La mia AltaRoma si è conclusa da un paio di giorni, trascorsi a cercare di raccogliere le idee, le emozioni, le sensazioni di quanto visto e vissuto. Un’AltaRoma che ha visto luci ed ombre, come in ogni edizione, e vissuta nelle torride temperature romane di questi giorni quando, andare ad una sfilata all’una del pomeriggio con 50° gradi circa, ha significato compiere un gesto eroico che solo l’amore per la moda può spingerti a fare. Un’AltaRoma iniziata in maniera un po’ inconsueta perché gli impegni lavorativi di quest’anno mi avevano fatto dimenticare di inviare la mia consueta (quanto inutile) richiesta di accredito. Per fortuna che AltaRoma mi vuole bene e mi pensa, tanto che, nonostante non abbia richiesto nulla, ha pensato di mandarmi una mail di rassicurazione in cui mi diceva che ovviamente non mi concedeva gli accrediti. Dev’essere stato il potere della mente.

Ma fenomeni paranormali a parte, la mia AltaRoma è stata come sempre densa di emozioni perché, da quando ti ritrovi ad attendere l’inizio di una sfilata fino a quando non esce l’ultimo abito in passerella, è una sensazione unica e diversa ogni volta. Ci sono sfilate “classiche” con modelle che percorrono la passerella con passo svelto come se volassero, altre più “intime” che si svolgono dentro a stupende sale di hotel e palazzi antichi con le modelle che ti passano accanto con passo lento per farti ammirare gli abiti, oppure le presentazioni statiche all’interno di atelier e location d’eccezione. Ogni sfilata è un mondo a sé, che riflette molto dello spirito dello stilista e del suo modo di voler comunicare la sua moda. Per questo amo AltaRoma, perché ha un sapore antico e nuovo al tempo stesso e perchè alla quantità si sostituisce la qualità delle collezioni presentate, anche se certamente si potrebbe fare di più. Comunque già poter vedere delle sfilate in una location “vera” come il Palazzo delle Esposizioni e non in un orrendo capannone come accaduto a Gennaio, ha comunque contribuito a tenere alto l’umore collettivo, nonostante il caldo.

Il grande meccanismo di AltaRoma si è avviato venerdì mattina, con la presentazione della collezione di Anton Giulio Grande

Foto Courtesy Press Office

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e la collezione della Maison Curiel, impreziosita dai gioielli di Marina Corazziari

Ph. Carlo Tosti

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per poi proseguire nel pomeriggio con l’evento di Barbara Molinario e il suo “Beauty Tea Party” e la sera, con la collezione di Carlo Alberto Terranova

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e quella di Renato Balestra.

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E’ sabato però che i miei occhi finalmente hanno potuto vedere colui che attendevo con ansia: Rani Zakhem.

Uno scatto della sottoscritta, pre-sfilata

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Una collezione la sua che mi ha stupito meno rispetto a quella di Gennaio, ma mi ha incantato comunque per la bellezza di forme e colori. Una sfilata tutta dedicata ai mitici costumisti del cinema americano d’epoca come Gilbert Adrian, Jean Louis, Orry Kelly e alla splendida Marlene Dietrich. Un’interpretazione contemporanea dell’allure della moda dei primi del ‘900, sospesa tra Art Decò, Ertè e i ruggenti Anni Venti, quella di Rani. Oro, arancio, champagne, rosso fiammeggiante e argento i colori di punta, tra intarsi di cristalli e perle, ma anche paillettes, ricami di pizzo, chiffon drappeggiati, sete leggere e veli.

Foto Courtesy Press Office

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Dopo essermi riempita gli occhi di queste meraviglie sono passata a dare un’occhiata alla mostra A.I Creative Crime” della sezione AltaRoma Fashion Hub: la mostra raccontava le storie di 100 artisti, artigiani e designer che hanno partecipato alle 10 edizioni di Artisanal Intelligence, presentati per AltaRoma in un modo piuttosto inconsueto, come fossero criminali, schedati, interrogati sul loro stile e sulle loro ispirazioni. Tra gli oggetti esposti anche i cappelli di Ilariusss, gli abiti di Lieke Pansters, gli accessori di Michele Chiocciolini, la collezione di gioielli di Luigi Borbone e le scarpe di Giannico.

Alcuni scatti

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Nel pomeriggio mi sono poi spostata all’Hotel St.Regis per la mostra “Phoular” di Renato Cerisola, dove i suoi foulard spiccavano come splendide opere d’arte astratte, quadri di stoffa colorati che sembravano tridimensionali,

Foto Courtesy Press Office

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Durante la mostra

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per poi assistere alla presentazione della collezione “Egitto d’Inverno” di Vittorio Camaiani, lo stilista che ha reso la moda poetica con il suo viaggio interiore nell’affascinante mondo delle piramidi. Un viaggio-sogno surreale e affascinante trasformato in una collezione originale fatta di lane e chiffon, visioni geometriche e accessori a tema, collari di plexiglass e cappe importanti, il tutto in colori come blu royal, grigio, nero e turchese.

In attesa della sfilata

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Foto Courtesy Press Office

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Domenica, oltre ad Ettore Bilotta, autore di una splendida collezione, è stata la volta di Chiaradè. La collezione disegnata dallo stilista Pasquale Pironti è stata forse quella che più di tutti mi ha stupito in questa AltaRoma. Non mi aspettavo una tale bellezza sfilare in uno dei saloni del Palazzo Brancaccio illuminato a giorno, con le modelle altissime e diafane vestite di bianco, rosso, nero e color nude, immerse tra rose applicate, tulle e pizzi. Una collezione davvero stupenda che mi ha lasciata senza parole.

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Ph Carlo Tosti

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La sera poi ha visto protagonista Sabrina Persechino e la sua collezione in cui si intrecciavano moda e architettura, tutta ispirata alle strutture e ai colori della Cappella Palatina di Palermo. Una collezione sontuosa e dal sapore arcaico, ma moderna nei colori e nella forme, dove su tutto dominava il Muqarnas, la tipica decorazione arabeggiante. Sulla passerella del Palazzo delle Esposizioni hanno sfilato abiti blu, argentei, rossi e oro al suono di una musica ipnotica e imponente.

Foto Courtesy Press Office

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Lunedì AltaRoma ha visto il secondo evento organizzato da Barbara Molinario di FNM Events insieme a Chic Zone e organizzato in collaborazione con l’Accademia L’Oreal di Roma: nella sede dell’accademia in Piazza Mignanelli ha preso vita l’evento “Green Inspiration”, tutto dedicato al mondo green con abiti, accessori e finger food a tema. Tantissimi gli ospiti intervenuti, molti i vip, per un evento che conferma ancora una volta la felice intuizione di Barbara Molinario e colleghi di fare eventi in un modo nuovo, giovane ed accattivante.

Alcuni scatti dall’Accademia L’Oreal

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La sera, dopo la presentazione della collezione List nell’omonimo atelier di Via Frattina,

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la mia AltaRoma si è conclusa con un cocktail party davvero speciale: a Villa Laetizia si è svolta infatti la special exhibition di Sandro Ferrone, stilista di una gentilezza ed umanità disarmante che è stato protagonista della serata con i suoi meravigliosi abiti dal sapore Seventies ed ispirata al mondo degli hippies, delle feste e dell’indipendenza femminile. Abiti dai tagli minimal, linee morbide e sensuali, gonne a ruota rivisitate in chiave rock-chic, soprabiti decostruiti e tagliati a vivo, ecopellicce di altissima qualità. Il tutto ravvivato da palette di colori grafiche, black&white o stampate con triangoli e righe. E ancora jacquard, tartan, crochet in un mix assolutamente irresistibile.

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Con il maestro Sandro Ferrone

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Lì ho incontrato Rocio Munoz Morales, special guest della serata (le ho raccontato quanto avessi scritto di lei durante le cinque serate di Sanremo) e alcune care amiche.

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La mia AltaRoma si è conclusa lì da Ferrone, tra un cocktail Fendi (non fatevi ingannare dal nome, è fortissimo) e spiedini di anguria fresca.

Che dire, terminata AltaRoma inizio già a sentirne la mancanza e a sognare l’edizione di Gennaio, soprattutto perché ci sono cose e persone che mi sono mancate molto in questa edizione, prima tra tutti la bravissima Giada Curti: la sua assenza si è percepita nettamente e spero vivamente torni presto a farci sognare con i suoi abiti. Per il resto ho avuto ennesima conferma dell’estrema professionalità, gentilezza e disponibilità di organizzatori e uffici stampa adorabili che ringrazio di cuore per avermi concesso di assistere a sfilate ed eventi, come Antonio Falanga, Grazia Marino, Maddalena Torricelli, Samantha Catini, Barbara Molinario, Barbara Manto e tutti gli altri, anche se purtroppo non ho potuto presenziare a tutto.
Senza dimenticare la bravura e la simpatia di fotografi di lungo corso come Carlo Tosti, capace come pochi di cogliere lo spirito degli abiti immortalati dal proprio obiettivo.
La mia prossima AltaRoma sarà a Gennaio e concludo con un grazie a chi ha condiviso con me questa ennesima avventura modaiola, come Stefano, Daniele, Laura, Chiara e gli altri e, ovviamente, un pensiero va alla mia amica e collega Francesca Gori, sperando che torni prestissimo in pista perché le sfilate di AltaRoma (e tutti noi) l’aspettiamo a braccia aperte.


10 thoughts on “La mia AltaRoma – Luglio 2015 Edition: luci ed ombre della settimana della moda romana

  1. Ciao Claudia!!! Deve essere emozionante poter presenziare alle sfilate di AltaRoma, vedere dal vivo tutti quei stupendi abiti, conoscere stilisti, fotografi e personaggi dello spettacolo. Immagino che fantastica esperienza possa essere. Bellissime le tue foto, complimenti davvero….e poi hai anche conosciuto la Morales che io adoro!!! 🙂

    1. Ciao Romiii…eh sì dopo tanto scrivere di lei e degli abiti indossati a Sanremo ho avuto finalmente il piacere di conoscerla 🙂 Comunque AltaRoma è sempre una splendida esperienza, spero di poter sperimentare presto anche quella di Milano! Un abbraccio a te e grazie per i complimenti <3

    1. Amica grazie mille!!! Approfitto per chiederti anche come sta andando la tua estate, spero benissimo <3 Un bacione e ci "vediamo" presto sui blog.

  2. Ciao Claudia!!!!
    Meravigliaaaaaaaa! !!
    Sbaglio o questa edizione di Alta Roma è particolarmente interessante? Abiti ricercati, eleganti, semplicemente bellissimi!!!! Molto attuali.
    Concordo con te sull’assenza di Giada Curti, quel pizzico di “sogno” in più che tanto amiamo nell’alta moda…

    1. Ciao Zaira e grazie mille 🙂 E’ stata una bellissima edizione ricca di eventi interessanti anche se sono mancati all’appello alcuni stilisti che amo particolarmente. Gli abiti però sono stati tutti splendidi davvero 🙂 Un grande abbraccio :*

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