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Dalle fashion blogger agli snapfluencer: il nuovo fenomeno che invade la rete


So cosa state pensando: “Claudia ma che ti sei inventata stavolta?”. Ebbene cari amici, stavolta la genialata non è farina del mio sacco. E non so neanche se possa essere definita una genialata, ma come avrete capito, oggi mettiamo un attimo da parte la moda, intesa in senso stretto, e discutiamo di fenomeni fashion. Di quelli virali, nuovi e anche un pò strani da metabolizzare…ma che ci piace tanto cercare di sviscerare per capire dove sta andando la moda. O meglio, dove stiamo andando noi che con la moda abbiamo l’ambizione di lavorarci.
Il titolo la dice lunga: chi sono questi Snapfluencer? Andiamo con ordine.

Ci tengo a dire che non è che stamattina, dopo una nottata agitata per via delle cena pesante di ieri, la sottoscritta si sia svegliata con questo neologismo con il quale divertirsi a incasinarvi le idee…bensì mi è successo di farmi un giretto sul web e trovare un articolo dedicato a questo nuovo fenomeno. Anche perché, ve lo dico subito, la questione è scottante e ci riguarda tutte: pare che noi fashion blogger siamo già obsolete. Ma come, direte voi (e anche io), una non fa in tempo ad aprirsi un blog, a cercare di capire come far funzionare le cose sui social, come attrarre l’attenzione dei lettori, che già diventa obsoleta?! Ebbene si. Mentre noi fanciulle viaggiavamo allegre e spensierate nella blogosfera, cullandoci nel nostro dorato mondo di followers e link di ricondivisione, il web aveva già deciso per noi. O almeno così pare.
Ecco infatti nascere, apparentemente dal nulla, queste nuove figure a metà tra un fotografo e un influencer (da qui il termine Snapfluencer: snapshot+influencer) che, belle belle, ci fregano da sotto il naso il posto. Ma quale posto poi alla fine? La blogosfera è grande, c’è posto per tutti no? No. Non c’è posto per tutti. Se vogliamo illuderci che sia così illudiamoci, ma la verità è che molti blog soccombono soffocati da quelli più forti e con maggiore autorità e presa sui lettori. Perché lo spazio del web in questo caso non è come l’Universo, che è in continua espansione. Per cui, più concorrenza significa meno spazio. E meno spazio significa meno guadagno. E meno guadagno significa…vabbè lo sapete. Ovviamente parlo relativamente a chi, come me, fa del blog un lavoro. Mentre chi lo fa solo per passione sicuramente sente meno questa problematica e magari si sta facendo due risate leggendo questo articolo (però per solidarietà non ridete su!)

Tornando a noi, dicevamo di questi Snapfluencer. Cito testuali parole prese da Vogue.it che, meglio di me, può spiegarvi il fenomeno “Da qualche tempo c’è un proliferare di fashion influencer su Instagram, donne (sconosciute al pubblico) che, postando vari outfit giornalieri (ovviamente creati da loro), cercano di influenzare gli acquisti di chi li segue. Si faccia attenzione: queste “influencer” non hanno blog o siti di riferimento. Niente parole, solo immagini. Velocissime immagini. Si sa che Instagram incarna meglio la velocità di comunicazione di oggi, un social basato sull’esibizione di foto di frammenti di vita. L’immagine è la sostanza.

Vi dirò: quest’ultima frase l’ho trovata parecchio inquietante perché trovo un pò spaventoso che un’immagine possa diventare un contenuto capace di sostituire le parole e avere lo stesso effetto, se non maggiore. Che immagini poi? Mica parliamo di quadri di Van Gogh o Leonardo, capaci di veicolare messaggi anche solo attraverso il colore e le forme. Immagini di moda. Persino le sfilate, che vivono di immagine, in realtà hanno dietro un concept scritto e una comunicazione mirata. Se l’immagine è la sostanza (qui bisognerebbe scomodare Roland Barthes, io ve lo dico) perché allora non torniamo al cinema muto e togliamo la parte scritta da riviste e giornali? Se contano solo le immagini…è uguale no? Ma non posso certo mettermi a polemizzare con Vogue, metti che poi la Sozzani legge questo post…mi gioco la carriera 😉

