalline anni ’80 come ai tempi di Poker Face e Telephone, ai tentacoli a pois con cui ha cantato Paparazzi, fino alle sue adorate tutine in pelle e latex. Non s’è fatta mancare niente.

Alcune immagini del concerto. Credits: Milano Today

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L’albero di borse inviatole in dono da Donatella e Allegra Versace (chi non vorrebbe avere un albero così?!?!)

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Ma si sa, Gaga è fatta così.
Se però oggi sono qui a dedicarle un post sul blog è perché, nonostante l’eccentricità del personaggio, i suoi look bizzarri, le uscite al limite della decenza (il topless durante il concerto a Vienna è solo l’ultimo di una lunga serie) e la follia che sicuramente risiede nella mente di quest’artista…bisogna riconoscerle qualche merito.
Il primo indubbiamente è il suo impegno a favore degli omosessuali e delle loro battaglie. Lei, da brava icona gay, li ha sempre difesi e supportati e questo le fa onore. Durante il concerto di ieri sera ha anche letto la lettera di un suo fan in cui il ragazzo raccontava di aver passato brutti momenti nella vita perché non accettava il suo essere gay, trovando poi la forza di andare avanti grazie alla sua musica. Gaga lo ha invitato sul palco, poi si è rivolta alla comunità italiana dicendo testuali parole: “Se siete gay e vivete in Italia tenete la testa alta e siatene orgogliosi. Non nascondetevi, siamo nel 2014!” regalandogli subito dopo una Born This Way in versione acustica.
Chapeau Miss Gaga. Anche se certe cose ormai dovrebbero essere scontate in un Paese come il nostro che si vanta di essere moderno e che invece per tante cose è un Paese del Terzo Mondo.
Secondo merito che va riconosciuto a questa artista – la chiamo artista e non cantante perché in quello che fa Lady Gaga mette in gioco tante sfaccettature che esulano dalla pura capacità vocale – è il suo essere eclettica. Prima di lei solo Madonna probabilmente ha saputo unire doti canore e capacità di cambiare pelle di continuo in questo modo. Anche se Gaga forse ha estremizzato il tutto, ma fa parte del personaggio che ha costruito e che probabilmente ormai è talmente radicato nel suo essere da non permettere più una netta distinzione tra i due.

Gaga e alcuni dei suoi look

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Proprio ieri sera leggevo, a tal proposito, una discussione tra un ragazzo e una ragazza su Instagram, circa una foto del concerto di Lady Gaga. La ragazza, probabilmente fan sfegatata, sosteneva che – per la sua capacità trasformista e di essere portatrice di nuove mode – la cantante dovesse essere inserita nello studio della storia della moda. Il ragazzo che le rispondeva le faceva notare che, a questo punto, già Cher prima di lei avrebbe dovuto essere studiata in qualità di icona, sostenendo che sono gli stilisti che realizzano le creazioni che Gaga indossa a dover essere oggetto di studio, non la cantante.
Questa discussione, apparentemente banale, in realtà contiene un interrogativo non da poco.

Pensateci. Se la storia della moda e del costume contiene le radici di quelle che sono le tendenze che hanno caratterizzato le varie epoche, è giusto forse che i protagonisti che hanno contribuito a diffonderle (non i creatori delle mode eh, attenzione, ma chi le ha indossate e veicolate) rientrino a pieno titolo in quello studio? In fondo non è un pò quello che è accaduto con i Sex Pistols nel caso del Punk? O con i Nirvana e i Pearl Jam con la moda grunge? O con Kate Moss e il minimalismo anni ’90? Eppure questi personaggi non vengono citati nei libri di storia della moda, come invece accade con la Westwood per il punk o Prada per il minimalismo, in quanto autori delle suddette mode.
E io mi chiedo: chi dei due aveva ragione su questo punto? Il ragazzo o la ragazza? In fondo a Lady Gaga tutto le si può dire tranne che non abbia contribuito a creare look decisamente nuovi e fuori dal comune e a diffondere mode.
Allora nel dubbio giro l’interrogativo a voi, sicura che, come sempre, avrete un’opinione ben precisa a riguardo 🙂

