Anch’io aderisco alla campagna #iosonociòchevedi a favore dell’autenticità sul web: qui vi spiego di cosa si tratta

 

Quanto è importante essere autentici nella vita? E quanto lo è esserlo sul web?

Uno degli errori che più frequentemente mi capita di sentire è quello relativo alla credenza, più diffusa di quanto si possa pensare, che esista una netta divisione tra ciò che siamo e ciò che sembriamo, tra quella che è la nostra vita offline e quella che invece è la nostra presenza online.

Devo dire in tutta onestà che capisco chi pensa che le due realtà siano in un certo senso divise, perchè viene spontaneo pensare che lo schermo del pc o quello di uno smartphone possano filtrare contenuti, espressioni e pensieri edulcorandoli o modificandoli in maniera sostanziale.

Lo capisco perchè accade (e non raramente) che le persone utilizzino il web e i social come una maschera dietro la quale nascondersi o crearsi una vita diversa.

Non è però questo lo scopo di internet, non è questa la mission di facebook o instagram, nè tantomeno di youtube o altre piattaforme con le quali tutti noi ci troviamo, chi per hobby e chi per lavoro, ad interfacciarci ogni giorno.

E non è questo che ricercano le aziende che si interfacciano con blogger e influencer quando cercano dei professionisti o dei collaboratori.

La verità è che solo l’autenticità, la corrispondenza tra chi siamo nella vita di tutti i giorni e ciò che facciamo online, può veramente raccontare chi siamo.

E questo vale per tutti, per gli addetti ai lavori e non: vale per chi usa i social per diletto, per chi si apre un’attività attraverso blog o e-commerce, per chi lancia campagne di digital pr e per chi si trova dall’altra parte della barricata, ovvero le aziende.

Ho sempre pensato che essere se stessi in ogni caso paghi molto di più del crearsi online mondi paralleli che, prima o poi, sono destinati a fallire semplicemente perchè le persone riconoscono i loro simili e sanno quando sono sinceri e quando no.

Per questo ho voluto aderire con piacere alla campagna #iosonociòchevedi creata dalla  Giovanna Vitacca che è una Personal and Business Style Coach, ma soprattutto una donna e una mamma sensibile e attenta: credo fermamente che i valori promossi dalla campagna, ovvero la volontà di sensibilizzare il pubblico sui concetti di trasparenza, coerenza e autenticità sul web, dovrebbero essere propri di ogni individuo anche nella vita reale, ma che purtroppo non sempre è così.

Un’immagine della conferenza stampa tenutasi il 13 aprile

Come spiega Giovanna, sul web bisognerebbe creare relazioni costruttive sostenendo in modo efficace anche la propria immagine professionale partendo proprio dall’autenticità, elemento fondamentale per permettere alle persone di fidarsi di noi e ai clienti (specie per chi lavora online) di conoscerci per ciò che siamo veramente e affidarsi senza pensieri.

Oggi siamo tutti personaggi pubblici: basta avere un profilo social per essere sotto le luci dei riflettori e il nostro pubblico è composto dai nostri amici in primis, ma per chi lavora con il web il pubblico è tutta la community fatta di clienti, partner, fornitori, colleghi, influencer. La grande differenza rispetto agli attori che calcano le scene è che noi siamo persone vere, non stiamo recitando o interpretando un ruolo. Noi dobbiamo essere autentici per generare identificazione, riconoscimento, credibilità

spiega Giovanna.

Ed è assolutamente vero: in fondo #iosonociòchevedi si propone proprio di far questo, ovvero di operare un cambiamento interno che parta proprio dai protagonisti della rete e che rivoluzioni il modo di vedere e vivere l’online, specie a livello lavorativo ma non solo.

La campagna partita ufficialmente lo scorso 13 aprile, promossa dall’Agenzia DUEL – Web Star Agency e sostenuta da Fratelli Rossetti, Levico Acque e Astoria Wines come sponsor, si propone proprio di spingere gli utenti della rete a sintonizzare forma e sostanza, immagine esteriore e contenuto, vita reale e virtuale affinché anche la piazza del web  sia un’estensione del proprio mondo e non un universo parallelo dove essere altro da sé o addirittura proporsi con profili finti e ingannevoli che generano solo false aspettative e delusione.

La campagna #iosonociòchevedi continuerà a promuovere il suo virtuoso messaggio di trasparenza e autenticità fino a fine luglio di quest’anno ed è solo il primo step di un progetto molto più ampio che vuole affermare #iosonociòchevedi come brand dedicato alla promozione e diffusione  di messaggi e contenuti di valore legati al mondo della comunicazione, dell’immagine e della coerenza tra le due anime.