Insomma pare che ormai avere un blog sia inutile. Ti fai un profilo instagram e posti a rotta di collo foto dei tuoi outfit. Stop. Risultato: milioni di fan, brand che fanno a gara per accaparrarsi la tua immagine, gente che farà shopping usando il tuo profilo IG come promemoria. Ma sarà proprio così?

Esampi di Snapfluencer su Instagram

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Ancora Vogue.it ci viene in soccorso mostrandoci il profilo di tale @mjsicilia. Caratteristiche: 154mila followers per 1200 fotografie senza volto con focus esclusivamente sugli accessori. Accessori di ogni tipo e ipergriffati. Del tipo roba di Dior, Hermes, Gucci, Luis Vuitton...
Al chè il dubbio sorge spontaneo: le cose sono 3. O è un fake (ovvero un personaggio costruito a tavolino e non reale, messo a posta per creare buzz); o questa è la figlia illeggittima di Onassis (e sennò da dove li prende i soldi per comprarsi tutta sta roba?!!?) oppure, terza e ultima ipotesi, è quella mattacchiona di Paris Hilton che ha finito di giocare con i chihuahua e, non avendo di meglio da fare, si diverte a prenderci per i fondelli e farci rosicare.

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Ma Vogue.it continua, imperterrito: “Immedesimazione aspirazionale è probabilmente anche quella che sta dietro al successo di MyCamelia, Instagrammer rumena di nascita che vive girando il mondo con marito e figlia e, ovviamente, con il suo impeccabile guardaroba. Una famiglia da sogno americano anni 40: madre, marito ricco e figli. Lei fa shopping, lui lavora, i figli crescono nell’agio e nel lusso vivendo lo stereotipo pubblicitario della felicità. Chi sogna la sua vita? 235.000 follower”.

Sì, ovvio. Chi non si immedesima in una che ha il marito straricco che gli permette di fare shopping dall’alba al tramonto? Dai, chi? Ma allora per quale motivo Banderas non ha un profilo instagram dove postare tutte le leccornie che realizza insieme alla gallina Rosetta? Chi è che non sogna una vita da Mulino Bianco?! (ora non mi dite che Banderas ce l’ha!)

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Ragazzi, parliamone. Questi Snapfluencer sono davvero i nuovi influencer? Sono davvero personalità da seguire, di cui ascoltare i “consigli per gli acquisti”? Hanno davvero un peso e se sì, quanto? Ma soprattutto, per quale motivo una persona come me o come voi dovrebbe seguirli? Qual è il vantaggio che ne ricaveremmo? Sognare la vita di qualcun altro è il modo più veloce per essere infelici. Sì, parliamo di moda, di abiti, di accessori….Ma tutto questo non è altro che lo specchio della vita che ci si crea, per questo si finisce con l’identificarsi con chi ha più di noi, perché incosciamente lo si reputa migliore di noi, senza magari alcun fondamento reale.

Credo seriamente che il fenomeno degli Snapfluencer potrà forse far comodo agli stessi, perché creare bisogni nel pubblico significa acquisire potere sul mercato. E il marketing insegna che non c’è modo più veloce di indurre all’acquisto che crearne un bisogno concreto, anche laddove non c’era. Dunque se loro saranno in grado di creare bisogni e spingere la gente all’acquisto, i brand li adoreranno. Molto più di quanto abbiano fatto finora con le fashion blogger. E quest’ultime, povere anime, se gli Snapfluencer dovessero prendersi il mercato, che fine faranno? Dobbiamo rassegnarci a mettere una croce sopra ai nostro blog e dedicarci all’arte dello snapshot su Instagram? E’ un problema serio sapete. Ho capito che tira di più 1milione di followers su Instagram che un carro di buoi, ma io non ho il marito straricco, anzi non ho proprio un marito. E solo il pensiero di passare la giornata a cambiarmi d’abito e scattarmi foto in ogni momento mi fa venire l’ansia…Non fa per me! Io amo scrivere, lasciatemi scrivere vi prego. Lasciatemi nel mio dorato mondo di articoli, foto di sfilate e link di ricondivisione. Ci sto bene, mi sento a casa.

