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AltaRoma. Solo il nome evoca nell’immaginario collettivo scenari moda lussuosi e affascinanti, location da sogno, abiti di haute couture che fanno brillare gli occhi e provocano brividi di emozione. Ed è così effettivamente.

Ma quello che non sapete (e che fino ad ora, in parte, non sapevo neanche io) è che non è tutto oro quello che luccica. E oggi vi dirò il perchè, ma andiamo con calma.

Circa un mese fa è stato confermato che AltaRoma, a dispetto delle più catastrofiche previsioni, si sarebbe tenuta dal 30 gennaio al 2 febbraio. Gioia immensa. Per chi fa il mio lavoro e vive a Roma, questa manifestazione è quanto di più bello si possa provare, perché ti permette di avvicinarti tantissimo al mondo che ami e di cui scrivi ogni giorno, ti consente di conoscere gli stilisti, visitare i backstage, conoscere tante persone che lavorano nella moda. Allora la prima cosa che ho fatto quando ho saputo che la manifestazione si sarebbe tenuta, secondo voi qual è stata? Esatto: ho chiesto gli accrediti ad AltaRoma.
E qui si è presentato il primo scoglio. AltaRoma, al momento della richiesta accrediti, chiede un po’ di informazioni, per chi scrivi, chi sei, chiede di inviargli i migliori articoli scritti di recente. E fin qui, qual è il problema? Il problema è che AltaRoma sembra non avere nessun criterio di selezione per quanto riguarda noi bloggers, concede (o non concede) gli accrediti e i pass in base a parametri oscuri di cui non è dato sapere i dettagli. Perché? Non si sa, perché AltaRoma in merito a questa cosa non risponde.

Ma io sono una “capa tosta”, lo sapete, e visto che in questo anno e qualcosa di blog ho avuto modo di conoscere delle persone meravigliose e assolutamente serie e professionali che lavorano nel settore, alla fine con molta gentilezza ho chiesto gli accrediti a chi potevo, mentre fortunatamente altri inviti sono arrivati di loro spontanea volontà al mio indirizzo email e con mia grande gioia.

Risultato?
AltaRoma non mi ha concesso gli accrediti (mi hanno inviato formale risposta la sera prima dell’inizio della manifestazione), ma io sono comunque andata a parecchie sfilate 😉

Comunque andiamo avanti e passiamo al racconto vero e proprio.

La manifestazione si è aperta venerdì 30, a mezzogiorno, con la magnifica sfilata di Giada Curti Haute Couture. Venti meravigliose creazioni hanno sfilato sulle note di Abat-jour in una gremitissima sala del St.Regis. Creazioni anni ’60 che hanno catapultato i presenti nelle magiche atmosfere della Dolce Vita e di “Ieri, oggi, domani”, il famoso film di Sophia Loren, icona di stile e bellezza, musa della collezione primavera/estate di Giada Curti. A interpretare Sophia in passerella una splendida Raffaella Modugno.

Giada Curti Haute Couture – Ph. Giacomo Prestigiacomo

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Terminata la sfilata sono corsa in backstage per salutare la stilista e gli organizzatori e fare qualche foto con gli abiti ed alcuni amici che erano già lì.

Con la stilista Giada Curti

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Con Barbara Molinario, press office

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Con Ursula Andress -un mito

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Il tempo di pranzare al volo e subito via all’Exedra dove, alle 16, inizia la sfilata #TRUSTINITALY della Santangelo Collezioni. Sfilata stupenda, organizzazione impeccabile, anche lì tanti amici e un buffet degno di questo nome. Una splendida collezione di haute couture ha sfilato in passerella, tra il frusciare di sete e morbidi movimenti di leggere charmeuse e delicati chiffon. E ancora pizzi e tessuti dipinti a mano, piumaggi e trasparenze regali in colori accesi e sofisticati. Grande tributo di applausi per lo stilista, accompagnato dalle due sognanti spose che hanno chiuso una sfilata di grandi suggestioni ed intense emozioni, seguita da un elegante cocktail alla luce del tramonto romano.

