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Gucci: Alessandro Michele miglior stilista dell’anno. Ecco perchè


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“Alessandro Michele è un fenomeno per Gucci. La sua estetica così eclettica ha avuto un impatto immediato sulle tendenze globali della moda” – ha commentato Natalie Massenet, presidente del British Fashion Council.

Ok partiamo da qui: sono bastati solo dieci mesi in veste di nuovo direttore creativo di Gucci, per far incoronare Alessandro Michele come miglior stilista del 2015, almeno secondo gli inglesi che gli consegneranno il prossimo 23 novembre 2015 l’International Designer Award nell’ambito dei British Fashion Award.

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Alessandro Michele dunque ha vinto perché è stato capace di ridare a Gucci un’anima eclettica, cosmopolita e giocosa che forse il brand aveva perso un po’ di vista? Facciamo un piccolo passo indietro.

Gucci nasce come casa di moda italiana specializzata nei settori di alta moda e articoli di lusso: fondata da Guccio Gucci nel 1921 a Firenze, nel 2006 Gucci ha fatturato 7,6 miliardi di euro, diventando di fatto la seconda casa di moda più venduta al mondo dopo Louis Vuitton ed è tutt’oggi uno dei marchi di moda più famosi e rinomati a livello internazionale. Mica robetta.
Negli anni il brand ha acquisito mercato in un modo stupefacente ampliandosi e arrivando a conquistare anche l’Asia, ma è grazie a Tom Ford che l’azienda, sull’orlo della bancarotta, viene risollevata e rilanciata a partire dal 1994 quando Ford ne diventa responsabile creativo. Successivamente, dopo l’acquisizione del brand Yves Saint Laurent, ma anche Bottega Veneta, Stella McCartney, Alexander McQueen e Balenciaga, è Frida Giannini (nel 2002) a prendere il controllo della direzione creativa, portandola avanti fino al 12 dicembre del 2014. Quella è la data in cui Frida Giannini e il CEO Patrizio di Marco lasciano Gucci. Marco Bizzarri viene nominato nuovo CEO del marchio e Alessandro Michele ne diviene il nuovo art director. E fin qui…

Perché Alessandro Michele è risultato meritevole di tale premio? Cosa ha fatto di così speciale da riuscire ad accaparrarselo lui e non un Jeremy Scott, un Karl Lagerfeld o un Nicolas Ghesquière?

In una intervista rilasciata i primi di marzo, Michele già lasciava intravedere il suo essere diverso dai soliti stilisti: lui amava in cinema, voleva diventare scenografo e per mantenersi aveva fatto i lavori più disparati, dal giornalaio al manovale. Poi iniziò a lavorare con la maglieria: “Non ne sapevo molto, ma lavorando da Les Copains mi innamorai dell’industria” disse. Il ragazzo però aveva stoffa da vendere, tant’è che, sentendosi particolarmente portato per gli accessori, decise di preparare un book, lo mandò a Fendi e venne preso.

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Successivamente, grazie a Frida Giannini, ecco l’incontro decisivo con Tom Ford. Alessandro Michele lo ricorda così: “Ha fatto di Gucci qualcosa che prima non era. La morbosità della bellezza, il sesso, il jet set, Halston. Ha ricreato un mondo di grande edonismo. Un umanesimo americano. Tom era Gucci e Gucci era Tom”. Come è arrivato dunque il designer a sostituire una tale perfezione incarnata da Tom Ford e poi portata avanti da Frida Giannini? Semplice: perché i due (Michele e Giannini) lavorarono insieme fianco a fianco per lungo tempo, dalla dipartita di Tom all’arrivo dei suoi successori fino alla presa del comando a Gucci da parte della stessa Frida. Quando però lei si dimise, lui divenne il candidato perfetto e non seppe dire di no.

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Da lì tutto il resto è storia: la prima sfilata preparata a tempo record che ha avuto un successo enorme, il suo stile fatto di imperfezione e di “presente” che per lui ha molto più valore del futuro: “io utilizzo il passato come fosse una tavolozza per dipingere il contemporaneo” ha dichiarato Michele. E forse sta proprio in questa capacità di non utilizzare quello che già esiste, ma immaginare quello che ancora non c’è, che ha conquistato anche gli inglesi. E andando a vedere le quattro collezioni presentate in questi 10 mesi si nota che c’è un qualcosa di nuovo tra le file Gucci, uno spirito quasi giocoso e sperimentatore che forse si era un po’ perso, chissà.

Alcune collezioni Gucci firmate da Alessandro Michele

A model presents a creation for fashion house Gucci during the women Spring / Summer 2016 Milan's Fashion Week on September 23, 2015 in Milan. AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

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A model presents a creation for fashion house Gucci during the women Spring / Summer 2016 Milan's Fashion Week on September 23, 2015 in Milan. AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

A me non dispiace questa decisione e apprezzo che abbia riguardato una persona talentuosa come Alessandro Michele. Per questa volta è andata così, poi in futuro si vedrà, perché come dice il designer “Credo fermamente che per vivere il futuro devi avere l’urgenza del presente”

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Intanto congratulazioni Alessandro Michele!


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BlondyWitch by Claudia Giordano - Moda e Tips di Fashion Marketing | © Copyright 2017 |
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