Vogue, ti prego, non ti ci mettere anche tu…La vita è amara di suo, lasciaci almeno l’illusione di una blogosfera grande grande e di un Instagram che sia ancora un social network e non un ufficio di collocamento.

Grazie.

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  • Luca

    Non so che dire, se non un… “Mah!”… Buona serata, dolce Claudia! 🙂

    dicembre 17, 2014 at 3:44 pm Rispondi
  • Luca

    p.s.: d’accordissimo con te, anche a me piace molto scrivere. Però, devo riconoscere che le scarpe di miss bycamelia sono proprio belle… 😉

    dicembre 17, 2014 at 3:49 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Ehhh Luchè…lo so che sono belle. Ma sono contenta che comunque anche tu sei d’accordo sul contenuto 🙂

      dicembre 19, 2014 at 12:49 pm Rispondi
  • lamodavaalmercato

    post estremamente interessante!
    su instagram con “la moda va al mercato” sono tanti (soprattutto stranieri) a pensare che vendo e compro con il risultato che sono seguita da aziende, persone che mostrano i loro outfit, creativi, negozi… c’è di tutto!!!
    instagram va di moda!

    dicembre 17, 2014 at 4:11 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Immagino! Ma poi Instagram non è il male, intendiamoci, anzi. E’ utile, carino, immediato..Solo che a volte si fa un pò di confusione..diciamo che è ottimo come social, meno come strumento professionale a mio parere 🙂

      dicembre 19, 2014 at 12:49 pm Rispondi
  • NonnaSo

    a me son quelle che più fanno ridere e che cancello per prime.. al 3 outfit sei fuori. una palla mortale. cominciando dalla ferragni. però ci credo che mietono tanti follower (occhio poi che i piu sono comprati, si, proprio comprati, il segreto è 23.000.0000 follower, media di 100 <3 a foto, = sei fake e te li sei comprati): vengono seguite da chi, a mio modesto avviso, a poche idee ben confuse su cosa sia la moda, e si trova comodo a seguire e "Ricopiare" il compitino a casa dell'outfit già bello e pronto.
    Infine, la cosa che mi da più sui nervi? Non si fanno nemmeno un pò di moderazione sul profilo: 99% dei commenti a ogni outfit sono "seguimi che ti seguo", "metti like per avere 1000 like" "hei guarda il mio profilo"… ma dai… quello non è lavorare seriamente, e non ha spessore… sempre a mio modesto avviso, e quando cambierà il trend – perchè cambierà infretta – vedremo cche fine faranno queste "insta-star" dei miei stivali 🙂
    #permeèno!

    dicembre 17, 2014 at 4:11 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      #permeèno lo voglio con la voce gracchiante della Mara Maionchi però 😀 😀 😀 Si amica, saggia come sempre…Sui fake sono non d’accordo, di più. Si vede lontano un miglio. Se hai 10mila fan su una pagina/profilo e un engagement di 0/1 o 2 like a post/foto c’è qualcosina che non va. O hai un tasso di conversione da buttare al cesso e tirare la catena…o sono fake. Sulle insta-star non dico niente perchè non le considero neanche tali, per me sono semplicemente prodotti della rete che possono essere duraturi o meno. I contenuti sono altri 😉 Smack <3

