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Elisabetta Franchi, la “self made woman” del nostro secolo


Elisabetta Franchi, dagli esordi alle passerelle: storia di una stilista che conquista con il suo stile senza tempo

 

Chi non conosce il brand Elisabetta Franchi?

Conosciuto in tutto il mondo, amato dalle celebrità e disponibile ormai anche nei più noti store digitali, il marchio Elisabetta Franchi ha da poco compiuto il suo ventesimo anniversario. Le collezioni della famosa stilista emiliana hanno da sempre saputo coniugare femminilità, eleganza e modernità riuscendo a stare al passo con le mode del momento, pur conservando il suo inconfondibile stile.

Come ha avuto inizio il suo percorso? Scopriamolo insieme.

L’esperienza da commessa

La storia del marchio ha inizio a Bologna, dove Elisabetta Franchi nasce nel 1968, penultima di cinque figli. Qui studia all’Istituto Aldrovandi Rubbiani e, tra i vari lavori saltuari, fa anche la commessa. È proprio questa esperienza lavorativa a dare forma a quello che sarà poi il suo futuro, avendo l’occasione di approfondire i gusti delle clienti, facendole capire di voler essere lei stessa a realizzare i capi da loro acquistati, assecondandole in tutto e per tutto.

Elisabetta Franchi

Una maison tutta per sé

Nel 1996 Elisabetta Franchi apre quindi un atelier (Le complici) insieme a una collega e appena due anni dopo decide di fondare un’azienda solo sua (Betty Blue), con l’aiuto di suo marito Sabatino Cennamo, professione imprenditore.

Il brand diventa quindi famoso in tutta Italia col nome CELYN b (dove “b” sta per Betta, diminutivo del suo nome).

Quattro anni dopo, nel 2002, apre un negozio monomarca a Viareggio, in Toscana, proseguendo con Firenze, Bologna e molti altre città italiane; la svolta internazionale ha inizio con la Russia: è qui che apre infatti dei flagship store in varie città, tra cui Ivanovo, Kazan, Saratov, San Pietroburgo e Mosca.

CELYN b diventa Elisabetta Franchi

Il 2006 è un anno decisivo per Elisabetta Franchi, durante il quale decide di acquistare una vecchia ditta farmaceutica a Quarto Inferiore di Granarolo, nel mezzo della campagna bolognese. Questa diventerà nel 2008 l’headquarter della maison, con un’architettura e un design che rispecchiano in pieno l’eleganza del brand. Nel 2011 le creazioni di Elisabetta Franchi approdano alla Settimana
della Moda di Milano e il marchio continua a espandersi anche in Medio Oriente e Cina. L’anno successivo cambia nome e diventa Elisabetta Franchi.

Quando il “green” fa tendenza

La stilista emiliana ha sempre dimostrato una grande attenzione verso l’ambiente, facendo propri i
principi della filosofia “green” e impegnandosi al massimo per rientrare in quest’ottica.

«Oggi ci sono tessuti e materiali che ben sostituiscono pelli e pellicce senza sacrificare l’estetica e la qualità del prodotto»

afferma infatti Elisabetta Franchi in un’intervista rilasciata a Vanity Fair. Grande amante degli animali, nel 2012 stringe un patto con la LAV (Lega Anti Vivisezione) e aderisce all’iniziativa “Fur Free Retail Program”, eliminando definitivamente dalle sue collezioni l’uso di pellicce animali, angora e piume d’oca.

Ma non è finita qui: Elisabetta Franchi sostiene infatti anche l’Enpa e permette ai dipendenti di portare i propri animali domestici sul posto di lavoro.

Una donna che ha saputo coniugare grande capacità imprenditoriale, rispetto per l’ambiente e per gli animali e grandissimo senso dello stile. Una vera “self made woman”, un’eccellenza italiana di cui andare orgogliosi.


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