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AltaRoma AltaModa gennaio 2016: il mio diario di bordo


AltaRoma AltaModa gennaio 2016: il mio reportage

 

Sapete, è difficilissimo riuscire a racchiudere tra le righe di un solo articolo tutto quello che ho visto e provato in questi tre giorni di AltaRoma AltaModa. Non tanto perché le cose da raccontarvi e mostrarvi sono moltissime, ma soprattutto perché tutto quello che c’è dietro alle sfilate, come le attese, le ore passate con gli amici e i colleghi, gli aperitivi, le foto, le confidenze su quanto si sta vivendo in quei giorni, è davvero impossibile da riportare fedelmente.

Io proverò a fare del mio meglio, riportandovi le cose esattamente come sono andate, dunque mettetevi comodi che il viaggio nella mia AltaRoma 2016 sta per cominciare.
Le sfilate e gli eventi sono iniziati giovedì 28: tra questi la mostra di Marina Corazziari, amica e designer di gioielli dall’indiscusso talento, che ha avuto un grandissimo successo e ha visto anche la partecipazione di Anna Fendi come ospite d’eccezione dell’evento. Gli ospiti hanno potuto ammirare, tra retaggi del passato, installazioni d’arte e tableau vivant, le creazioni più esclusive e significative realizzate durante la carriera di Marina. Un tributo prestigioso, ideato per rendere omaggio ai suoi trent’anni di attività.

Ph. Carlo Tosti

Anna fendi e Marina Corazziari

Anche le sfilate dei giovani al Coin Excelsior e l’evento all’Accademia Koefia dedicato ai designer emergenti avrebbero meritato, ma io purtroppo non sono riuscita a liberarmi dagli impegni di lavoro e dunque la mia AltaRoma AltaModa vera e propria è iniziata venerdì.

AltaRoma AltaModa #Day1

Venerdì mattina: come al solito di corsa, sono arrivata alla sede dell’Ex Dogana, location privilegiata di quest’anno (non storcete il naso, vi assicuro che aveva il fascino dei posti un po’ bohemienne e un parcheggio interno che a Roma è come un miracolo divino).

Il mitico cartellone con gli sponsor

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Prima tappa: l’imperdibile sfilata della Maison Curiel che ci ha magicamente trasportato in un giardino fiorito.

La location

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“Ogni qual volta incontro il chiosco di un fioraio, appoggio lo sguardo su un’aiuola, rapisco l’angolo di un terrazzo rigoglioso o vengo abbracciata nel verde di un campo…sono felice”. Con queste parole Raffaella Curiel ha trasformato foglie e corolle in pantaloni, gonne e corpetti; ha rubato ai giardini per creare i suoi preziosi ricami e il suo personale inno alla vita oltre che il suo giardino reale che è anche quello del cuore.

Ph. Paolo Lanzi

curiel foto di paolo lanzi

Un po’ di backstage e una foto con la mia amica Laura

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Subito dopo è stata la volta della sfilata dal mood genderless di Miao Ran, poi una piccola pausa pranzo, il tempo di un pezzetto di pizza giusto per non svenire in fila al desk, e subito è stata la volta del defilè di Antonella Rossi, organizzato questa volta in una location superbamente lussuosa come il Westin Excelsior. Una collezione ispirata a New York e alla Grande Mela, con i suoi mille impulsi creativi, la libertà di esprimersi e la multietnicità. Silhuette anni ’90, contrasti di colore grintosi, ma anche nuance soft hanno caratterizzato una collezione femminile, dove hanno abbondato trasparenze delicate e lussuosi ricami.

Ph. Matteo Nardone

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Io e la mia amica Francesca Gori di FrancyG FashionBlog siamo rimaste estasiate. Abbiamo anche fatto una video intervista nell’attesa, ma il nostro cameramen improvvisato ha giustamente dimenticato di attivare l’audio, dunque il risultato ve lo lascio immaginare: smorfie e sorrisi senza un perché! 🙂

La location e qualche scatto pre-sfilata

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blondywitch e francesca gori

Subito dopo, tornata all’Ex Dogana, ho ammirato le opere della mostra A.I Artisanal Intelligence e quindi sono scappata per raggiungere il St.Regis, location di una delle sfilate più attese, quella di Giada Curti.

Qualche scatto della mostra A.I

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AI

A parte la regia di Alessandro Mazzini che è una garanzia perché ci ha regalato uno spettacolo impagabile, gli abiti erano a dir poco stupendi. Bellissimo anche il make up ad opera del bravissimo Raffaele Squillace.

La location e qualche scatto pre-sfilata

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pre giada curti

La collezione, intitolata “La divina Marchesa” e ispirata alla Marchesa Luisa Casati, ha portato in passerella una dark lady avvolta in pizzo e satin, esaltata dal misterioso nero o dall’etereo bianco fino ad arrivare al verde smeraldo che ci ha intrigato con i suoi magici riflessi.

Ph. Press Office

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Finita la sfilata di Giada e dopo una rapido saluto in backstage siamo volati all’Hotel del Quirinale per il Fashion Show “Olimpo”.

Il mio primo giorno di AltaRoma si è concluso così.

AltaRoma AltaModa #Day2

Il secondo giorno di AltaRoma è iniziato sabato 30 con la sfilata/shooting di Vittorio Camaiani:

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in una affollatissima sala di Palazzo Cerere le modelle di Camaiani hanno incantato il pubblico con abiti ispirati al surrealismo di Dalì e concepiti come il gioco degli opposti dove non sono mancati tessuti preziosi, righe, nuance che andavano dal bianco all’arancio fino al nero e al cognac, accessori sperimentatori in linea con gli abiti e bijoux sorprendenti. Madrina d’eccezione la sempre splendida Marina Ripa di Meana, perfetta interprete della collezione “ContrariaMente”. Ovviamente non poteva mancare un saluto al mitico fotografo Carlo Tosti, ormai un amico. Giusto il tempo di qualche scatto e subito via di corsa all’Ex dogana per la sfilata anche questa molto attesa di Luigi Borbone.

Ph. Carlo Tosti

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GRAN FINALE CAMAIANI

Con Carlo Tosti

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Alla sfilata di Borbone io e MariaTeresa, blogger di MoodyChicas, ci siamo troppo divertite tra selfie pre-sfilata e commenti sui look degli altri invitati (sì ragazzi, si fa e lo fanno tutti, inutile negarlo).

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Luigi Borbone ci ha stupiti con una collezione bellissima dal titolo “Kore o Orlando” che ha esplorato le diverse forme del femminile, affrontando il tema del labirinto come metafora della vita, e trovando la sua musa ideale nell’algida Tilda Swinton, attrice di fama mondiale dall’allure indiscutibile. Sete, pizzi e intrecci di swarovski hanno completato l’atmosfera da sogno.

Ph. Borbone press

luigi borbone

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Dopo ho fatto un salto alla mostra Avamblanc/Giannico/Bams/Catherine De Medici 1533, dove io e Laura Limone, blogger di L’Allure, abbiamo approfittato per uno scatto d’atmosfera

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giannico e co

quindi è stata la volta dell’evento MIT, un’esposizione di abiti con cocktail e musica stratosferica annessi. Arrivata a questo punto vi assicuro che i miei piedi, dopo due giorni sui tacchi, chiedevano solo un paio di babbucce rasoterra, ma lo stile prima di tutto dunque, stoicamente ho continuato a far finta di nulla…

Piccola pausa prima di entrare….qui sono con Stefano e MariaTeresa (scatto di Irene Lufrano)

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Qualche scatto al MIT

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Ovviamente il secondo giorno di AltaRoma non poteva non chiudersi in bellezza con una sfilata che ho sognato per tanto tempo e che finalmente sono riuscita a vedere dal vivo: quella del maestro Renato Balestra. Ispirata al mondo ellenico e alla bellissima dea greca Atena, la collezione di Balestra ha spaziato dal bianco candido ad un crescendo di sfumature arancio, in un tripudio di ricami traforati in vernice oro, pizzo e ali a farfalla. Ero praticamente schiacciata contro una colonna per fare le riprese, ma non sarei potuta essere più felice.

Location e qualche scatto random

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Ph. LuxuryFiles.it

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Renato Balestra durante un’intervista nel backstage

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AltaRoma AltaModa #Day3

Domenica mattina, terzo e ultimo giorno di AltaRoma: la giornata è iniziata con una nebbia che neanche in Val Brembana e un blocco del traffico che però non ci ha impedito di partire alla volta dell’Ex Dogana. Pass alla mano ci siamo avventurati: prima la bellissima sfilata di Sabrina Persechino dal titolo “Aracne” ispirata dalle architetture di Eric Owen Moss,

Ph. press office

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poi quella di Rani Zakhem che, come al solito, non ci ha delusi. Una collezione spettacolare che ho ripreso interamente stando appollaiata con i miei amici su una pedana di legno accanto ai fotografi, con il pass al collo, il cappotto buttato Dio sa dove, la borsa tra i piedi e con di fronte un Enzo Miccio di blu vestito che avrà pensato “Oh mamma, ma come ti vesti?”. Io avevo un sorriso a 44 denti.

Consueto scatto pre-sfilata

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La collezione di Rani era un omaggio a New York e, come in un sogno, ci ha fatto volteggiare nei  mitici balli dei tempi passati. Zakhem ha attinto a piene mani negli archivi dei grandi creatori dell’America del dopo guerra e, lasciandosi ispirare dalla forma del fiocco, ha mixato richiami alla Belle Epoque e Art Decò conquistando tutti con il suo stile romantico e fresco.

Ph. press office

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Niente backstage, non c’era tempo questa volta perchè dovevo volare al St.Regis  per la sfilata di Nino Lettieri: ritrovo anche Enzo Miccio, questa volta in standing dietro di me, ma soprattutto una marea di gente ad assistere alla sfilata.
Per la splendida collezione “Elephants” Nino Lettieri si è ispirato al viaggio di una principessa indiana da Nuova Delhi a Montecarlo. Più di 30 outfits hanno sfilato in passerella in un tripudio di rosa, bianco e nero con la figura dell’elefante che ha dominato su tutto, dalle stampe ai gioielli. Bellissimi i kaftani neri in giorgette per la sera, ma soprattutto la bravura di Nino Lettieri nel realizzare anche i bijoux e le calzature. Tanto di cappello a questo artista della moda.

Ph. press office

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Finita la sfilata di Nino siamo passati a dare un’occhiata all’evento World of Fashion, ma oltre alla ressa, l’evento non accennava ad iniziare e noi avevamo i minuti contati: se c’è una cosa che ho imparato ad AltaRoma è che i tempi tecnici sono importantissimi. Non ci si può permettere di ritardare tanto quando la gente deve poi scappare ad altre sfilate, perché si rischia di vederli fuggire a metà spettacolo. E non è il massimo.
In ogni caso non c’era molto tempo per pensare e così sono corsa alla mostra di gioielli handmade firmati Gaia dove ho incontrato nuovamente Antonio Falanga, Grazia Marino e gli altri fantastici amici, oltre alla mia mitica professoressa dell’Università. Se la sottoscritta ha deciso di intraprendere questa professione è anche grazie alla cultura sulla moda ricevuta dal corso di laurea fondato da Anna Florenzi, sappiatelo 😉

Con la professoressa Anna Florenzi (ph. Carlo Tosti)

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Scatti random alla mostra – Da sinistra: con le splendide Grazia Marino e Marina Corazziari

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Alla mostra di gioielli Gaia tradizione e artigianalità, innovazione e sperimentazione si sono fusi per dar vita al nuovo anello “Triplum”, ideato per le donne che amano oggetti unici, ricchi di identità e riconoscibilità, realizzati con materiali preziosi come l’oro, il platino, l’argento e il bronzo e decorato con pietre preziose.

Ph. Carlo Tosti

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La mia AltaRoma AltaModa è proseguita poi con la sfilata di Luana Polimeni, giovane e promettente stilista reggina che ha realizzato un bellissimo defilè nella suggestiva cornice dell’Hotel de la Minerve. Una favola raccontata sotto forma di abiti con tanto di shooting, in un trionfo di seta, morbida organza e fiori.

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La collezione – foto press office

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Spettacolo troppo lungo però per poter andare anche da Jehsel Lau, l’altra sfilata con cui avrei dovuto chiudere AltaRoma. Per fortuna la mia amica MariaTeresa mi ha passato le foto che vi mostro e che ha realizzato la bravissima fotografa Irene Lufrano.

Ph. Irene Lufrano

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La mia AltaRoma AltaModa si è conclusa dunque domenica sera, dopo tre giorni pazzeschi passati a correre da una sfilata all’altra e spesso anche da un capo all’altro di Roma. Avrei voluto/dovuto vedere più cose, ma molte è stato umanamente impossibile. In ogni caso, come sempre, posso dirmi più che soddisfatta di questa esperienza. E sapete perché? Perché è bello, bellissimo vedere dal vivo l’opera di chi a quelle collezioni ci ha lavorato mesi e ci ha messo l’anima: vedere il sorriso degli stilisti sulla passerella alla fine del defilè ti fa capire che la TUA di fatica per essere lì è nulla in confronto alla LORO. E poi gli amici ti aiutano a superare anche i momenti “no”: durante una fila al desk ti giri e vedi sul loro volto la stessa stanchezza, e la stessa voglia di vedere quella sfilata, che hai tu. E allora capisci che si può essere diversi, ma le passioni accomunano più di ogni altra cosa. Ecco perché amo AltaRoma AltaModa e amo esperienze come queste e non posso non ringraziare tutti coloro che hanno fatto parte di questi tre giorni e non solo, ovvero Stefano che mi ha accompagnato pazientemente, Laura, MariaTeresa, conosciuta proprio grazie ad AltaRoma e con cui è nata una bellissima amicizia, e ancora Irene, Davide, Raffaele, Chiara, la mia dolcissima Francesca Gori e tanti altri.

Uno scatto insieme a – da sinistra – Laura Limone, Chiara Beltrami e Francesca Gori

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E poi ci sono loro: gli stilisti che ogni volta sono così carini e gentili da invitarmi, come Giada Curti, Vittorio Camaiani, Nino Lettieri, Antonella Rossi, la signora Curiel e tutti gli altri, ma soprattutto i preziosissimi uffici stampa. Ringrazio dunque tutti coloro che mi hanno invitata, da Elisabetta Castiglioni a Barbara Manto senza dimenticare ovviamente i miei grandi amici Grazia Marino della P&G Events e Antonio Falanga.

Sicuramente dimentico qualcuno e me ne scuso, ma a tutti loro e a tutti voi che mi state leggendo e che avete avuto la pazienza di arrivare fino alla fine di questo lunghissimo articolo, dedico la mia AltaRoma e la mia gratitudine.

 

 

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