to top

Dalle fashion blogger agli snapfluencer: il nuovo fenomeno che invade la rete


So cosa state pensando: “Claudia ma che ti sei inventata stavolta?”. Ebbene cari amici, stavolta la genialata non è farina del mio sacco. E non so neanche se possa essere definita una genialata, ma come avrete capito, oggi mettiamo un attimo da parte la moda, intesa in senso stretto, e discutiamo di fenomeni fashion. Di quelli virali, nuovi e anche un pò strani da metabolizzare…ma che ci piace tanto cercare di sviscerare per capire dove sta andando la moda. O meglio, dove stiamo andando noi che con la moda abbiamo l’ambizione di lavorarci.
Il titolo la dice lunga: chi sono questi Snapfluencer? Andiamo con ordine.

Ci tengo a dire che non è che stamattina, dopo una nottata agitata per via delle cena pesante di ieri, la sottoscritta si sia svegliata con questo neologismo con il quale divertirsi a incasinarvi le idee…bensì mi è successo di farmi un giretto sul web e trovare un articolo dedicato a questo nuovo fenomeno. Anche perché, ve lo dico subito, la questione è scottante e ci riguarda tutte: pare che noi fashion blogger siamo già obsolete. Ma come, direte voi (e anche io), una non fa in tempo ad aprirsi un blog, a cercare di capire come far funzionare le cose sui social, come attrarre l’attenzione dei lettori, che già diventa obsoleta?! Ebbene si. Mentre noi fanciulle viaggiavamo allegre e spensierate nella blogosfera, cullandoci nel nostro dorato mondo di followers e link di ricondivisione, il web aveva già deciso per noi. O almeno così pare.
Ecco infatti nascere, apparentemente dal nulla, queste nuove figure a metà tra un fotografo e un influencer (da qui il termine Snapfluencer: snapshot+influencer) che, belle belle, ci fregano da sotto il naso il posto. Ma quale posto poi alla fine? La blogosfera è grande, c’è posto per tutti no? No. Non c’è posto per tutti. Se vogliamo illuderci che sia così illudiamoci, ma la verità è che molti blog soccombono soffocati da quelli più forti e con maggiore autorità e presa sui lettori. Perché lo spazio del web in questo caso non è come l’Universo, che è in continua espansione. Per cui, più concorrenza significa meno spazio. E meno spazio significa meno guadagno. E meno guadagno significa…vabbè lo sapete. Ovviamente parlo relativamente a chi, come me, fa del blog un lavoro. Mentre chi lo fa solo per passione sicuramente sente meno questa problematica e magari si sta facendo due risate leggendo questo articolo (però per solidarietà non ridete su!)

Tornando a noi, dicevamo di questi Snapfluencer. Cito testuali parole prese da Vogue.it che, meglio di me, può spiegarvi il fenomeno “Da qualche tempo c’è un proliferare di fashion influencer su Instagram, donne (sconosciute al pubblico) che, postando vari outfit giornalieri (ovviamente creati da loro), cercano di influenzare gli acquisti di chi li segue. Si faccia attenzione: queste “influencer” non hanno blog o siti di riferimento. Niente parole, solo immagini. Velocissime immagini. Si sa che Instagram incarna meglio la velocità di comunicazione di oggi, un social basato sull’esibizione di foto di frammenti di vita. L’immagine è la sostanza.

Vi dirò: quest’ultima frase l’ho trovata parecchio inquietante perché trovo un pò spaventoso che un’immagine possa diventare un contenuto capace di sostituire le parole e avere lo stesso effetto, se non maggiore. Che immagini poi? Mica parliamo di quadri di Van Gogh o Leonardo, capaci di veicolare messaggi anche solo attraverso il colore e le forme. Immagini di moda. Persino le sfilate, che vivono di immagine, in realtà hanno dietro un concept scritto e una comunicazione mirata. Se l’immagine è la sostanza (qui bisognerebbe scomodare Roland Barthes, io ve lo dico) perché allora non torniamo al cinema muto e togliamo la parte scritta da riviste e giornali? Se contano solo le immagini…è uguale no? Ma non posso certo mettermi a polemizzare con Vogue, metti che poi la Sozzani legge questo post…mi gioco la carriera 😉

Insomma pare che ormai avere un blog sia inutile. Ti fai un profilo instagram e posti a rotta di collo foto dei tuoi outfit. Stop. Risultato: milioni di fan, brand che fanno a gara per accaparrarsi la tua immagine, gente che farà shopping usando il tuo profilo IG come promemoria. Ma sarà proprio così?

