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Dior, 70 anni e non sentirli: ecco come festeggia la celebre maison


La maison Dior compie 70 anni e festeggia con 7 volumi, uno per ogni direttore artistico

 

Una delle stranezze del mestiere di couturier riguarda il fatto che una moda si decide sempre fuori stagione.

La collezione invernale si elabora al tempo dei lillà e delle ciliegie; la collezione estiva al cadere delle foglie o dei primi fiocchi di neve.

Ma lo stupore dei profani mi sorprende.

Il couturier non è un paesaggista, la sua creazione si avvicina piuttosto all’espressione poetica.

Una certa nostalgia gli è necessaria.

L’estate la sogna nel cuore dell’inverno e viceversa. Sarebbe tanto impossibile per me fare un vestito in pieno agosto, quanto azzeccarne uno al di fuori di una collezione,

perchè un modello deve far parte di un tutto.

Così parlava Christian Dior nel libro “Christian Dior et moi” del 1956.

Poesia e ispirazione, ma anche dedizione e disciplina, caratterizzavano questo geniale couturier dall’anima inquieta.

E’ qui, tra un bozzetto e l’altro, che nasce il mito Dior. E’ qui che nasce il New Look. E’ qui che inizia una favola che dura ormai da 70 anni.

In principio fu infatti il Tailleur Bar: era il 1947 e nessuno fino a quel momento aveva osato tanto. Strizzare così la vita, enfatizzare la femminilità, creare linee sinuose come fece Christian Dior.

Predominavano il blu, il bianco e il nero, ma erano le forme ad essere nuove, un insolito miscuglio estremamente chic tra l’abbigliamento dei tardi anni ’30 e quel vezzoso frou-frou della belle èpoque.

Se vuoi essere ricordato, anche nella moda, devi fare quello che nessuno ha ancora fatto. Devi vedere oltre, devi anticipare, devi immaginare.

E di certo non era la fantasia che mancava all’instancabile Dior, capace di disegnare e creare ovunque e continuamente, come lui stesso racconta nel suo libro.

Disegno dappertutto, a letto, in bagno, a tavola, in macchina, a piedi, al sole, sotto la lampada, di giorno e di notte. Leonardo Da Vinci passeggiava nella campagna fiorentina, osservava i disegni della sabbia o delle nuvole e li trasponeva nei suoi quadri.

Più modestamente , io vedo vestiti ovunque.

Un disegno di Dior per una collezione di Hubert de Givenchy

Dior bozzetto

Così nasce la leggenda Christian Dior, una storia di successi che dura ormai da 70 anni e che nel tempo ha visto avvicendarsi al suo comando diversi direttori creativi, ultimo dei quali in ordine di tempo Mariagrazia Chiuri, reduce dal divorzio stilistico con Pierpaolo Piccioli.

Il debutto di Christian nel mondo della moda risale al 1941: in quell’anno il couturier lavorava già come stilista freelance e assistente di Lucièn Lelong a Parigi, ma non ci volle molto per veder nascere la sua maison al 30 di Avenue Montaigne: era il 16 dicembre 1946.

Il 12 febbraio 1947, Dior lanciò le sue prime collezioni moda presentandole nei suoi saloni: le due collezioni si chiamavano Corolla ed Eihgt. Era nato il New Look: fu Carmel Snow, capo redattrice della rivista statunitense Harper’s Bazaar, a parlare per la prima volta di Dior utilizzando questo termine per definire quello che considerava il massimo della haute couture francese.

Settant’anni che hanno visto alternarsi mode e stili differenti, ma che non hanno mai visto tramontare la stella Dior semplicemente perchè, quando inizi primi ed inizi meglio, il tempo è sempre un galantuomo che ti cammina a fianco donandoti solo più fascino ed esperienza.

Nel corso degli anni, dopo Christian Dior (scomparso nel 1956), a capo della maison si sono avvicendati nomi ormai entrati nella storia e nell’immaginario collettivo come altrettante icone: Yves Saint Laurent nel ’56, Marc Bohan nel ’60, poi Gianfranco Ferrè nell’89, John Galliano nel ’97 (mandato via per alcune vicissitudini), Hedi Sliman nel 2000 per la collezione maschile, quindi Raf Simons (uno dei miei preferiti in assoluto, lo ammetto) nel 2012 e in ultimo proprio la Chiuri.

Dior by Gianfranco Ferrè

Dior by John Galliano

Dior Homme by Hedi Slimane

 

Dior by Raf Simons

Dior by Maria Grazia Chiuri

dior by mariagrazia chiuri

A celebrare questi 70 anni di successi, ben 7 volumi dedicati a ciascuno dei 7 couturier che hanno reso grande la Maison, tramandando lo stile di Dior e apportando i propri codici stilisti personali senza snaturarne lo stile.

Il primo volume ovviamente non poteva che essere dedicato proprio a Christian Dior: “Dior by Christian Dior” è stato lanciato lo scorso dicembre e presenta una selezione delle creazioni più emblematiche del fondatore della Maison, accompagnate dalle parole di Olivier Saillard, storico di moda e direttore del Palais Galliera.

Nel primo volume 80 abiti iconici che hanno caratterizzato la storia di Dior e non solo, mentre tra il 2017 e il 2018 dovrebbero uscire i restanti sei volumi.

Alcune immagini (credits Vogue.com)

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Un’opera monumentale che racconta la vita di una Maison che ha influenzato la moda mondiale dettando stili e mode per 70 anni e che difficilmente vedrà il tramonto.

Perlomeno non nel cuore di chi ha amato Dior fin dal primo abito.

Attendiamo trepidanti i prossimi volumi!

 

 

 

 


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BlondyWitch by Claudia Giordano - Moda e Tips di Fashion Marketing | © Copyright 2017 |
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