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Fashion History – La minigonna: 50 anni e non sentirli!


Ci sono abiti e abiti. Ci sono abiti che hanno attraversato la storia, passando da un’epoca all’altra, scomparendo per periodi più o meno lunghi per poi riapparire all’improvviso, alternandosi nei nostri armadi e nelle nostre vite… E poi ci sono quegli abiti che invece la storia l’hanno fatta. O l’hanno cambiata, cambiando persino il modo di pensare. Follia? Assolutamente no. Gli appassionati di moda sanno che ci sono tanti capi di abbigliamento divenuti simboli di intere generazioni, che ne hanno accompagnato lo sviluppo delle ideologie e che hanno incarnato stili di vita, lotte sociali e conflitti generazionali. Ci sono abiti divenuti quasi delle uniformi, basti pensare all’abbigliamento adottato dai Mod’s degli anni ’60 piuttosto che dai Punk anni ’70, dai Cyberpunk anni ’80, dai Clubbers o dai Paninari anni ‘80-‘90 e via dicendo. Abiti che identificavano gli ideali di quelle subculture urbane, diventando la loro bandiera stilistica.

Ovviamente non possiamo parlarne in maniera approfondita o rischiamo di perderci, perché il discorso è davvero lungo e complesso (io ci ho scritto un’intera tesi di laurea!), ma questo preambolo era doveroso per farvi capire quanto alcuni indumenti hanno avuto un peso rilevante nella storia. E, tra questi, la minigonna è senza dubbio uno degli indumenti simbolo dell’ emancipazione femminile, comparsa in un periodo di grande fermento sociale e culturale, in cui accorciare l’orlo di una gonna così tanto ha suscitato parecchio scandalo e polemiche, ma ha cambiato per sempre il modo di concepire la femminilità.

La minigonna negli anni ’60

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Anni-60-le-due-modelle-simbolo-della-minigonna-Twiggy-e-Lindberg

Oggi può apparire assurdo che un semplice pezzo di stoffa possa aver scatenato allo stesso tempo gli animi dei perbenisti, l’orgoglio delle donne, i commenti pesanti degli uomini, abbia scandalizzato il mondo, cambiato il modo di pensare e vedere il ruolo della donna nella società, facendone riconsiderare i limiti e le possibilità. Eppure
Eppure, quando nel 1963 una giovane e rivoluzionaria stilista di nome Mary Quant, ispirata dalle novità stilistiche già anticipate da Courregès, decise di creare quel piccolo pezzo di stoffa colorato e svasato da far indossare alle donne insieme ai collant e agli stivali…chi avrebbe immaginato tutto ciò? Forse la stessa Mary Quant che, dal 1955, viveva immersa in quello Swinging London dominato dalle avanguardie in ogni campo, nella musica – con la ‘Beatlesmania’ – così come nell’arte – con la pop-art di Andy Warhol in un ambiente vivace e stimolante dal punto di vista intellettuale, in cui i suoi amici – come lei stessa diceva – “erano pittori, artisti, fotografi, archietti, scrittori, personaggi mondani…tutta gente che, in un modo o nell’altro, aveva qualcosa che li rendeva particolari”.

Nella sua boutique Bazaar in Kings Road, Mary Quant finì così per fondare uno stile giovane, ribelle e democratico di cui la minigonna sarebbe divenuto il simbolo per eccellenza.

La boutique di Mary Quant – Bazaar – in Kings Road

bazaar

Mary Quant

mary quant

Mini firmate Pierre Cardin

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e Courregès

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Fu così che dal 1965, anno ufficiale di diffusione della mini, la moda non fu più la stessa. La minigonna divenne un altro dei simboli delle avanguardie di quegli anni, aprendo di fatto la strada a tutta una serie di cambiamenti radicali, come il nude look del ’66 e il flower power degli hippie sessantottini, e trovando in Twiggy la sua prima vera “madrina”. La magrissima modella fu infatti la prima ad essere immortalata via Polaroid con indosso la famosa mini, nome che Mary aveva mutuato da un altro simbolo degli anni sessanta, la «Mini», cioè la vettura della casa automobilistica Austin.

Twiggy

twiggy

Da lì la minigonna ne ha dovute affrontare di battaglie, prima tra tutte quella contro il comune senso del pudore dell’epoca, che fece non poca fatica a digerire quell’accorciamento di stoffe e quello sventolare di gambe più o meno nude. Ma con gli anni, divenuta sempre più apprezzata e indossata dalle donne di ogni età e di ogni provenienza geografica, la minigonna si è conquistata un definitivo posto al sole, fino ad arrivare ai giorni nostri, senza mai scomparire dalle scene.
Anzi, nel corso degli anni molti sono stati gli stilisti che se ne sono fatti intepreti, che l’hanno proposta e riproposta, in vari stili, colori, tessuti…

Brigitte Bardot posa in minigonna – 1968

bb 68

Dalle minigonne trasparenti e lunari della fine degli anni `60 di Cardin e Courregès, alle micro gonne di pelle nera dei punk, al boom dei tessuti sintetici degli anni `80, fino alle versioni maschili a pantaloncino degli anni’90.
Dolce & Gabbana, Prada, Gucci, Gattinoni, Alberta Ferretti…tutti i grandi nomi della moda hanno fatto della minigonna una dei loro punti di forza negli ultimi anni e perfino Gaetanno Navarra venne accolto come designer emergente ad AltaRoma proprio grazie alle sue microgonne incatenate.