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Alcuni abiti della collezione. Ph. Mauro Rosatelli

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Uscita Finale - Ph. Mauro Rosatelli (6)

Uscita Finale - Ph. Mauro Rosatelli (11)

Uscita Finale - Ph. Mauro Rosatelli (1)

Con gli stilisti

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Con Erika Gottardi, press office

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Sabato, il mio secondo giorno di AltaRoma inizia alle 16 alla sfilata di Antonella Rossi, nello Spazio AltaRoma dell’Auditorium. Prima fila, sfilata molto bella tutta ispirata alla Divina Commedia, amici, backstage, foto di rito.

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Nel backstage – con la stilista Antonella Rossi

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Una domanda su tutte però inizia a farsi strada nella mia mente: perché una location del genere? Il giorno prima, tra lussuosi hotel, avevo goduto del meglio di AltaRoma e ritrovarsi ora in un capannone (sì esatto, proprio un capannone) con delle luci che non fanno risaltare né gli abiti, né le foto o i video che noi “addetti ai lavori” dovremmo fare, inizia a deludermi un po’. Ma non c’è tempo per le recriminazioni, la giornata passa veloce e alle 20 sono di nuovo in fila all’Auditorium per l’attesissima sfilata di Antonio Grimaldi.

E qui inizia il caos: un’ora di fila, piedi doloranti per le ore passate sui tacchi tra sfilate e attese, freddo incredibile, pioggia, calca di gente e i buttafuori che, rivolgendosi a noi in attesa, ci dicono “Ci dispiace, stampa e blogger entrano per ultimi, disposizioni dall’alto”. Ottimo. Mi rintano sotto uno di quei  “funghi riscaldanti” e, stanca morta, mi metto ad aspettare. Riesco ad entrare solo pochi minuti prima dell’inizio della sfilata e con me due giornaliste. Siamo tutte abbastanza innervosite dalla situazione, ma inizia la sfilata, splendida, e io mi dimentico tutto: stanchezza, attesa, freddo….Gli abiti sono meravigliosi, penso subito che l’attesa ne è valsa la pena. Un tripudio di abiti a sirena, tessuti leggeri e svolazzanti, colori delicati. Finita la sfilata corro in backstage per congratularmi con Antonio Grimaldi e poi scappo via. Mi attende l’evento Fashionology al Mad Zone.

In attesa sotto la pioggia

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Antonio Grimaldi, la sfilata

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Nel backstage con lo stilista

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Mi cambio velocemente e alla meno peggio, neanche il tempo di cenare e arrivo in via Palermo. Lì l’atmosfera è di tutt’altro genere, c’è una festa meravigliosa ispirata all’alchimia e ai tattoo, abiti stupendi, gente simpatica e un sacco di amici. Inizio a chiaccherare e a fare foto a destra e a manca. Qualcuno mi chiede di Grimaldi, racconto della sfilata, bevo un po’ di spumante (sì, a stomaco vuoto, aiuto!) e ben presto si fa mezzanotte.

Da Mad Zone

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Con la blogger Francesca Gori

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Con i ragazzi della Yama Tattoo

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La mia seconda giornata di AltaRoma si conclude così.

La domenica mattina mi sveglio presto, emozionata. Mi aspettano altre sfilate quel giorno. Alle 14 sono di nuovo all’Auditorium, in fila per la sfilata di Rani Zakhem, ma per fortuna l’organizzazione è impeccabile, lista stampa, entro subito senza problemi e mi godo la sfilata. La più bella sfilata vista durante questa AltaRoma, non me ne voglia nessuno. Rani riesce a portare in passerella degli abiti che sono delle poesie di stoffa preziose e colorate, ci incanta tutti e gli applausi numerosi e rumorosi lo confermano. Abiti ispirati agli umori del mare, all’Africa, ai bouganville, ai safari.