      dicembre 19, 2014 at 12:48 pm Rispondi
      • NonnaSo

        la cosa più triste? che anche alcune “grandi aziende” italiane, le vedo fare la stessa cosa (fake e 1/2 like di media) e tirarsela pure… al che mi dico, crollando il capo, che ormai è tardi anche solo per pensare di cercare di insegnare qualcosa a sta gente, e al “pubblico” che hanno, e che si meritano.
        Tirarsela come parcheggi, poi, veramente infimo.
        detto questo t’abbraccio cara, sei sempre un ottimo spunto per discussioni no serie, di più! :*

        dicembre 19, 2014 at 1:08 pm Rispondi
  • lillyslifestyle

    Almeno eviteremo di leggere certi “testi” scritti con i piedi. Dante Alighieri si tormenta nella tomba ogni volta che queste “social” (o a-social?) scrivono due righe di post prima di fotografarsi….. Dante perdonale/i perché non sanno quello che fanno!!!
    Lingua a parte, mi è capitato di incontrarne qualcuna/o durante le fashion week. Vengono pagati bene e si beccano le prime file sono perché si autocelebrano su Instagram ed hanno ???K seguitori. Mha! Sinceramente questo fenomeno lo capisco meno del calzino di spugna nei saldali. -_-

    dicembre 17, 2014 at 5:08 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Sai che in tempi non sospetti, tipo qualche mese fa (siamo amiche su fb quindi lo avrai letto sul mio profilo personale) suggerivo proprio questa cosa: “Se non sapete scrivere, basta…apritevi un profilo instagram e amen”….Devono avermi ascoltata mannaggia 😀 😀 :D…Comunque per la storia delle prime file alla sfilate (ma anche il solo fatto di entrarci) esclusivamente per i followers su Instagram la trovo una cosa tremendamente ingiusta!!!! :*

      dicembre 19, 2014 at 12:45 pm Rispondi
  • Francesca Trucco

    Interessantissimo questo tuo escursus!!!

    dicembre 17, 2014 at 8:07 pm Rispondi
  • mariaclaudiam

    buon articolo! a veronika orchid la seguo anche io…ma non fa testo…fa parte di una famiglia stra ricca! quello che mostra se lo permette!
    secondo me, l’immagine parla si, e anche tanto, ma ci vuole quel qualcosa in più che una buona blogger può mettere…anche solo creare l’atmosfera di un giorno particolare quando ai indossato qualcosa, essendo brave a descrivere il tutto! non è sufficiente postare una foto che dice che le scarpe di valentino sono un must! :))) e poi…la moda non è fatta solo di grandi marchi! la moda è fatta di abbinamenti unici e di tanti altri dettagli! vestirsi dalla testa ai piedi firmato non ti assicura che sei anche ben vestito secondo me! certo che non è un peccato investire in accessori di lusso che possono tirare fuori dal anonimato un outfit semplice, ma non tutto sta in questo!
    Io uso instagram come alternativa a facebook, per postare dettagli, piccolezze, cose che non posto sul blog, ma ho smesso di adorare le foto dei profili del genere! xche mi fanno solo comparare la mia vita con quella di non so che star!? e non ha nessun senso! è bello fare qualcosa con quello che ho già, non continuare a desiderare di più e sempre di più….che alla fine non riesco indossare durante una stagione…

    Mary
    http://instantmagic.wordpress.com

    dicembre 17, 2014 at 9:41 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Bravissima Mary, è questo lo spirito giusto. E’ l’interpretazione personale ad essere la chiave fondamentale in tutto, anche nello scegliere un outfit. Non sta scritto da nessuna parte che indossare capi firmati equivalga a vestire bene. Bisogna saperli interpretare, scegliere e comunque ci si può vestire in maniera impeccabile anche con capi del mercatino, capi vintage presi dall’armadio della zia, capi magari riadattati con le nostre mani…La moda è un mondo e non è fatto di sole immagini 😉 Un abbraccio!!!

