“Il couturier non è un paesaggista, non lavora sul dato referenziale, la sua creazione si avvicina piuttosto all’espressione poetica… E quando devo realizzare una nuova collezione, all’inizio mi riposo e mi astengo dal disegnare. Temo di dar vita a qualche schizzo prematuro. Poi mi ritiro in campagna e inizio a disegnare ovunque, di giorno e di notte… Di colpo, come un lampo, uno schizzo mi procura uno choc. Mi appassiono. Sul suo tema ricamo numerose variazioni e il giorno dopo è già un’altra silhuette. Poi questa follia del disegno infine si placa. Allora procedo come il pasticcere che lascia riposare una pasta ben lavorata…Ora che la silhuette ha fatto apparire quello che potrebbe essere un nuovo canone femminile dal quale potrà uscire una moda, mi arresto. L’insieme di questi disegni costituirà la base della futura collezione e mi rimane un’ unica urgenza: quella di consegnarla agli atelier perché lo schizzo diventi vestito”.

Così parlava Christian Dior, uno dei più grandi couturier di tutti i tempi, nella sua autobiografia “Christian Dior et moi” riguardo alla nascita della sua collezione ribattezzata New Look. Non soltanto una collezione e non soltanto una moda ovviamente. Definire il New Look in questo modo vorrebbe dire banalizzarlo. Lo stesso Dior definiva la sua nuova creatura “l’arte di piacere”, perché era un nuovo modo di vestire le donne, un modo che le rendeva sublimi e femminili come mai prima d’allora. E ancor di più, il New Look di Dior era una reazione alla bruttezza del periodo storico che si viveva e della vita in generale, per questo il couturier chiamava i suoi abiti con nomi evocativi e poetici come Amore, Tenerezza, Corolla, Felicità, in una similitudine stilistica tra moda e poesia che raggiungeva vette altissime.
Una meraviglia, non trovate?

Dior e il suo New Look

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Allo stesso tempo, però,un maestro difficile da sostituire, eguagliare, persino emulare, Dior. Eppure Raf Simons, lo stilista che dopo la cacciata di John Galliano a causa del “fattaccio” (ne avevo parlato QUI) nel 2012 aveva preso le redini della maison, qualcosa di veramente speciale deve averlo fatto, altrimenti non gli avrebbero dedicato un documentario. La pellicola in questione si intitola “Dior and I”, per la regia di Frèdèric Tcheng, ed uscirà ufficialmente nel 2015 distribuito da MyMovies in collaborazione con Wanted, anche se l’anteprima italiana verrà proiettata al Festival dei popoli di Firenze il prossimo 30 Novembre.
Un documentario che, come spesso accade, nasce come tributo ma che diventa occasione anche per capire i delicati meccanismi che si nascondono dietro a situazioni che sembrerebbero “perfette” e magari perfette non lo sono. Della serie “non è tutto ora quello che luccica”. E non è tutto oro neanche nella maison Dior quando Raf Simons viene chiamato in tutta fretta per mettere su in sole 8 settimane un’intera collezione, dopo la cacciata di Galliano. Due soli mesi in cui le telecamere di Tcheng cercano di riprendere quanto più possibile il lavoro del giovane e timido stilista belga dall’anima minimalista, insieme al suo team, compresi momenti di nervosismo, difetti, lacune e ansia da prestazione. Perché quando ti ritrovi a dover guidare una Maison che di nome fa Dior, l’ansia da prestazione è il minimo che possa capitarti. Ma il documentario, attraverso un sapiente gioco di intarsi e flash back, riesce a inserire anche la famosa nascita della collezione che diede vita al New Look, quell’ “arte di piacere” che Dior aveva creato e tirato su come una creatura bisognosa di amore e riconoscimento. La prima sfilata del 1947, i primi abiti stupendamente femminili, la prima giacca avvitata e dai contorni rotondi ribattezzata Bar, la sontuosità ritrovata di quella moda che usciva da tempi bui della grande guerra: tutto questo rivive nelle sequenze di “Dior and I” fino a tornare al presente, allo stress e perfino alle lacrime di Simons quando, finalmente, la collezione su cui aveva buttato il sangue viene fatta sfilare in uno splendido palazzo parigino completamente tappezzato di veri fiori, ottenendo un successo clamoroso, in un trionfo di petali e haute couture.

Il trailer

Alcune immagini tratte dal film

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Belgian designer Raf Simons acknowledges

Sicuramente Dior avrebbe apprezzato e senza dubbio questo sarà un film da non perdere.

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11 thoughts on “Dior and I: il docu-film che racconta dal New Look a Raf Simons

  1. Del tuo post mi ha colpito in particolare questo passo: “E non è tutto oro neanche nella maison Dior quando Raf Simons viene chiamato in tutta fretta per mettere su in sole 8 settimane un’intera collezione, dopo la cacciata di Galliano.”
    Mi ha ricordato l’ultima volta che sono stato in libreria. Mi ero messo a sfogliare l’autobiografia di Roberto Cavalli, “Just me”, e uno dei passaggi che ho letto raccontava appunto di quanto fossero frenetici i ritmi della moda. Cavalli spiegava che, quando deve fare una sfilata, spesso arriva a ridosso della data stabilita senza avere nemmeno un vestito pronto, e ogni volta è una corsa contro il tempo.
    Penso che un ritmo così frenetico abbia effetti completamente diversi a seconda del carattere: per una persona nevrotica già di suo sarebbe uno stile di vita troppo logorante, per uno come Cavalli invece è una scarica di adrenalina che gli fa solo del bene, e lo aiuta a mantenersi giovane.
    Come avrai intuito, Cavalli mi sta simpatico. Non lo giudico come stilista però, perché in quanto a moda sono ignorante quanto una capra. 🙂

    1. ahahahh ma no amico che dici!!! Non sei affatto ignorante, solo che ognuno ha le sue competenze maggiormente in un campo per via di gusti piuttosto che di tempo da dedicare ad un certo argomento, ma ti assicuro che ne sai abbastanza 🙂 Comunque si, i ritmi della moda sono tremendi e se non sei abituato non resisti a lungo. Sicuramente è un tipo di stress molto forte, ma allo stesso tempo molto stimolante, perchè chi fa questo lavoro ha gratificazioni molto veloci che non durano quanto tutto il tempo impiegato ad arrivarci! Ma questo fa parte del gioco 😉 Grazie come sempre dei tuoi punti di vista interessantissimi :*

    1. Grazie sister!!! <3 lo sai che i tuoi commenti, complimenti, critiche o qualsiasi altra cosa sono sempre super gradite, quindi non sarai mai ripetitiva <3 un mega abbraccio e buon weekend!!!

  2. Bellissimo articolo! leggere storie di successi mi commuove sempre e ora attendo con impazienza l’uscita del film e intanto ti faccio i complimenti riesci sempre ad emozionarmi attraverso il tuo modo di scrivere !

    baciii <3

    1. Grazie tesoro, davvero non sai quanto mi fa piacere che in qualche modo posso, attraverso ciò che scrivo, suscitare delle emozioni così belle 🙂 Grazie a te che mi segui sempre con tanto affetto <3

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