Intanto, a farsi portavoce del messaggio e a dichiarare con orgoglio #iosonociòchevedi, sono 12 donne, 12 straordinarie testimonial, ciascuna rappresentativa di un ambito professionale, che attraverso il racconto della loro storia personale testimoniano quanto la verità del loro messaggio sia stato premiante e quanto il web sia stato importante e strategico per la loro attività.

Si tratta di:

  1. Ippolita Baldini,  Attrice
  2. Valeria Benatti,  Speaker radiofonica RTL e Scrittrice
  3. Annarita Briganti,  Giornalistica culturale e Scrittrice
  4. Giada Curti – Stilista
  5. Margaret Dallospedale – Blogger
  6. Mafe de Baggis – (Digital) Media Strategist
  7. Laura  Luz – Cantante
  8. Stefania Mariposa – Fotografa
  9. Benedetta Mazza – Presentatrice
  10. Selena Pellegrini – Imprenditrice
  11. Eleonora Rocca – Imprenditrice
  12. Barbara Rossi – Manager Sportiva, Pedagogista

Ecco i volti di chi ha aderito alla campagna nel mese di Aprile.

Perchè solo donne? Non si tratta ovviamente di discriminazione nei confronti degli uomini visto che in autunno è prevista una seconda edizione dedicata solamente a volti maschili.

Semplicemente, per partire, ci è sembrata la scelta più naturale perché sono state due donne a dar vita a questo progetto e, si sa, le donne sono generalmente più social e tendono a creare maggiore sinergia tra vita privata e professionale

ha spiegato Giovanna Vitacca.

Personalmente sono felice di aderire alla capagna #iosonociòchevedi e per mostrare la mia adesione esporrò il badge dell’iniziativa proprio qui su blondywitch e invito i miei colleghi blogger che sposano la causa, a fare altrettanto.

Perchè l’autenticità nella vita, lo sappiamo, paga sempre.

Voi mi raccomando, seguite #iosonociòchevedi sui canali ufficiali Facebook e Youtube!


4 thoughts on “#iosonociòchevedi: comunicare e promuovere l’autenticità, anche sul web

  1. Ti lascio qua il commento sul Met Gala Red Carpet, perché se provo a commentare quel post c’è il solito problema del bottone “Pubblica un commento” che scompare sotto la barra nera.

    Sai bene che quando si parla di red carpet non posso esimermi dal commentare! 🙂 Iniziamo:
    – Katy Perry: E’ famosa fondamentalmente per 2 cose: le canzoni (inconsistenti nei contenuti ma molto orecchiabili come melodia) e le tette. Su un red carpet può valorizzare solo queste ultime, quindi perché coprirsi tutta con un look che esalta solo il suo incarnato cadaverico?
    – Madonna: A mio giudizio il messaggio che voleva lanciare con quest’abito era che lei non ha mollato, è ancora una combattente, ha ancora voglia di dimostrare che è la numero 1. Ecco, ce l’avesse dimostrato con una canzone avrebbe fatto più notizia, e anche più bella figura.
    – Jennifer Lopez: Altra bomba sexy che sceglie inspiegabilmente un look da orsolina. In questo caso però approvo la scelta: Lodovica Comello (che io ADORO) indossava un abito simile alla finale di Sanremo, e qualsiasi cosa mi ricordi la mia beniamina è bene accetta.
    – Elle Fanning: Ha recitato benissimo nel film La legge della notte, dove ha il classico ruolo “piccolo ma importante.” Noto che ha recitato in altri 2 ottimi film, Babel e L’ultima parola: sarà pure una ragazzina, ma sa scegliere i copioni.
    – Kim Kardashian: Non c’è 2 senza 3, e quindi anche Kim ha scelto un look castigato per questo red carpet. Forse alle star più irrequiete hanno scritto “Don’t dress up like a slut” nella lettera d’invito.

  2. – Reese Witherspoon: Detesto gli abiti monospalla: o ti copri le spalle o non te le copri, coprirne una sì e una no significa indossare un abito che non è né carne né pesce. Qui tra l’altro c’è l’ulteriore problema della parte blu che sembra tagliata male sulla spalla destra e cucita a casaccio insieme a quella nera. Insomma, un roito.

  3. – Serena Williams: Lupita Nyong’o ha lanciato la moda degli abiti lunghi color pastello in stile principessa Disney (moda ulteriormente rafforzata dal recente successo de La bella e la bestia), e quindi ormai è scontato che ci sia sempre almeno una vip che si veste così. Insomma, Serena Williams non ha scelto un abito originale, ma ha il sorriso sereno tipico delle donne incinte, e quando hai un’espressione come quella faresti un figurone anche presentandoti con una T – shirt dei Simpson. 🙂

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