Professione lookmaker: Francesca Ragone ci racconta il suo lavoro e il progetto Beyouty

 

Oggi ho il piacere di ospitare qui sul blog una vera professionista del settore Beauty & Look: si chiama Francesca Ragone ed è una lookmaker di professione.

Francesca ha davvero tanto da raccontarci perchè il suo lavoro, la sua bravura e professionalità, l’hanno portata a volare fino a New York in occasione di ben due Fashion Weeks: lì ha visto meraviglie, che ci racconta in questa intervista, oltre a spiegarci in cosa consiste il suo progetto Beyouty e a farci sbirciare un po’ nel suo mondo fatto di passione, creatività, un pizzico di psicologia e un occhio esperto.

Eccovi la nostra chiacchierata e buona lettura!


B: Ciao Francesca, benvenuta e grazie per questa intervista!

F: Grazie a te Claudia, è un piacere conoscerti e leggere la tua realtà virtuale.

B: Iniziamo dal principio: raccontaci cosa fa una lookmaker. In cosa consiste il tuo lavoro?

F: “Look – maker” significa “Fare immagine”, più elegantemente invece possiamo definirlo “curare l’immagine”.

Una lookmaker cura l’immagine di una persona nel dettaglio, dall’acconciatura al make up per poi attivarsi a scegliere per te, l’abito giusto da indossare, che sia una modella, una bride o semplicemente una persona che vuole valorizzare la propria immagine e credere maggiormente in se stessa.

Ph. Fotografia Fashionstudio

B: Quali studi o esperienze hai fatto per diventare lookmaker?

F: Studio e passione sono gli elementi fondamentali per ricoprire un ruolo come quello del lookmaker. Quando ero piccola giocavo con gli abiti di mia madre o con le sue collane, mettevo il suo rossetto oppure vestivo mia sorella facendole anche delle strane acconciature. Sono cresciuta e ho iniziato a frequentare corsi di consulenza di immagine, trucco correttivo, fashion make up, trucco sposa, acconciatura, styling. A Londra ho approfondito i miei studi con corsi e stage inerenti al Vintage Hair&Makeup.

Un lookmaker però deve essere sempre al passo con i tempi e con le tendenze, quindi ogni anno si frequentano corsi di formazione e di aggiornamento.

B: Hai creato un progetto che si chiama Beyouty: qual è il suo significato e qual è la sua mission?

F: Beyouty è un nuovo modo di concepire la bellezza.

È il nuovo modo di vivere la bellezza come armonia delle imperfezioni. La mission è creare sintonia tra anima ed immagine esteriore, ricercando quella bellezza che comunica, che lascia il segno. Il mio lavoro consiste nel creare un Total look tra tecnica e cuore che parte da Te, dalla consapevolezza di come sei e come, nel modo giusto, raccontare la tua personalità attraverso il tuo aspetto. Trucco, acconciatura, abbigliamento, accessori diventano strumenti per valorizzare i tuoi lati migliori e minimizzare i punti deboli, creare uno stile unico e personale che interpreta la moda, oltre ogni stereotipo.

Ph. Snejana Shandarinova

B: Sei stata contattata dal team della New York Fashion Week dove hai lavorato come key artist nel team italiano V)Or Makeup di Valeria Orlando, make up artist di livello mondiale. Com’è stato lavorare per un incarico così prestigioso e in cosa consisteva esattamente il lavoro che hai svolto in occasione delle sfilate?

F: In questi ultimi due anni ho avuto l’onore di essere stata scelta per la New York Fashion Week: la realizzazione del sogno di ogni truccatrice. Non ti nego che è stata una grande emozione sin dalla telefonata da parte di Valeria. Un’occasione da cogliere ma soprattutto un grande lavoro da svolgere.

Essere key artist è un ruolo di grande responsabilità che mi ha visto per giorni nel backstage curare nel dettaglio il make up delle modelle insieme a tutto il team italiano.

L’attenzione era massima ed una volta che si concludeva la sessione trucco, dovevo dare gli ultimi ritocchi al viso per poi permettere loro di salire in passerella perfette.

B: Per quali altre realtà hai lavorato e, soprattutto, dal punto di vista della moda e della bellezza trovi che New York sia un passo avanti rispetto al nostro Paese? Se sì, in cosa?

F: Grazie alla mia professione sono spesso in viaggio. Ho lavorato anche per altri eventi inerenti al mondo della bellezza e della moda ma sicuramente la grande mela è un passo in avanti in questo campo.

Credo che NY sia una realtà meritocratica: se hai talento e sei determinata raggiungi ogni obiettivo.

Una realtà pronta a promuovere ciò che per gli altri potrebbe sembrare diverso. New York dà la possibilità di urlare al mondo la vera bellezza e la forza delle donne. Un grande orgoglio lo scorso anno partecipare alle sfilate FTL moda con protagoniste modelle normodotate e con disabilità. Proprio in questi giorni ho seguito le passerelle in cui donne con il cancro hanno sfilato in lingerie mostrando le proprie cicatrici.