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  • vestitini

    Anche io sono più per un altro genere musicale (cantautorato indipendente, rock…), ma Lady Gaga la stimo, trovo che sia brava e che abbia davvero un approccio artistico al Pop. Poi ultimamente trovo che in Italia si faccia una critica al pop un po’ a prescindere, come fosse musica di serie B, mentre in posti che musicalmente parlando ci prendono a bastonate (tipo l’inghilterra) è valorizzato e diventa spunto per influenzare anche generi più impegnati…

    novembre 5, 2014 at 4:16 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Mai come nella musica credo che valga il detto de gustibus. Ognuno ha le sue preferenze e non ci trovo nulla di male, screditare un genere piuttosto che un altro lo trovo inutile, anche perchè la musica è fatta sempre da 7 note, solo distribuite in modo diverso 😉 Quindi preferisco sempre dire “non è il mio genere” anzichè sparare a zero e ti assicuro che di musica ne ho sentita di tutti i tipi 🙂 Poi riguardo Lady Gaga la penso come te, in quel che fa è un’artista.

      novembre 5, 2014 at 5:16 pm Rispondi
      • vestitini

        concordo al 100%, certo poi la musica spazzatura esiste, ma anche per me vale il principio che non è il mio genere non equivalga a “che vergogna”… 🙂

        novembre 5, 2014 at 7:43 pm Rispondi
  • NonnaSo

    magnifico questo post, chapeau a te, che sei in grado di non fare i soliti scontatismi ma metterti a parlare SERIAMENTE di moda, icone e storia (si, partendo da Lady Gaga, perchè no?) brava!!

    novembre 5, 2014 at 4:36 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Grazie mille, detto da te poi con cui condivido tanti punti di vista, è davvero un gran complimento 🙂 Grazie grazie. Ps. a proposito, secondo te bisognerebbe riscriveri i testi di moda? 😉

      novembre 5, 2014 at 5:14 pm Rispondi
      • NonnaSo

        Mah dipende dall’ottica in cui sono scritti in primo luogo e dal punto si vista che gli so vuol dare. Certo parlare di Lady Gaga e cher e’ avanguardia, non sono strettamente “stilisti” pero secondo me si, dovrebbero essere inseriti. Magari come tendenze o “la moda fatta a persona” ecco. Ma sai io frefo fhe anche lo street style abbia la sua da dire: uno stilista crea icone, ma poi la moda in se va un po prr la sua strada: perche poi non seguirla? E basta con questi snobismi 😉

        novembre 5, 2014 at 5:48 pm Rispondi
        • BlondyWitch

          Assolutamente. É una questione un po controversa in effetti. Forse, come dici tu, le si potrebbe mettere in categorie a parte. Un po come accade con le famose “influencer” ma in questo caso con caratteristiche più consistenti.

          novembre 5, 2014 at 7:56 pm Rispondi
          • NonnaSo

            Non so io ormai sono dell’opinione che siano piu da “storia della moda” certi stilisti emergenti che dimistrano creativita e voglia di innovare, piuttosto che le solite case di moda che fanno una collezione dietro l’altra sempre uguale, anno dopo anno.. Ma certo non li vedremo nei libri. Non finche non diventano “qualcuno”. E’ proprio tutto il sistema che non va, che incensa e loda chi “fa i numeri”, na non chi HA i numeri.. Ma poi ripeto dipende sempre da punti di vista e da cosa intende ciascuno di noi per “moda”. Baci amica mia!

            novembre 5, 2014 at 8:01 pm
  • BlondyWitch

    Sei la solita saggia amica mia. Sicuramente prima o poi dovranno aggiornare i testi perché sarebbe riduttivo lasciar fuori tanti talenti contemporanei. Un bacione a te :*

    novembre 5, 2014 at 8:07 pm Rispondi
  • missiiie

    a me la musica pop piace ma non ho mai seguito particolarmente gaga,però devo dire che di lei apprezzo il coraggio di essere se stessa senza farsi problemi su cosa pensa la gente ma non credo che la farei entrare in un libro sulla storia della moda..

