Venerdì 16 Gennaio è iniziata la settimana della moda maschile, come ben sapete. Vi avevo anticipato alcuni dei nomi più attesi di quest’edizione della Milano Moda Uomo (se vi siete persi l’articolo lo trovate QUI) e vi avevo promesso un recap di queste prime 4 giornate. E dato che ogni promessa è debito, eccovi le mie impressioni sulle sfilate che mi hanno convinta di più finora. Ovviamente in attesa di vedere il gran finale di domani, giornata in cui sfileranno gli attesissimi Stella Jean, Christian Pellizzari e Julian Zigerli.
Le opinioni che vi sto per mostrare sono state anche pubblicate su Vogue.it, visto che la direttrice Franca Sozzani ci ha gentilmente dato l’opportunità di commentare live le sfilate, quindi potete trovare i miei point of view anche nella sezione commenti del suo blog 🙂

Ma partiamo con le sfilate!

#DSQUARED2

Ottima sfilata quella di DSquared2 all’apertura di Milano Moda Uomo: 20 anni di carriera e si vede! Personalità, creatività senza ridicolizzare i canoni dell’estetica maschile, rivisitazione di grandi classici come lo stile biker con abbondante pelle, ma anche tanto ritorno alle loro origini canadesi con berretti e montoni imbottiti. Ottimo mix di dettagli e colori, anche sugli accessori, dalle borse con le frange ai colbacco fino agli stivali da moto. E poi borchie a profusione, in pieno stile rock. Insomma, i pezzi iconici del duo di stilisti rivisitati in ottica contemporanea, perfetti per un uomo che non vuole apparire a tutti i costi, ma puntare alla sostanza.

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#DOLCE&GABBANA

Il legame con la tradizione si fa sempre più forte in casa Dolce &Gabbana. Dopo l’onnipresente atmosfera siciliana, e la commistione con la cultura spagnola vista nella campagna pubblicitaria P/E 2015, il duo di stilisti sceglie di incorniciare la propria sfilata di Milano Moda Uomo in un quadro familiare d’altri tempi. Un quadro in cui i vecchi capi di famiglia, ripescati nel baule dei ricordi, tornano alla luce per acquisire nuova vita e nuova dignità. E’ così che la vecchia giacca di lana del nonno si traforma in elegante giacca da sera dal sapore malinconico e retrò, classici pigiami d’altri tempi riadattati per l’occasione diventano completi da sera, capi tipici degli uomini di una volta, gilet e giacchini, acquisiscono nuova linfa se visti in ottica contemporanea. Tanta tradizione, tanta famiglia, amore e sentimento. Questi gli ingredienti di una collezione che non dice nulla di nuovo, ma inventa nuovi modi per reinterpretare il passato.

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#PHILIPP PLEIN

Già ribattezzati #pleinworriors. E il nome dice tutto. Sono i nuovi guerrieri urbani, i dominatori delle metropoli contemporanee, i combattenti senza macchia e senza paura che si aggirano di notte, vestiti di oscurità ed illuminati ad ogni passo dalle suole luminescenti delle loro calzature. Passi sicuri, un incedere volitivo, svelto, quasi minaccioso: montoni lunghi, giacche trapuntate con cappucci scaldati da morbida pelliccia, pantaloni stretch con protezioni da biker, gusci rigidi. Non temono nulla, ma vogliono essere temuti i modelli che sfilano sulla passerella di Philipp Plein che apre la sua sfilata con un ring all’interno del quale il rapper Snoop Dogg anima la passerella con la sua musica accattivante, guerriero tra i guerrieri. Lo stilista tedesco stupisce ancora: il suo stile, già dal forte sentore rock, si delinea ancora di più con questa collezione: borchie a pioggia sulle giacche da biker come sugli zaini pitonati, accessori ricercati, colori scuri ed ombrosi per un uomo forte, quasi duro, volitivo, combattente. Proprio come il loro creatore.