Questa è la New York che amo!

lookmaker Francesca Ragone - NFW

B: Lo scorso 30 giugno hai vinto il prestigioso Premio ZIWA (Zankyou International Wedding Awards), evento in cui i migliori fornitori di nozze a livello mondiale vengono votati da altri esperti del settore wedding, come miglior curatrice di immagine e di bellezza in ambito wedding. Quant’è difficile essere una lookmaker nel settore del wedding oggi con le spose che sono sempre più esigenti e un settore sempre più competitivo?

F: Ti devo essere sincera, forse è difficile affermare il proprio ruolo sul mercato in quanto le bride, ormai, sono preparate grazie ad internet ed ai tanti programmi televisivi ma sono anche confuse perché circondate da innumerevoli professionisti.

A mio avviso la differenza non la fa solo l’eccellente professionalità ma anche la sensibilità.

Quando mi scelgono come lookmaker e si affidano completamente alle mie mani, dalla scelta dell’abito al make up, dall’acconciatura al cambio look, le mie spose si rilassano e sono felici perché entro in punta di piedi nella loro vita. Sono per loro come un angelo custode, le accompagno in questo loro sogno, da quando iniziano ad immaginarsi sposa a quando lo sono per davvero sull’altare, tra tecnica e cuore.

lookmaker - wedding

Ph. Snejana Shandarinova

Ph. Michele Petrone

Ph. Michele Petrone

B: Vieni considerata un’influencer e sei seguitissima sui social: cosa significa per te essere un influencer? 

F: Devo dire che non mi sarei mai aspettata questo seguito.

Ho creduto in un sogno, l’ho realizzato ed ogni giorno lo condivido sui social.

Sono spontanea e senza filtri, se non quelli dell’educazione e del rispetto. Credo che alle persone arrivi ciò che sono.

Non è vero che i nuovi mezzi di comunicazione hanno inibito i rapporti interpersonali. Se utilizzati nel modo giusto non sono altro che la nostra estensione.

Sono felicissima quando le persone mi incontrano per strada e mi fanno i complimenti dicendomi non solo che sono un’ottima professionista ma anche una bellissima persona. Credo che questo sia la più grande ricompensa nel mettere la propria anima a nudo su internet. Sono una donna comune che si propone come esempio. In tante mi seguono e mi chiedono sempre come ho messo quel determinato rossetto o come ho creato quel turbante, come curo i miei ricci ribelli o perché indosso quelle scarpe invece che altre.

E la mia risposta è: “Se lo posso fare io, puoi farlo anche tu”.

Nel corso del tempo si è creata una vera e propria community dove riesco ad interagire con le amiche e le ragazze che mi seguono. Da qualche mese ho aperto anche una rubrica sul mio blog “How To Be Beyouty” ossia come essere sempre al top con pochi e semplici elementi. In questo modo, argomento dopo argomento, puntata dopo puntata, rispondo a tutte le domande che in tante mi fanno, con testi semplici ed un pizzico ironici. Perché in fondo il segreto di ogni donna è anche sapersi prendere un po’ in giro.

B: Qual è il tuo motto?

F: Più che un motto il mio è un mantra: “Piacerti. Come sei.”

B: Parliamo di look: secondo te è una questione solo di make up, abiti, acconciature o c’è molto di più dietro? 

F: Pensa che quando faccio consulenza di immagine non parto mai dal look, dall’acconciatura o dal make up. Faccio accomodare, offro un caffè, ci conosciamo e chiedo un po’ di lei e della sua vita. Quindi in questo modo ti ho risposto:

c’è tanto dietro, o meglio dentro le persone.

B: Moda, Cinema, Musica e Spettacolo: ci dici per ciascun settore chi ha, secondo te, il miglior look in assoluto?

F: Il miglior look in assoluto nasce quando c’è equilibrio fra chi sei e chi mostri di essere. Un viaggio alla scoperta di se stessi non facile ma bellissimo. Nel mondo dell’arte il look vincente appartiene alle dive del passato come Audrey Hepburn, Marylin Monoe, Greta Garbo proprio perché hanno trovato la chiave giusta per comunicare il loro carisma anche attraverso la propria immagine. Solo così, grazie al binomio tra talento e personalità, si diventa icone che non passano mai di moda.

B: Progetti e obiettivi futuri?

F: Spesso si parla di dare valore o all’ estetica o al contenuto di ogni persona. Io miro ad annullare questo gap parlando di beyoutezza cioè della bellezza che racconta chi siamo in modo semplice e diretto anche se truccate, curate e ben vestite.

Per me trucco, acconciatura e stile non sono sovrastrutture ma semplicemente un modo di comunicare chi siamo.

Ecco. Spero in un mondo bello e vero. Non smetterò mai di lavorare per raggiungere questo obiettivo.

B: Ok Francesca, grazie mille per questa bella chiacchierata! Ti invito a lasciarci i tuoi riferimenti social in modo che i lettori possano seguirti in tutte le tue fantastiche attività.

Grazie Claudia, sei stata gentilissima. Potete seguirmi con il mio sito sempre aggiornato con tutte le novità e le rubriche su Beyouty, su Facebook e Instagram.


Noi ci leggiamo alla prossima intervista 😉

 


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