      dicembre 19, 2014 at 12:41 pm Rispondi
  • pagurina9

    Guarda, se voglio vedere delle immagini di accessori o abiti firmati io vado direttamente sui siti di Hermès & co., trovo che sia troppo facile mostrare semplicemente foto di outfit da sogno, preferisco mille volte leggere un bel post o guardare immagini di ispirazione sui blog di persone vere che hanno costruito i contenuti pensandoci… Un bacioooo

    dicembre 18, 2014 at 7:26 am Rispondi
    • BlondyWitch

      Sono d’accordo con te amica. Purtroppo che ti devo dire..pare che i brand vadano dove tira il vento…o dove si vende di più…è la dura realtà. Personalmente sono una persona curiosa e guardo dappertutto, Instagram compreso..Ma di certo negli acquisti seguo solo e soltanto la mia testa…e il mio portafogli 😉

      dicembre 19, 2014 at 12:39 pm Rispondi
  • Romy_mc

    Trovo che Instagram sia una bella vetrina dato che ormai la nostra società si basa sull’apparenza e poco sul contenuto!!! Ma chi scrive per lavoro o come me per hobby e passione non passerà di moda perchè la bellezza, il fascino e l’attenzione sono anche nelle parole, nel descrivere momenti, luoghi, nel dare consigli e suggerimenti e di questo non si potrà mai fare a meno.

    dicembre 18, 2014 at 11:32 am Rispondi
    • BlondyWitch

      Non avresti potuto dire di meglio amica. Esattamente. Certe cose, come la passione e l’impegno che si mette nel proprio lavoro (o hobby che sia) sono cose evergreen. Ci sarà sempre bisogno di buoni contenuti e di cose utili, c’è poco da fare. Prima o poi le sole immagini, per quanto belle, vengono a noia. Noi esseri umani per fortuna abbiamo bisogno anche di conoscenza e cultura 😉 Un bacione e grazie per il tuo punto di vista.

      dicembre 19, 2014 at 12:36 pm Rispondi
  • missiiie

    Claudia ti giuro che già alla terza riga ero nel panico più totale perchè io si gestisco il blog per passione ma sogno che un giorno diverrà il mio vero lavoro quindi dire che ora sono leggermente agitata è un eufemismo… Ormai il web sforna di tutto e diciamolo anche ,ormai tutti ”fanno moda” basta avere qualche follower in più e tutto ciò che ”scrivono” diventa oro colato,io sinceramente spero che lagerfeld faccia una rivoluzione anche per questi fenomeni sociali in continuo aumento hahhaha.
    Ora non ci resta che sperare che questo sia solo un tormentone e che le cose torneranno normali :/

    Bacioniii :*

    dicembre 18, 2014 at 2:37 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Tesoroooo mi eri mancata!!! 🙂 Sì, sicuramente la rete ne sforna veramente tante di cose, a volte si tratta di novità concrete, altre di bolle di sapone che si infrangono da sole contro gli scogli della realtà 😀 Spero che comunque vinca il buonsenso…intendo quello dei followers…Che riescano a capire la differenza tra una moda e l’altra…Vedremo 😉 Un abbraccio forte <3

      dicembre 19, 2014 at 12:34 pm Rispondi
  • wwayne

    Non avevo mai riflettuto sul fatto che, se ci sono tanti bloggers che parlano dei tuoi stessi argomenti, il tuo blog potrebbe venire “soffocato” dalla concorrenza e smettere di venire letto. Penso che sia perché il mio blog parla di libri e film, due argomenti dove non ci sono moltissimi blog (almeno qui su WordPress) e quindi finora il problema non si è mai posto.
    Tra l’altro penso che smetterò di recensire libri. Quando parlo di un romanzo, anche se quel libro è sulla cresta dell’onda, il post fa 100 visualizzazioni; invece quando parlo di un film, anche se è un titolo di 50 anni fa che nessuno ha mai sentito, il post fa 400 visualizzazioni. Per non parlare poi dei “Mi piace”, dei commenti… tutti i dati rivelano in modo evidente che i miei lettori vogliono solo post di cinema, quindi mi sento in dovere di accontentarli.
    Ovviamente l’aforisma da 2 soldi “L’immagine è la sostanza” ha inquietato anche me. Leggendolo nel contesto in cui è calato, penso che il senso di quella frase sia che queste influencer per promuovere il proprio stile o le marche che le foraggiano non hanno bisogno di una comunicazione verbale (del tipo “Questa borsa è bella per i motivi A, B e C”): la sostanza del loro marketing consiste unicamente nella pubblicazione di foto.
    La tendenza a condividere sui social ogni dettaglio della propria vita privata (con post su Facebook, foto su Instagram eccetera) mi inquieta molto di più. Sono estremamente geloso della mia privacy, quindi quando vedo qualcuno che mette in piazza i fatti propri con tanta nonchalance provo un grandissimo fastidio.
    Per quanto riguarda l’esclamazione con cui hai chiuso il post, non so se Banderas ha una vita da Mulino Bianco, ma so per certo che ce l’ha Gianni Morandi: infatti sul suo profilo Facebook posta di continuo foto della sua vita semplice e agreste. Dalle immagini che pubblica e dai commenti che scrive traspare un uomo estremamente buono, dolce e pacifico: è sicuramente uno dei personaggi pubblici che stimo di più. Forse è il mio vip preferito in assoluto insieme a John Elkann, che però ammiro per motivi completamente diversi: la sua intelligenza e la sua signorilità unica.

    dicembre 19, 2014 at 2:27 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Lo sai che non sei la prima persona che mi fa notare la genuinità di Gianni Morandi e del modo in cui traspare sul web? E non faccio fatica a crederlo perchè l’ho sempre ammirato molto artisticamente (anche se non è il mio genere) e umanamente. Per quanto riguarda il tuo blog, è giusto che tu dia ai lettori ciò di cui hanno bisogno, soprattutto se quel qualcosa coincide con quello che piace fare anche a te. Ma se anche per un solo attimo ti venisse voglia di recensire un libro, secondo me non dovresti negartelo…Perchè sarebbe un piacere anche nei confronti di te stesso. Il blogging in fondo serve anche a gratificarsi ogni tanto…e sono sicura che troveresti comunque qualcuno ben disposto a leggerlo, ne sono convinta! 😉

      ps. Ebbene….la questione del numero di blog e della loro sopravvivenza è una mera questione di marketing. Se il mercato è saturo ad un certo punto verranno premiati i blog che si differenziano. E quali sono? Quelli che hanno più followers? No. Quelli che danno ai followers ciò di cui hanno bisogno. Che può essere foto di outfit preconfezionati, oppure contenuti, oppure guide utili e via dicendo.

      dicembre 19, 2014 at 4:02 pm Rispondi
      • wwayne

        In effetti il mio blog era nato come uno spazio in cui scrivevo solo per me stesso. E tale è rimasto per 3 anni, perché dal 2008 al 2011 non mi leggeva nessuno. Ero più ignorato di Massimo Boldi ad un concorso di bellezza maschile.
        Poi dal 2011 in poi ho cominciato a ricevere un minimo di attenzione, e da allora il mio atteggiamento è cambiato: adesso non mi chiedo più se il post piace a me, ma se può piacere o meno ai miei lettori.
        Il blog ha cambiato il mio modo di pensare anche nella vita reale: ad esempio, quando finisco di vedere un film, appena partono i titoli di coda già comincio a scriverne mentalmente la recensione da postare nel blog. Questo accade quando il film mi è piaciuto, ovviamente: se il film mi ha deluso cerco solo di dimenticarlo. Grazie per la risposta,e a presto! 🙂

        dicembre 19, 2014 at 4:20 pm Rispondi
        • BlondyWitch

          Ti capisco. Anche a me il blog ha cambiato molto il modo di pensare…e devo dire in meglio sotto certi punti di vista, come avevo anche raccontato al compimento del primo anno 🙂 Però è bello così non trovi? 😉 Un abbraccio

          dicembre 19, 2014 at 5:28 pm Rispondi
  • chasseursdechaussures

    Io in realtà penso che questa figura fosse già molto diffusa in modo subdolo tra le fashion blogger. Non credo che si possano definire tali solo le ragazze che hanno un profilo instagram non collegato a un blog ma anche quelle che un blog ce l’hanno e si limitano a scriverci solo delle didascalie indicando i brand di ciò che indossano, poi li traducono in tutte le lingue del mondo e oltre a dire di essere fashion blog dicono pure di essere influencer in Russia, Giappone e chissà dove.
    Non conoscevo il termine ma da tempo volevo parlare di queste specie di fashion blogger che hanno spesso molti più follower di chi scrive, purtroppo il mondo ormai è così veloce, non c’è tempo di leggere, ormai si ci affida alle immagini, più veloci da consultare, più immediate, e allora mi chiedo, chi sono le vere fashion blogger? Noi che scriviamo o loro che comunicano in un modo più semplice ma molto più furbo?

    dicembre 19, 2014 at 2:46 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Ottima domanda amica. Chi sono in realtà queste fashion bloggers? Cito testualmente WIKIPEDIA alla voce BLOG: “Nel gergo di Internet, un blog è un particolare tipo di sito web in cui i contenuti vengono visualizzati in forma cronologica. In genere un blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile ad un articolo di giornale.” Poi continua, sempre WIKI, con la distinzione di vari tipi di blog…Ma in tutti si parla di contenuti, per cui un blog è una sorta di diario in rete. Non si parla di sole immagini. Quindi Fashion blogger non è un termine che bisognerebbe usare in maniera indiscriminata per indicare chi posta foto di outfit e basta, chi scrive e basta, chi fa un pò e un pò….bisognerebbe distinguere e dare nomi più specifici…cosa che non si fa e che crea molta confusione. Purtroppo.Ma non è una questione semplice perchè ormai è un termine radicato. Spesso a me capita di dire “sono una fashion blogger” e di sentirmi dire “ah ok ti fotografi con dei capi allora”. Cosa che no, non faccio. Curo contenuti di moda su un blog…Dunque sono un fashion editor? Non proprio…non ho sito web, ho un blog. Quindi sono una fashion blogger. Ma non faccio outfit. Però se capita mi fotografo volentieri agli eventi…Quindi che sono, una event blogger?! Un casino 😀

      dicembre 19, 2014 at 3:58 pm Rispondi
      • chasseursdechaussures

        Per me è lo stesso…mi sa che dovremmo coniare un termine noi…così almeno quando ci chiedono cosa facciamo invece di suscitare pregiudizi susciteremmo curiosità e interesse…un bacione cara

        dicembre 19, 2014 at 4:09 pm Rispondi
        • BlondyWitch

          Ci ho provato. All’inizio dicevo: sono una fashion web editor (letteralmente una che scrive contenuti di moda sul web). E la gente mi rispondeva: CHEEEEE? Allora mi sono arresa a dire “fashion blogger” seguita dalla specificazione “ma scrivo di moda, non faccio outfit”. Che non è per schifare la categoria di chi fa outfit, anzi. Pure loro potrebbero schifarsi ad associarsi a me che mi definisco fashion blogger e non faccio outfit, intendiamoci. E’ solo per chiarire a chi mi chiede su sto benedetto blog di che mi occupo! Un bacione a te 😉

          dicembre 19, 2014 at 4:12 pm Rispondi
    • marzia

      Inutile prendersela tanto,la concorrenza esiste dappertutto,inutile screditare la concorrenza,,qui siamo nel mondo virtuale,ma nel mondo reali i supermercati hanno ammazzato i piccoli negozi le strade che nel centro di una città ne facevano la vita ora sono centri morti. Non sempre si cambia in meglio ,ma ci si adegua,l’immagine senza dubbio colpisce e spesso parla,parti da questo e magari modifica il tuo modo di lavorare,se hai paura della concorrenza….Poi non so se sia il consiglio giusto ciao e buona giornata!