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Ma finita la sfilata entrare in backstage è impossibile. Blindatissimo. Un po’ delusa corro via allora, a Via Veneto tra 20 minuti inizia la sfilata di Nino Lettieri e non posso arrivare in ritardo. Il tempo di salutare delle amiche e scappo.

Con la mia amica Federica Bernardini di Stylebook.it (al centro)

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Ovviamente di pranzare neanche a parlarne, ma poco male. Arrivo al Westin Excelsior giusto in tempo, la fila è lunghissima, c’è il caos, ma per fortuna alla fine la situazione si risolve e ci sediamo. Inizia la sfilata. Sophisticated di Nino Lettieri conferma le attese: una sfilata chic e ricercata, dall’allure principesco, c’è un po’ di Jackie Kennedy e un po’ di Audrey Hepburn. Gli abiti mi conquistano. Tanto nero, raffinato bianco e verde smeraldo, trasparenze, jais applicati a pioggia, un incanto. Backstage, foto, faccio i miei sinceri complimenti a Nino, un po’ di saluti e me ne vado nella hall per aspettare che inizi la sfilata di Vittorio Camaiani.

La sfilata di Nino Lettieri – Ph. courtesy press office

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Un po’ di backstage – con lo stilista Nino Lettieri

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Con Antonio Falanga, organizzatore della sfilata e press office

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Con Maria Gapinel di City Murmur

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I tempi morti tra una sfilata e l’altra sono abbastanza pesanti se non abitate nelle vicinanze. A volte sono lunghissimi, altre volte invece le sfilate si accavallano e si sovrappongono, ma comunque armatevi di pazienza perché si aspetta sempre. E a volte anche tanto. E soprattutto non prendete mai un caffè al Westin. Costa uno sproposito!

La sfilata di Camaiani è affollatissima, ma in prima fila riesco a vedere bene gli abiti che adoro, sono proprio nel suo stile elegante e sbarazzino. Il suo ponte ideale tra le Marche e Venezia riesce benissimo, è raffinato e colorato, fatto di gondole e briccole, e mi incanta. Nel backstage riesco anche a fotografare gli splendidi copricapi e gli accessori, ma Vittorio sta finendo delle interviste e io purtroppo non ho tempo di aspettare perché tempo 15 minuti e inizierà la sfilata della Curiel. Dunque saluto in fretta e scappo via.

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Nel backstage

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Da Via Veneto di nuovo all’Auditorium. La cena? Neanche a parlarne, ma comincio a sentire la fame, quindi il tempo di dare due morsi al panino durante il tragitto in macchina e arrivo al solito capannone. Qui sembra non esserci la fila mostruosa della sera prima, nonostante quella della Curiel sia una della sfilate più attese. Entro subito, solita lista stampa, e mi posiziono in attesa dell’inizio della sfilata. Le posizioni migliori, lasciatevelo dire, sono in prima fila o altrimenti in standing. In qualunque altro posto vi metteranno che non sia in queste due posizioni, non vedrete un ciufolo. Perché le sedie non sono rialzate e la passerella neanche, perlomeno non nello spazio AltaRoma.
Finita la sfilata della Curiel, dominata da una sontuosità che mi lascia a bocca aperta, tutta ispirata all’Oriente e ai viaggi, immaginari e non, fatti in quel meraviglioso angolo di mondo, e impreziosita dai gioielli della straordinaria Marina Corazziari, corro in backstage per fare i complimenti alla stilista e fotografare gli abiti. Arrivano ovviamente tv e fotografi (in tutte le sfilate ce ne sono a bizzeffe e in backstage fanno le interviste live) e anche i primi vip.

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La sfilata di Curiel Couture – Ph. Carlo Tosti

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Backstage – con Marina Corazziari

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Sono le nove e mezza di sera e la mia AltaRoma è finita. Mi ricordo solo a quel punto di non aver mangiato nulla di decente dalla mattina del sabato…Allora, stanca, felice e soddisfatta, me ne vado a godermi la meritata cena.
Il Lunedì purtroppo devo lavorare e non riesco ad onorare gli inviti ricevuti, quindi la mia AltaRoma si conclude ufficialmente domenica sera.