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#COSTUME NATIONAL

Se fossi un uomo, uno di quelli che amano circondarsi di quell’allure affascinante e dal sapore urban, con quell’alone di mistero dal mood avanguardista…vestire senza dubbio Costume National. Ennio Capasa, nel suo girovagare stilistico tra le tendenze più cool del momento ha fatto planare sulla passerella della Milano Moda Uomo i suoi angeli urbani, creature ispirate allo stesso mood interattivo già sperimentato a Los Angeles in occasione della sfilata pre-fall femminile insieme all’artista Marina Abramovich. Angeli con piume applicate sui cappotti over, piume e borchie, in un alternarsi metallico e cosmopolita, colorato e lieve, fatto di toni come il turchese e il cammello, ma anche nero, grigio e verde bottiglia. E poi giubbotti corti e stretti, pantaloni skinny, ankle boots con tacco e dettagli in metallo. Sono angeli urbani quelli di Costume National….urbani e lievemente rock, ma di sicuro very glam.

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#VERSACE

Stupisce il cambio radicale di Donatella: sulla passerella Versace, tolti gli orpelli e abbandonati i colori forti delle passate collezioni, sfila un uomo tutto nuovo. Stupisce, ma piace questo ritorno all’essenzialità, all’eleganza maschile quasi classica, fatta di completi lineari e dalle nuance sobrie, a cui solo i capispalla black & white donano un pizzico di eccentricità. E’ un uomo lussuoso e sensuale quello proposto da Donatella Versace: morbide maglie in cachemire, blouson in pelle marrone, parka foderati di pelliccia, vero must della collezione. Le linee sono slim, aderenti, sensuali anche loro. Non manca un tocco sporty con sneakers e cappucci. Decisamente una collezione convincente che ricorda come le regole dello stile maschile possano essere riscritte di continuo, al pari della moda femminile, con ritorni alle origini che a volte si rivelano la vera chiave vincente.

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#EMPORIO ARMANI

Il solo nome è sinonimo di quell’eleganza che da decenni ormai è il suo marchio di fabbrica. E’ Giorgio Armani. Stilista, ma anche talent scout, alla ricerca di coloro che possano in qualche modo proseguire il suo percorso stilistico raccogliendo la sua eredità e portandola avanti. Missione impossibile a mio parere, perché talenti come quello di Armani non sono replicabili. Sulla passerella di Milano Moda Uomo, il grande Re Giorgio propone un uomo decisamente casual e rilassato, dal mood sporty. Tute in neoprene black and white, giacchini in nappa sfoderata, pantaloni skinny in jersey, giacche jaquard con pantaloni a tinta unita. Le linee sono pulite, a volte asimmetriche, molto aderenti eppure comode, effetto seconda pelle; neoprene e jersey si alternano a lana e velluto, il blu si alterna al marrone, le zip rendono il tutto pratico e veloce, perfetto per un uomo impegnato nella vita di tutti i giorni che non vuole rinunciare alla comodità. Perfetto complemento di una collezione stilisticamente ineccepibile, le maxi borse a mano e le stringate in pelle spazzolata.

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#CALVIN KLEIN

Cinquanta sfumature di grigio sulla passerella uomo di Calvin Klein. Grigio declinato in tutte le sue nuance, dal bianco al nero, come in una gioco di passaggi cromatici che accompagna i capispalla della collezione, i parka, i cappotti e le giacche, rinnovati da microfantasie maculate in rilievo, tono su tono, come tanti leopardi e giaguari in B&W.
I bomber ultraslim e cortissimi si alternano a maxicappe e ai pantaloni ampi e a vita alta: non ci sono vie di mezzo per l’uomo CK, niente compromessi, né mezze misure. Tutto è estremizzato nelle forme e nei tagli, l’over e l’ultra slim si alternano di continuo in una collezione che sembra tenere col fiato sospeso, anche nei materiali. Lana e cachemire, neoprene e vinile convivono su pantaloni e giacche da biker con dettagli metallici. A coronamento del tutto, borsoni in cavallino e berretti da baseball in rete.

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#PRADA

Ritorno alle origini: via i colori, via gli accessori, via i tessuti troppo avant garde. Miuccia riporta in passerella un uomo spogliato da tutti gli orpelli e votato alla quella legge del Minimalismo che l’ha portata al successo negli anni ’90. Via libera a capi da uomo amati anche dalle donne, capi semplici in total black e nei suoi derivati, in cotone, nylon, lana. Tessuti basic per tagli basic. Leggerezza di strutture a cui fa da eco invece una sorta di austerità: pantaloni slim con piega piatta, camicie essenziali con maniche corte e portate fuori dai pantaloni. Prada riscopre così le proprie origini di brand minimalista e votato alla cura estrema del particolare, senza nulla che possa turbare o inquinare la perfezione delle sue linee e la ricercatezza dei suoi tessuti.

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#VIVIENNE WESTWOOD

Ex punk dell’era in cui i punk erano davvero tali, signora prodigio della moda internazionale ancora sulla cresta dell’onda (da pochi mesi è uscita anche una sua avvincente autobiografia), Vivienne Westwood non delude i suoi sostenitori portando sulle passerelle della Milano Moda Uomo la sua traccia inconfondibile, questa volta dedita a raccontare una moda assolutamente unisex. “Buy less, choose well, make it last” il suo motto. E allora via a cappotti adatti per lui e per lei, knitwear comoda e unisex, completi stampati, molto tartan, volumi ampi e comodi, colori caldi. Niente di sconvolgente, niente di avanguardista. Tocchi dandy, molto casual, qualche mix di stampe e colori, ma assolutamente portabili. Una collezione, a mio parere, decisamente riuscita.

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#GUCCI

Ancora unisex, come sulla passerella della Westwood, ma questa volta senza sfrontatezza: l’uomo Gucci ha un non so chè di malinconico, forse risente della mancanza di un direttore artistico (Frida Giannini ha lasciato la direzione della maison). E’ il team creativo a guidare questa sfilata che sa di spirito bohemienne, in cui i modelli sfilano con bluse di seta annodate al collo con un fiocco, giacche dalla linea femminile e dal mood anni’70, pantaloni dal cavallo basso, grosse cinture con maxi loghi del brand, borse a cartella, sandali da frate e baschi da pittori maledetti. Un plotone di artisti, sfuggiti dalle memorie di un brand che è alla ricerca di una nuova identità e per questo guarda malinconico al passato.

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#N°21

Lo attendevo e lo temevo. L’uomo di Alessandro dell’Acqua prometteva di scendere in passerella con sandali completi di calzini in mohair. E la promessa è stata mantenuta. In un intreccio di codici opposti, in un mix continuo di forme e materiali differenti che compongono alla fine un guardaroba contemporaneo ed essenziale. Bomber in mohair pettinato, cappottini in maglia dal mood smilzo, giacche da lavoro, biker con maniche a contrasto. Protagonista assoluta la maglia che domina maglioni e blouson, pullover e berretti. Ma le calze in mohair abbinate ai sandali aperti e i cardigan di lana portati a pelle, sembrano contraddire l’eleganza casual della collezione. Grafismi geometrici si alternano a stampe broccato in una palette abbastanza sobria fatta di nero, grigio, blu a cui non vengono sottratti lampi di luce gialla e ruggine.
Nel complesso una collezione veloce e contemporanea, con tocchi di celebrazione dell’errore stilistico in una sorta di negazione dei codici della moda stessa.

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E voi, avete seguito le sfilate di moda maschile? Quale vi è piaciuta di più?

 

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9 thoughts on “MILANO MODA UOMO: il meglio dei primi 4 giorni di sfilate maschili

    1. Grazie tesoro <3 Che bello che sei passata a trovarmi sul blog! Ti mando un mega abbraccio!!!! :* PS. d'accordissimo con i tuoi gusti, anch'io ho adorato questi due stilisti, soprattutto la Westwood l'ho trovata molto riuscita! 😉

    1. Grazie amorina mia!!!! Troppo gentile. Invece a me piacciono tantissimo i tuoi punti di vista, me li sono letti con piacere! Non so se la sintesi è dono, ma se mi dici così inizio a pensarlo 🙂 Però sul blog lascio da parte la sintesi e pure io mi lancio all’arrembaggio 😀 Un abbraccio a te amica <3

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