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La prima volta di Galliano da Margiela: un successo annunciato


Lo aspettavamo tutti, io per prima.
Curiosa di vedere come il genio fosse capace di risorgere dalle sue stesse ceneri, come una fenice. Desiderosa di vedere se quell’estro creativo che lo aveva portato su uno dei gradini più alti dell’olimpo della moda, quello di Dior, fosse rimasto intatto nonostante le vicessitudini passate (ne avevamo parlato QUI). Ma soprattutto ansiosa di scoprire se davvero quel designer sfrontato, irriverente e visionario che era stato, fosse capace di reinventarsi in una maison diversa, profondamente diversa, da quella con cui aveva avuto a che fare.

Ma Galliano è tornato e stavolta sul serio.

La giornata fatidica è stata ieri, quando con una scelta in parte sorprendente da parte del brand, la collezione d’esordio del buon John ha visto la luce sulla passerella di chiusura della London Collections: Men. Una scelta insolita, sicuramente strategica, quella di Renzo Rosso, patron della Maison.
Una scelta anche di rottura, se vogliamo: far sfilare Galliano a Londra e non a Parigi. Farlo sfilare per la prima volta in una manifestazione così diversa dal suo ambiente consueto, al termine di una manifestazione tutta al maschile, lontano dal glam iper chic della settimana della moda parigina. Ma perché?
Scelta strategica, scelta scaramantica, scelta funzionale al tipo di collezione?

Le domande sono tante, le risposte meno. Quel che si sa è che la scelta di presentare la collezione a Londra anziché a Parigi è costata la cancellazione del defilè di Galliano dalle sfilate parigine, ma questo non ha fermato affatto la scelta della Maison.
Su una cosa siamo sicuri però: John ha dato il meglio di sé, o almeno il massimo di quel che poteva fare.
Bianco prima, nero e rosso poi, in un intreccio di abiti sinuosi ed eleganti, corti e sfrontati, fluttuanti come farfalle, poi rigidi e austeri, poi di nuovo eccentrici e strabilianti.
Un carosello di modelli uno diverso dall’altro, ma tutti accomunati da uno stile inconfondibile. Il suo.
Certo, non ci sono eccentricità eccessive, non c’è la sfrontatezza irriverente e il glam sublime degli abiti che John creava per Dior…Ma in quei tailleur, in quei long dress, in quel mix di minimal e barocco che lascia sempre senza fiato, c’è lui, indubbiamente.
Così come c’è lui nella scelta di voler far passare ogni modella due volte sulla passerella: prima con indosso l’abito finito e poi con il prototipo che ha portato alla versione finale, con tanto di spilli appuntati sul fronte.

Quasi un messaggio in codice, un “Guardate, sono tornato, guardate quanto lavoro c’è dietro”.

John Galliano for Margiela

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«Lo show è stato fantastico», ha commentato la Wintour a fine sfilata.
«Avete presente quando si avvertono i brividi lungo le gambe? Ecco, io ho avuto i brividi», le ha fatto eco la Moss.

Finalmente Margiela, la Maison senza volto, ora un volto ce l’ha eccome, e anche una firma incredibile: quella di John Galliano.

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