Bottino di questa esperienza? Decisamente positivo. Ho conosciuto molte persone, ho visto abiti splendidi, ho fatto mille foto, ho vissuto tante emozioni, incontrato tanti amici, ho perso anche 2 kg! 🙂

Ma come vi ho anticipato all’inizio di questo lunghissimo articolo, non è tutto oro quello che luccica. AltaRoma vuol dire tanto stress, tempi strettissimi tra una sfilata e l’altra oppure ore vuote interminabili in attesa del defilè successivo; vuol dire ore passate sui tacchi (chi bella vuole apparire…ma la prossima volta chi se ne frega, ballerine tutta la vita!) e magari sotto la pioggia, al freddo, ad aspettare di entrare.

AltaRoma è file interminabili ai desk perché le liste non sono arrivate o ci sono, ma non trovano i nominativi, perchè sono cartacee. Sì, nell’era di Internet.

E ancora, non tutti i backstage sono accessibili (Rani lo dimostra), molti stilisti ti snobbano completamente (ovviamente non quelli incontrati in questi giorni, parlo di altri dai quali non sono andata). AltaRoma è un capannone dove le foto vengono uno schifo e la gente si ammassa senza troppo criterio, perché quello è lo spazio concesso dalla città di Roma alla sua manifestazione di moda più importante.

AltaRoma è vip, ma è anche gente senza un minimo di educazione che, sentendosi importante perché ha una pelliccia addosso e dei diamanti al collo, si sente in diritto di pestarti i piedi per passarti davanti ed entrare due minuti prima di te.

Ma AltaRoma è anche uffici stampa deliziosi, fotografi disponibilissimi e mille altre persone fantastiche, modelle comprese. E allora…La mia AltaRoma tutto sommato è stata una grande esperienza e se ve l’ho raccontata per filo e per segno è perché ho voluto mostrarvi tutti i lati, positivi e negativi, di questa manifestazione, visti attraverso i miei occhi e vissuti sulla mia pelle.

Alla prossima AltaRoma dunque. E vedremo stavolta cosa accadrà! 🙂

 

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25 thoughts on “La mia AltaRoma – esperienza di una fashion blogger (e quello che nessuno vi dirà)

  1. Wow che esperienza!!! Pero nonostante tutto sembra molto positiva anche se con qualche alto e basso da parte degli organizzatori. Io organizzo conferenze in emerging markets, se mai volessi organizzare qualche evento, conta su di me!!!

    1. Che bello, dev’essere un lavoro davvero interessante! Lo terrò presente, grazie mille 🙂 Sì, nonostante tutto è comunque una bellissima esperienza AltaRoma. In attesa ovviamente della Fashion Week di Milano dove spero di andare molto molto presto 🙂 Un abbraccio!

  2. Mi è piaciuta molto l’idea di strutturare questo post come una sorta di diario di bordo: invece di fare una sintesi complessiva di com’è andata AltaRoma, tu ci hai raccontato cosa ti è successo giorno per giorno, anzi addirittura ora per ora, e questo ci ha permesso di farci un’idea molto precisa dell’evento e di come l’hai vissuto.
    Se fossi stato nei tuoi panni, probabilmente il momento in cui mi sarei divertito di più sarebbe stato l’evento Fashionology al Mad Zone. C’erano le donne vestite eleganti con tanto di veletta o maschera da Carnevale veneziano, ma c’erano anche i ragazzi tatuati e rockettari: questi sono gli ambienti che piacciono a me, quelli in cui chiunque può sentirsi a proprio agio, e anche persone completamente diverse tra loro possono passare una bella serata insieme.
    Ti auguro di ritornarci l’anno prossimo, e di divertirti come e più di quest’anno. E magari per AltaRoma 2016 avrai anche gli accrediti! 🙂

    1. Grazie caro! 🙂 In effetti da Mad Zone ci si diverte davvero parecchio perchè è il tipico posto dove si respira arte e moda, ma in modo assolutamente informale! Io la penso proprio come te, anche io adoro i posti dove ognuno è libero di essere quello che è, di vestirsi come meglio crede…insomma di essere se stesso. Ma con il tempo sto cercando di imparare ad esserlo sempre e comunque, ovunque io sia 😉 Grazie per i tuoi auguri, come al solito i tuoi punti di vista sono sempre molto carini e intelligenti. Un abbraccio!