      dicembre 20, 2014 at 7:45 am Rispondi
      • BlondyWitch

        Assolutamente nessuna paura della concorrenza, anche perchè si tratta di due modi di lavorare totalmente diversi che non possono essere paragonati. Ovviamente la mia era un’analisi ironica di un fenomeno nuovo che sembra stia prendendo piede e come sai, penso che un blog di moda non debba parlare solo di begli abiti, ma anche di argomenti come questo. Modificare il mio modo di lavorare sicuramente lo farò, spero in meglio, ma non per omologarmi a questo ovviamente! 😉 Buona giornata a te!

        dicembre 20, 2014 at 12:37 pm Rispondi
      • chasseursdechaussures

        Io di certo non me la prendo e non temo la concorrenza visto che non vendo niente, non cambierò mai il mio modo di lavorare perché ci credo, io non scredito nessuno, anzi, ci soni ragazze bravissime nella fotografia più di quanto lo sia io nella scrittura.
        Dico solo che dovrebbe esserci una distinzione tra i vari tipi di blogger e influencer e poi ovviamente sono del parere che il merito dovrebbe essere premiato, sia per chi scrive che per chi fa altro, se loro sono più brave di altre nel marketing ben venga. Grazie cmq del consiglio e buona giornata anche a te

        dicembre 20, 2014 at 12:56 pm Rispondi
  • Rossella

    Questo articolo per me è stato molto molto interessante!!! Brava! Sono a bocca aperta!!! Non so nemmeno cosa dire!!!! Per me le immagini sono importanti indubbiamente ma non bastano solo quelle!! E per chi come noi ama scrivere è un segno di completezza e professionalità. Con le parole si possono esprimere concetti che una sola foto o un selfie postato su Instagram non può esprimere!!! Grazie!
    Rossella
    http://www.glitterchampagne.com

    dicembre 19, 2014 at 7:32 pm Rispondi
    • BlondyWitch

      Grazie mille a te Rossella per i complimenti, ma ancora di più per aver lasciato il tuo punto di vista (che condivido ovviamente) qui sul blog. Un abbraccio :*

      dicembre 19, 2014 at 9:14 pm Rispondi
  • Paolo Meneghetti

    Ho letto il tuo articolo, con interesse. E’ un po’ la fenomenologia del ‹ 3D ›, perché tramite ‹ Instagram › l’immagine si percepisce nel contempo ‹ molto tagliata (o meglio schiacciata), ma acquistando una concentrazione ›. La nostra società ha esasperato esteticamente
    il ‹ pop ›. Ora qualcosa ‹ di rapido ed inflazionato › addirittura “deve” ‹ coinvolgerci ›… Ripeto: lo ‹ snap › per le ‹ fashion bloggers › funziona come il ‹ 3D › al cinema. Di preoccupante c’è l’assoluta ignoranza del ‹ pensiero forte ›, in estetica. Una buona ‹ fashion blogger › per me dovrebbe conoscere i grandi autori del suo ambito (come Barthes, a te caro).

    dicembre 19, 2014 at 8:44 pm Rispondi
  • mary

    personalmente ritengo Instagram alienante, motivo per cui mi sono anche cancellata tempo fa. Questa overdose di immagini che scorrono rapidissime, l’angoscia di un tempo ridottissimo dove quello che posti dopo un secondo è già vecchio, contenuti su contenuti non sempre desiderabili, un bombardamento senza fine che mi metteva ansia, non c’è tempo per pensare, approfondire e mi sembra un male, in un’epoca in cui abbiamo carenza di contenuti, cultura, lentezza, magari sono io o magari no. Preferisco i blog per tutta una serie di ragioni e spero che i blogger abbiano il buon senso di non affidare tutto ai social, come però purtroppo stanno già facendo in tanti, secondo me è uno sbaglio.

    marzo 7, 2015 at 12:06 pm Rispondi

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