    baciii :*

    novembre 5, 2014 at 8:58 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Grazie per la tua opinione sincera e saggia come sempre :*

      novembre 5, 2014 at 9:06 pm Rispondi
  • mariaclaudiam

    Interessante post 😉

    novembre 5, 2014 at 9:00 pm Rispondi
  • wwayne

    La domanda che poni alla fine del post è molto interessante. Per darti la mia opinione devo partire da un esempio.
    Poniamo che tu scriva un articolo. Rifletti per giorni su ogni singola parola da utilizzare, scandagli per ore Google Immagini alla ricerca delle foto più carine, lo rileggi più e più volte e alla fine, dopo tutte queste lunghe e faticose operazioni, lo pubblichi.
    Poi arriva un blogger qualsiasi e reblogga il tuo articolo. Così il post che TU hai scritto, che è farina del TUO sacco ed è frutto della TUA fatica, campeggia sul SUO blog.
    Certo, sotto al titolo ci sarà scritto qualcosa del tipo “Originariamente pubblicato su BlondyWitch”, e quindi lui avrà contribuito a diffondere le tue idee e a farti pubblicità, ma il fatto di aver rebloggato un tuo articolo di certo non lo rende un fashion blogger.
    Vale lo stesso per il caso che hai descritto. Gli abiti indossati dai vip sono stati creati dagli stilisti, e quindi soltanto questi ultimi hanno il diritto di venire citati nei libri di storia della moda: il fatto che delle celebrità abbiano fatto pubblicità a quegli stilisti non dà il diritto a quei vip di entrare in quei libri, perché hanno semplicemente indossato un abito creato da altri. Esattamente come il blogger che ti ha rebloggato ha “indossato” un post creato da te.

    novembre 6, 2014 at 12:26 am Rispondi
    • BlondyWitch

      Come sempre amico sei riuscito a spiegare in maniera ottima, semplice ed efficace il concetto. Apprezzo enormemente la tua opinione e mi trovo d’accordissimo con te su tante cose. Nel caso del blogging quel che dice è assolutamente vero, nel caso della moda non sempre viene indossata la creazione di uno stilista in toto, anzi, forse la bravura sta proprio nel mixare pezzi differenti come stile e origine…E’ a quel punto che magari ci si discosta dallo stilista in sè per sè e si crea uno stile unico ed originale. Quindi un pò di differenza c’è, ma sono d’accordo con te: è il creatore a meritare “una storia” non chi lo indossa. Se non che però secondo me prima o poi….mah mah, vedremo 😉

      novembre 6, 2014 at 1:41 pm Rispondi
  • thefashionistile

    ragazze non mi dite niente ma io la adoro!!!! troppo eccentrica!!!! 🙂

    novembre 6, 2014 at 1:10 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Tranquillo, non c’è mica nulla di male 😀 :*

      novembre 6, 2014 at 1:36 pm Rispondi
  • lillyslifestyle

    Per me ovviamente è una performer e ammiro il suo (in realtà non è lei che sceglie) gusto nello scegliere i capi dei nuovi stilisti emergenti e adattarli al suo corpo. Chapeau all’artista…. sulla cantante o la musica, calo un velo (non griffato) pietoso 😉

    novembre 6, 2014 at 3:00 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Ahahah messaggio ricevuto 🙂 Acuta come sempre ♡

      novembre 6, 2014 at 7:46 pm Rispondi
  • emma york

    Il post mi é piaciuto molto e trovo che il tuo interrogativo sia interessante ma, non so proprio come rispondere, non ne sono all’altezza.
    Posso pero’ dirti che Lady Gaga secondo me é brutta come la morte e non mi fanno impazzire le zozzerie che si mette addosso. Altro discorso per la sua musica, che mi piace parecchio anche perchè il pop é il genere che ascolto regolarmente.
    Il fatto che si sia costruita questo tipo di immagine mi va benissimo perchè se non trovi un modo per farti notare oggi non ti si schioppa nessuno, ma non la vedo proprio come icona di niente. Mo’ una canta con i polipi addosso e c’ ha pure qualche merito?!
    Grandi bacioni streghetta

    novembre 6, 2014 at 4:54 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      ahahhahahhaah mi fai morire giuro!!! Bè hai ragione, che poi voglio dire, se vuoi cantare con i polipi addosso, almeno aggiungici due patate di contorno no?!?!!? 😀 😀 😀 Baci a te mia bella amica <3

      novembre 10, 2014 at 4:12 pm Rispondi
  • Bea

    Post bellissimo!
    Lady Gaga è veramente originale e fantasiosa!
    Buon we Claudia ^_^

    novembre 7, 2014 at 6:39 pm Rispondi

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