  3. …….”molti stilisti ti snobbano completamente (ovviamente non quelli incontrati in questi giorni, parlo di altri dai quali non sono andata)”….?? scusa ma qual è il senso di questa frase?

    Il post mi è piaciuto moltissimo per la ricchezza delle foto e per il resoconto dettagliato dell’esperienza.
    Non mi è affatto piaciuto invece il tuo tono. Siccome hai un blog da un anno, questo dovrebbe darti il diritto divino di avere gli accrediti, il posto in prima fila, e poi…?! Anche uno schiavo che ti sventaglia con un ventaglio di piume di struzzo no…? 😀

    Secondo me dovremmo prenderci tutti meno sul serio e scendere dal piedistallo.
    Suvvia… 🙂

    1. Assolutamente no Silvia! 🙂 Anzi, è proprio il contrario. Il mio era il tono di chi – ultima arrivata – si sente fortunata di conoscere delle persone splendide che ti permettono di fare esperienze come queste. Ed è anche un messaggio per tutte le blogger come me, che magari stanno iniziando ora o magari no, che si sentono rifiutare gli accrediti da AltaRoma…Il mio è un messaggio del tipo “non vi preoccupate di questo, che tanto alle sfilate prima o poi ci andate lo stesso se lo desiderate e lavorate sodo”. Credo sinceramente che dal mio resoconto emerga tutto meno che il racconto di una che sta sul piedistallo, altrimenti avrei detto tutt’altro 😉 Infine, la mia frase riguardo agli stilisti si riferisce al fatto che molti non rispondono minimamente alle email neanche per dire “Mi dispiace, non c’è posto” o cose del genere. Che oltretutto se ne occupano gli uffici stampa. E dato che siamo ad AltaRoma e non alla Paris Fashion Week e l’atmosfera è meno inarrivabile, almeno una risposta di cortesia ci starebbe bene non credi? Tutto qui. Poi come si dice…ognuno ha le sue opinioni e io rispetto quelle di tutti. Un bacio!

      1. Sono contenta di leggere le tue parole…
        Allora ritratto quello che ti ho scritto, ma ti dico di stare attenta, perché magari potresti risultare “spocchiosetta” soprattutto a chi come me ti legge per la prima volta!! Purtroppo non sempre lo scritto trasmette le nostre reali intenzioni.
        Tornerò a leggerti, un abbraccio!

        1. Hai perfettamente ragione, lo scritto purtroppo a volte non riesce ad esprimere in toto il nostro modo di essere, anche se io cerco davvero di fare del mio meglio. Ti ringrazio allora per essere arrivata a leggermi e spero tornerai spesso a farmi visita, sei sempre la benvenuta 🙂 E grazie anche per il tuo punto di vista sincero, non è da tutti. Un abbraccio a te!

    1. Grazie Bea! Le foto degli abiti, quelle belle belle, è merito dei fotografi citati, bravissimi e professionali e relativi press office 😉 Un abbraccio a te!

  4. Purtroppo in questi mondi di “pseudo” di elitte è così. Conviene chiedere inviti a conoscenti perché ovviamente loro vogliono che più persone possibili vedano e diffondano le impressioni. Le organizzazioni peccano sempre.
    Fai bene ad essere capa tosta, continua così.
    Baci
    http://www.lillyslifestyle.com

    1. Grazie mille Lilly! Come ogni cosa ci sono pro e contro, ma è normale. L’importante è non lasciarsi fermare dai contro e cercare di prendere il meglio dai pro 😉 Un abbraccio. PS. Capa tosta forever 😀

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