E ancora Giorgio Armani, Roberto Cavalli, Chanel…Tutti i grandi stilisti hanno sempre apprezzato e accolto la mini nelle loro collezioni, a riprova che si tratta di un capo universale, versatile, femminile e trasversale, capace di conquistare donne di tutte le età e di ogni stile, dal classico al romantico, dal rock allo sportivo, e che oggi, a compimento dei suoi primi 50 anni, rimane uno dei simboli di come la donna si sia liberata delle gabbie del perbenismo e abbia ridefinito il suo ruolo nella società.

La mini in passerella – da sinistra: Balmain, John Richmond e Moschino

balmain john richmond e moschino

Armani

armani

Roberto Cavalli

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Dolce & Gabbana

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Michael Kors

michael kors

Due mini firmate Miu Miu e una in pelle nera di  Saint Laurent

miu miu 2 e saint laurent

Prada

prada

Versace

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Dunque…viva la mini!

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  • BlondyWitch

    Fashion History – La minigonna: 50 anni e non sentirli! http://t.co/45Ixvz82gh

    gennaio 11, 2015 at 3:35 pm Rispondi
  • Luca

    Molto interessante! E’ un modo per farmi iniziare ad imparare la Moda…. 😉 Buona serata Claudia!

    gennaio 11, 2015 at 4:38 pm Rispondi
      • Luca

        Ricambio il bacione! 🙂

        gennaio 11, 2015 at 7:40 pm Rispondi
  • BlondyWitch

    La #minigonna compie #50anni e di cose da raccontare ne ha tante.
    Io ho voluto celebrarla così:http://t.co/fiyD9B2PXS http://t.co/aOn0mFx4jG

    gennaio 11, 2015 at 4:48 pm Rispondi
  • Desirèe

    bellissimo questo post!!!

    http://www.thefashionprincess.it/

    gennaio 12, 2015 at 7:06 am Rispondi
  • il volo di una farfalla

    Articolo molto interessante =)

    gennaio 12, 2015 at 9:59 am Rispondi
  • sbirilla92

    Come posso non essere d’accordo con te, io che sulla storia di ogni capo ed accessorio (compresa la minigonna!) ho scritto un libro? Per questo mi piaci: perché la pensiamo spesso allo stesso modo e non ci limitiamo a parlare di moda in maniera superficiale ma scavando a fondo storie e significati. Un abbraccio grande tesoro
    Giovanna

    http://www.sbirilla.blogspot.it

    gennaio 13, 2015 at 11:44 am Rispondi
  • lamodavaalmercato

    …complimenti per il tuo nuovo sito, è fantastico!!!

    gennaio 13, 2015 at 4:06 pm Rispondi
  • ZairaSessa

    Fashion History – La minigonna: 50 anni e non sentirli!: http://t.co/Xsyce56Xks via @blondywitch

    gennaio 13, 2015 at 9:49 pm Rispondi
  • zairasessa

    LA MINIGONNA! PIÙ DI UN INDUMENTO, UN VERO SIMBOLO RIVOLUZIONARIO! 50 ANNI NON SONO POCHI MA SPESSO MI SOFFERMO A PENSARE CHE SONO I 50 ANNI DELLE NOSTRE MAMME. EPPURE, COME LE ABITUDINI SOCIALI SIANO CAMBIATE, È IMPRESSIONANTE! PECCATO NON FAR PARTE DI UN EPOCA RIVOLUZIONARIA! O FORSE ACCADRÀ QUALCOSA DI SIMILE, MAGARI AI NOSTRI NIPOTI:)

    gennaio 13, 2015 at 9:59 pm Rispondi
  • BlondyWitch

    RT @ZairaSessa: Fashion History – La minigonna: 50 anni e non sentirli!: http://t.co/Xsyce56Xks via @blondywitch

    gennaio 14, 2015 at 11:31 am Rispondi
  • Desirèe

    buona giornata cara!

    http://www.thefashionprincess.it/

    gennaio 14, 2015 at 11:57 am Rispondi
  • La

    Un bel post dettagliato e a mio parere scritto bene!! 😉
    E’ sempre un piacere passare da te, Claudia! 😀
    Un bacione!

    Giulia

    gennaio 20, 2015 at 3:09 pm Rispondi
  • La Pinta

    Un bel post dettagliato e secondo il mio parere scritto bene!! 😉
    E’ sempre un piacere passare da te, Claudia!! 😀
    Un bacione!!

    Giulia

    gennaio 20, 2015 at 3:11 pm Rispondi
  • patrizia

    Molto interessante il tuo articolo! peccato però che ogni tanto mi sento come stessimo tornando indietro. Ci sono tante belle gonne o vestitini mini che mi piacerebbe indossare ma poi quando li indosso mi sento FIN TROPPO OSSERVATA (ad. es. è da giorni che sto riflettendo sull’acquisto di questa mini gonna in tulle e non riesco a decidermi…no è adorabile? http://stileo.it/donna/abbigliamento-donna/gonne/boohoo-minigonna-in-tulle-rosa_3731988) cioè so che posso indossare quello che voglio e poi quando lo indosso…non mi sento più al mio agio 🙁

    ottobre 27, 2015 at 9:30 am Rispondi
    • patrizia

      stivaletti e maxi cardigan, mi piace molto l’idea! grazie <3

      ottobre 28, 2015 at 8:54 am Rispondi

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