Esampi di Snapfluencer su Instagram

3e9ca526-be7b-4c97-9a34-606387cdcb45

11b686d4-778b-4b93-9ea6-22dd6d6165a2

Ancora Vogue.it ci viene in soccorso mostrandoci il profilo di tale @mjsicilia. Caratteristiche: 154mila followers per 1200 fotografie senza volto con focus esclusivamente sugli accessori. Accessori di ogni tipo e ipergriffati. Del tipo roba di Dior, Hermes, Gucci, Luis Vuitton...
Al chè il dubbio sorge spontaneo: le cose sono 3. O è un fake (ovvero un personaggio costruito a tavolino e non reale, messo a posta per creare buzz); o questa è la figlia illeggittima di Onassis (e sennò da dove li prende i soldi per comprarsi tutta sta roba?!!?) oppure, terza e ultima ipotesi, è quella mattacchiona di Paris Hilton che ha finito di giocare con i chihuahua e, non avendo di meglio da fare, si diverte a prenderci per i fondelli e farci rosicare.

55a4e2ce-90c3-4d63-8937-0e167dcfbb75

a8d24b44-7743-4d94-9228-877849882b01

39f322ab-227e-488d-a42f-178ab3928e93

Ma Vogue.it continua, imperterrito: “Immedesimazione aspirazionale è probabilmente anche quella che sta dietro al successo di MyCamelia, Instagrammer rumena di nascita che vive girando il mondo con marito e figlia e, ovviamente, con il suo impeccabile guardaroba. Una famiglia da sogno americano anni 40: madre, marito ricco e figli. Lei fa shopping, lui lavora, i figli crescono nell’agio e nel lusso vivendo lo stereotipo pubblicitario della felicità. Chi sogna la sua vita? 235.000 follower”.

Sì, ovvio. Chi non si immedesima in una che ha il marito straricco che gli permette di fare shopping dall’alba al tramonto? Dai, chi? Ma allora per quale motivo Banderas non ha un profilo instagram dove postare tutte le leccornie che realizza insieme alla gallina Rosetta? Chi è che non sogna una vita da Mulino Bianco?! (ora non mi dite che Banderas ce l’ha!)

0678911b-2d99-4da1-8a15-1effe42f25a2

5ca2beee-bcfc-4d3c-bd68-1881d1f3c509

6effa7c3-88e2-4cd5-a482-c2a256326363

5998f7f8-61df-4392-93b4-b0eb1cfc064c

45567481-ecd3-41ca-b48d-fdf3c3966806

a37267bc-9be1-4188-9554-455da3e3f1b1

Ragazzi, parliamone. Questi Snapfluencer sono davvero i nuovi influencer? Sono davvero personalità da seguire, di cui ascoltare i “consigli per gli acquisti”? Hanno davvero un peso e se sì, quanto? Ma soprattutto, per quale motivo una persona come me o come voi dovrebbe seguirli? Qual è il vantaggio che ne ricaveremmo? Sognare la vita di qualcun altro è il modo più veloce per essere infelici. Sì, parliamo di moda, di abiti, di accessori….Ma tutto questo non è altro che lo specchio della vita che ci si crea, per questo si finisce con l’identificarsi con chi ha più di noi, perché incosciamente lo si reputa migliore di noi, senza magari alcun fondamento reale.

Credo seriamente che il fenomeno degli Snapfluencer potrà forse far comodo agli stessi, perché creare bisogni nel pubblico significa acquisire potere sul mercato. E il marketing insegna che non c’è modo più veloce di indurre all’acquisto che crearne un bisogno concreto, anche laddove non c’era. Dunque se loro saranno in grado di creare bisogni e spingere la gente all’acquisto, i brand li adoreranno. Molto più di quanto abbiano fatto finora con le fashion blogger. E quest’ultime, povere anime, se gli Snapfluencer dovessero prendersi il mercato, che fine faranno? Dobbiamo rassegnarci a mettere una croce sopra ai nostro blog e dedicarci all’arte dello snapshot su Instagram? E’ un problema serio sapete. Ho capito che tira di più 1milione di followers su Instagram che un carro di buoi, ma io non ho il marito straricco, anzi non ho proprio un marito. E solo il pensiero di passare la giornata a cambiarmi d’abito e scattarmi foto in ogni momento mi fa venire l’ansia…Non fa per me! Io amo scrivere, lasciatemi scrivere vi prego. Lasciatemi nel mio dorato mondo di articoli, foto di sfilate e link di ricondivisione. Ci sto bene, mi sento a casa.

Vogue, ti prego, non ti ci mettere anche tu…La vita è amara di suo, lasciaci almeno l’illusione di una blogosfera grande grande e di un Instagram che sia ancora un social network e non un ufficio di collocamento.

Grazie.

To translate the post, click your flag:


Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

BlondyWitch by Claudia Giordano - Moda e Tips di Fashion Marketing | © Copyright 2017 |
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: