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Krizia: addio alla “crazy” signora della moda italiana


I giornali americani la chiamavano “Crazy Krizia”, per noi italiani è sempre stata l’emblema di una moda che amava sperimentare e innovare.

La sua storia affonda le radici in qui proficui anni ’50 del boom economico, quando Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, decide di abbandonare la sicura carriera da maestra per tentare di realizzare il suo sogno: entrare nel mondo della moda. Una donna che ha saputo prendere in mano la sua vita fin da subito votandosi a quello che voleva veramente fare e che ha saputo mettere al primo posto uno dei valori fondamentali della vita di ognuno: la libertà. Quella libertà di fare e disfare, di decidere che direzione prendere, di scegliere in totale autonomia. Quello che tutti dovrammo fare delle nostre vite.

Gli studi in Svizzera, il concorso per diventare maestra (che vince) spinta da una sua zia insegnante, poi la cattedra: è qui che Krizia decide di buttare tutto all’aria e partire. Va a Milano, apre un laboratorio di moda e, insieme all’amica Flora Dolci, inizia a creare. Vestiti, gonne, tutto di una semplicità che appartiene alle prime volte, alle cose appena nate e ancora un po’ timide nell’affacciarsi al mondo. Nel 1957 la prima esposizione con i suoi “abiti frutta” al Salone mercato internazionale dell’abbigliamento: Elsa Robiola, una delle giornaliste chiave di quegli anni la nota, così come la notano i buyers americani. E’ l’inizio: nel 1964 Krizia sbarca al Pitti di Firenze con una collezione tutta giocata sugli opposti in bianco e nero. Un successo. Prosegue così a ritmo spedito macinando collezioni e successi, compresi gli hot pants che lancia per la prima volta in un periodo in cui erano le gonne ad avere il monopolio delle bellezze femminili. Parte con la sperimentazione data dal coraggio di aver già osato e già vinto: iniziano gli accostamenti arditi, l’uso di materiali insoliti, arrivano la gomma, il sughero e l’anguilla, e le forme audaci le valgono il soprannome di “Crazy Krizia”, assegnatole dalla stampa americana.

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MILAN, ITALY - SEPTEMBER 24: Models walk down the catwalk during the Krizia fashion show as part of Milan Womenswear Fashion Week Spring/Summer 2010 on September 24, 2009 in Milan, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

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Crazy sì, ma quel tanto che basta ad essere l’unica donna che, insieme ai grandi della Moda Italiana come Ferrè, Armani, Valentino e Versace, viene nominata nell’86 “Commendatore della Repubblica Italiana”.
Premi, onoreficenze, la capacità come poche di innovare, sperimentare, stupire, portare quel quid in più nella moda italiana ed internazionale: poi ancora le seconde linee, gli accessori i profumi.

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Mariuccia Mandelli ci ha lasciati alla soglia dei 91 anni. Di lei ci rimarrà per sempre il suo essere “crazy” , il suo stile inconfondibile, il suo Spazio Krizia pensato come teatro polifunzionale volto a raccogliere l’arte nelle sue varie forme e quel nome, “Krizia”,  rubato all’ ultimo Dialogo incompiuto di Platone.

Quello incentrato sulla vanità femminile.


  • Bea

    Esprimo profondo dispiacere.
    Condoglianze alla famiglia.

    dicembre 7, 2015 at 5:55 pm Rispondi

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